Derby Milano-Cantù

Digital Paper: Speciale Final Eight Firenze

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Derby Milano-Cantù

L’EA7 punta al tris, La Red October-MIA vuole invertire il pronostico

L’OLIMPIA MILANO ha vinto le ultime due edizioni della Final Eight. A Firenze quindi l’EA7 punta «three-peat», la terza Coppa Italia consecutiva. Un record questo che conta poco nella testa di Simone Pianigiani. L’ex allenatore dellaMontepaschi Siena, arrivato la scorsa estate sulla panchina di quella che per tanti anni è stata una storica rivale, da questa competizione si aspetta di dare uno scossone a una stagione fino a questo momento dai due volti. Positivo in Italia, dove l’Olimpia ha la migliore difesa della A1, negativo in Euroleague, dove i limiti di taglia fisica e di esperienza sono venuti fuori al cospetto dei top team continentali. «Questo è un torneo con una formula assurda, un vero e proprio concentrato di adrenalina in tre giorni – dice Pianigiani –. Per i tifosi sarà spettacolare, noi dovremo vivere una partita alla volta. Se non vinci, sei a casa. La gestione delle energie sarà importante. Cominciamo contro Cantù, un avversario di talento, che corre e tira dopo pochi secondi. In Italia la nostra identità difensiva ci può portare avanti, anche in questa Coppa Italia». IL DERBY con la Red OctoberMIA, sulla carta, è dal pronostico chiuso. Troppo più profonda, fisica e tecnica l’EA7. Cantù è la partecipante a sorpresa di questa Final Eight. Non certo per blasone, ma per le turbolenze che hanno accompagnato la costruzione della squadra e la gestione successiva, sempre nelle mani del patron russo Dmitrij Gerasimenko. In pochi se l’aspettavano a Firenze. Quello costruito da Marco Sodini è stato un girone di andata fantastico, culminato proprio con lo sbarco in riva all’Arno. Cantù sarà senza Randy Culpepper, un giocatore determinante, ma non si arrenderà tanto facilmente: «Vogliamo sorprendere e stupire – sottolinea Sodini –. Da buon viareggino, non mi piacere perdere nemmeno quando gioco a boccine. Ci aspetta il derby con Milano: siamo consapevoli della forza dell’avversario, ma ce la metteremo tutta». IN TRIBUNA, la presenza del popolo canturino è quella più attesa. Sono annunciati più di mille spettatori in arrivo dalla Brianza. Dopo i tifosi virtussini e quelli di Avellino, proprio i cantuni saranno i più numerosi al Mandela Forum, pronti a spingere la Red October-MIA a fare l’impresa.


Brescia-Virtus Diana vs Ramagli In panchina regna Livorno

L’ASSENZA di Pietro Aradori toglie un protagonista atteso di questa Final Eight. La lesione di primo grado ai flessori della coscia sinistra impedirà all’azzurro di esserci a Firenze. La Segafredo Virtus Bologna perde un attaccante mica da ridere (15,6 punti con il 55% da 2) e quindi dovrà trovare soluzioni per sostituirlo. Magari mettendo ancora più peso sulle spalle di Alessandro Gentile. Da capire se avrà al suo fianco il fratello Stefano, alle prese con i dolori persistenti al polso destro. Degli acciacchi della Virtus, cercherà di approfittarne la Germani Brescia. Dopo la semifinale della passata edizione, la Leonessa cercherà di ruggire ancora più forte. Oltre che su un pacchetto americano molto solido (Marcus Landry e David Moss su tutti), Brescia ha un’identità italiana notevole con i due fratelli Vitali, Luca e Michele. L’INCROCIO fra Germani e Segafredo sarà caratterizzato anche dal derby tutto livornese in panchina fra Andrea Diana e Alessandro Ramagli. Insieme a Walter De Raffaele, formano una mini colonia labronica a Firenze. La scuola toscana degli allenatori – dentro ci mettiamo anche il senese Pianigiani e il viareggino Sodini – dominerà la Final Eight.

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2018-02-14T16:18:56+00:00Argomento: SPORT|Speciale |