La prima notizia documentata di Agliana risale alla carta itineraria romana
Era menzionata con il nome di Hellana

Agliana deve la sua nascita alla costruzione, avvenuta nel n secolo a. C. di una grande arteria di comunicazione: la consolare via Cassia. Sull’asse dell’importante itinerario transappenninico sorse infatti come stazione di tappa “Statio Hellana”, in corrispondenza del punto in cui detto antico percorso attraversava la Valle dell’Agna, da cui trae origine il nome. La prima notizia documentata di Agliana risale quindi alla carta itineraria romana Tabula Peutingeriana, sulla quale la località appare menzionata con il nome di Hellana, ma si ritiene che la sua origine possa essere anteriore. Una parte del suo territorio già nella prima metà del I secolo fu interessata ad una vasta opera di centuriazione avviata dai coloni romani mentre, il restante, rimase come pianura incolta destinata a pubblico demanio. E’ un evidente segno del permanere dell’incolto il toponimo “silva” in uso durante il medio evo, del quale vi è una eco moderna nella “via a selva” che unisce Agliana a Piuvica. In una cartula di donazione del Visconte Ildibrando, discendente dei Signori di Stagno, datata 1022 compare per la prima volta il toponimo “Aliana” che sostituirà il più antico “Alma” già documentato nell’Alto Medioevo. Nell’XI secolo nella zona vi erano ampi ppossedimenti vescovili, con una curtis ed un castello del uale si ha notizia nel 1050. Tra XII e il XIH secolo si formarono nuovi nuclei abitati, ciascuno dei quali eresse la propria Chiesa parrocchiale: San Michele, San Niccolò e san Piero. In questo periodo Agliana fu interessata alla grande regolazione fluviale compiuta dal Comune di Pistoia: il corso inferiore dell’Agna, divenuto collettore del nuovo sistema delle acque, fu deviato e arginato, assumendo il nome odierno di “Calice”. Nel 1202 con l’avvento dell’età comunale, Agliana divenne un Ubero comune rurale prima a regime Consolare eppoi Podestarile. Fin dal secolo XIV Agliana era compresa nel districtus di Pistoia, città della quale seguì le sorti sotto il dominio fiorentino, a seguito della riforma governativa e amministrativa compiuta dai fiorentini sul Contado pistoiese la già costituita Lega di Agliana fu incorporata nella Podesteria di Montale, i cui Statuti risalgono al 1407. Gli Statuti comunali del 1415 rivelarono poi come Agliana fosse riuscita, nei secoli, a mantenete la sua autonomia fino a quando tornò a costituirsi, non senza controversie, come comune autonomo nel 1913. Compresa inizialmente nella Provincia di Firenze, Agliana entrò a far parte della provincia di Pistoia nel gennaio 1927. Nel corso del secondo conflitto mondiale gli abitanti di Agliana diedero un forte contributo al movimento della Resistenza e alle lotte partigiane; molti furono i cittadini che caddero in difesa della libertà. Centro di immigrazione interna soprattutto dagli anni ‘50 in poi, Agliana ha visto crescere il proprio benessere prima con l’industria tessile e, successivamente, grazie alle capacità innovative e di riconversione industriale di molti piccoli e medi imprenditori. Accanto all’industria sono presenti ad Agliana numerose attività di produzione e commerdalizazione di prodotti di nicchia specie nel settore alimentare. Un altro settore produttivo importante è il vivaismo, ancor oggi fiorente ed in sviluppo che riesce a commercializzare i suoi prodotti nel mondo intero. Agliana oggi si presenta come una cittadina moderna ove lo sviluppo economico e produttivo accanto all’alto livello raggiunto nei servizi hanno favorito un buon tasso di benessere sociale e di visibilità.


IL MONUMENTO

La Chiesa di San Piero

La chiesa è documentata fin dal 1152 come dipendenza della pieve di San Giovanni a Villiano attuale Mantale. Fu rinnovata probabilmente nel XIV secolo. Era un edifici a aula coperta da capriate ed aveva cinque altari quello maggiore era posto nella tribuna coperta in volta sulle cui pareti comparivano affreschi con storie di S. Pietro, andati perduti nel 1606, e occupava lo spazio dell’attuale sagrato. Dopo il 1582 gli altari furono ridotti a tre, e dedicati alla Madonna della Neve e del Rosario costruito nel 1705 a spese di Giovanni Bini. L’altare maggiore fu rinnovato una prima volta nel 1574 e poi nel 1794. Nel 1727 a seguito dell’istituzione del Piviere d’Agliana venne elevata a Prioria. Il vecchio edificio ad aula fu demolita completamente nel 1869 per la costruzione di una nuova chiesa su progetto dell’architetto Bernardo Bernardini, i lavori si conclusero nel 1872. La facciata è ornata da tre statue raffiguranti Cristo Re, San Paolo e San Pietro e tutto il corpo strutturale ha uno stile neoclassico. Internamente vi sono cinque altari, fanno spicco due tele una del XVII secolo attribuita alla cerchia del Volterrano, e l’altra, una Sacra famiglia del 1872, opera di Antonio Puccinelli. Nell’altare maggiore sono raccolte le reliquie dei Santi Pietro e Vincenzo, ed è ornato da un bel crocefisso ligneo del XVI secolo. A fianco troviamo la Cappella della Compagnia intitolata al S.S. Sacramento, risalente alla fine del XVI secolo, ma ristrutturato nel 1743 dal’ architetto cario Arrighi. L’Oratorio che è a un’unica navata coperta a volta, conserva quattro pitture murali della fine del XVIII, e sul’ altare vi è una tavola della seconda metà del cinquecento. Nei pressi della costruzione sorgeva anticamente uno Spedale per il ricovero e l’assistenza dei mendicanti. Il vecchio campanile già restaurato nel 1793, e dotato di orologio meccanico, oggi perduto. Subì un pesate intervento di soprelevazione nel 1959 ad opera degli architetti Santi e Savioli di Firenze, dal 3 aprile del 1937 la parrocchia a il titolo di Propositura. Nel XVI secolo vi era un piccolo ospedale dedicato a S. Pietro, soppresso nel 1784.