In treno sulle orme del genio

Dal Ticino alla Valchiavenna
Viaggio nella Lombardia che ha ispirato le sue scoperte

di NICOLA BARONI
– MILANO –

«IL TRENO è costruito così Leonardo: du binari, più facile di così si muore. Ma lunghi, ma puoi arrivare anche in Africa». In “Non ci resta che piangere” bastava questa descrizione di Benigni a Leonardo da Vinci per istigarlo a inventare persino il treno. Tre secoli separano il genio toscano dalla nascita della locomotiva a vapore, ma dopo che Massimo Troisi e Roberto Benigni nel loro comico viaggio nel tempo gli hanno attribuito pure quest’invenzione, il tributo di Trenord al genio toscano nei 500 anni dalla morte sembrava doveroso.

DI FATTO con i treni lombardi è possibile raggiungere la maggior parte dei luoghi leonardiani in regione. Si può partire da Pavia, dove Leonardo diede la propria consulenza per la costruzione del Duomo, con un contributo riscontrabile nello stesso Codice Atlantico. Oltre agli studi sul Duomo pavese, nei fogli conservati alla Biblioteca Ambrosiana si possono leggere i commenti alla statua del Regisole, che lo stimolò nell’ideazione del mai realizzato monumento equestre per il Moro. Altra tappa obbligata in regione è Vigevano, dove Leonardo soggiornò occupandosi della regolamentazione delle acque nelle campagne verso il Ticino. Al Mulino di Mora Bassa dell’Est Sesia, dimora quattrocentesca dotata di due grandi ruote idrauliche e luogo degli incontri tra Ludovico il Moro e Cecilia Gallerani, alias la Dama con l’Ermellino, è visitabile una mostra permanente sulle macchine di Leonardo. A Lecco si può ammirare il paesaggio lacustre che secondo molti ispirò lo sfondo della Gioconda, e se da qui si prosegue in treno fino a Mandello e Bellano si sta di fatto percorrendo un itinerario amato e battuto più volte dal genio toscano, come scrive lui stesso nei suoi appunti di viaggio: «I magior sassi scoperti che si truovino in questi paesi sono le montagne di Mandello, visine alle montagne di Leche e di Gravidonia. In verso Bellinzona a 30 miglia a Leco, è quelle di valle Ciavenna; ma la maggiore è quella di Mandello, la quale à nella sua basa una busa di verso il lago, la quale va sotto 200 scalini e qui d’ogni tempo è diaccio e vento». Proseguendo verso Colico si possono osservare i luoghi in cui Leonardo operò come consigliere ingegneristicomilitare al servizio di Ludovico il Moro, in particolare studiando il rafforzamento delle fortificazioni sulla rocca di Baiedo.

CON L’AIUTO della guida “Il sentiero di Leonardo” di Renato Ornaghi (edizioni Opificio Monzese delle Pietre Dure) si prosegue fino in Valchiavenna, che Leonardo esplorò in lungo e in largo, celebrandone le cascate, la vegetazione e gli animali: «daini, stambuche, camozze e terribili orsi, non ci si può montare se non a quattro piedi». A Milano, infine, presentando un abbonamento Trenord o un biglietto obliterato in giornata, si potranno ottenere sconti fino al 25% per l’ingresso alla Vigna di Leonardo e alla Casa- Museo degli Atellani, alle mostre «Leonardo3» in Piazza della Scala, «Leonardo & Warhol. The genius experience», «L’ultima cena dopo Leonardo» a Fondazione Stelline (dal 2 aprile), e al Museo della Scienza e della Tecnologia. Sconti anche sulle visite guidate nei luoghi leonardiani a Milano e Vigevano con «Ad Artem». Là dove non arrivano le macchine volanti, meglio andare in treno.


Gli sconti proposti da Trenord

A MILANO, presentando un abbonamento Trenord o un biglietto obliterato in giornata si potranno ottenere sconti fino al 25% per l’ingresso alla Vigna di Leonardo e alla Casa-Museo degli Atellani, alle mostre «Leonardo3 » in Piazza della Scala, «Leonardo & Warhol. The genius experience», «L’ultima cena dopo Leonardo » a Fondazione Stelline (dal 2 aprile), e al Museo della Scienza e della Tecnologia. Sconti anche sulle visite guidate nei luoghi leonardiani a Milano e Vigevano con «Ad Artem».