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Quando si pensa al Rinascimento subito riaffiorano alla mente le immagini che rendono grande, conosciuta e ammirata l’Italia in tutto il mondo: affreschi, quadri, ritratti, palazzi di corte, impianti urbanistici, chiese e ville suburbane. Un insieme di opere frutto del genio e dell’attività di quelle “élites degli artisti” in cui riconosciamo Leonardo, Michelangelo, Giorgione, Tiziano, Raffaello, Giulio Romano, Palladio e molti altri. La contaminazione e la circolarità delle idee che caratterizzò quel grande momento produsse una sorta di “effetto domino” che, seppure con intensità e caratteri diversi, interessò tutta Europa e settori affini all’arte.
Pensiamo ad esempio ai letterati (Ariosto tra tutti, ma anche Baldassarre Castiglione), alle poetesse (Veronica Gambara, Vittoria Colonna, Tullia d’Aragona), alle donne capaci di patrocinare le arti e organizzare le attività di corte (Bianca Maria Visconti o Lucrezia Borgia imprenditrice nella Ferrara rinascimentale), o alle personalità di quei grandi signori che come Francesco Sforza, Lorenzo de’ Medici, Vespasiano Gonzaga, Federico da Montefeltro ebbero la ventura di trasformarsi in “principe architetto”, capace di plasmare la propria città e la corte attraverso la pianificazione di palazzi e piazze. Molti aspetti avvicinano quel mondo alla nostra contemporaneità. Ad esempio una grande rivoluzione, l’invenzione della stampa ad opera di Gutenberg, si era palesata intorno al 1450 in Europa travolgendo il mondo della cultura, inventando mestieri nuovi, un po’ come di recente è avvenuto con Internet e la sua capacità di scardinare metodologie di ricerca scoprendo nuove professionalità.
La grande frammentarietà politica dell’Italia rinascimentale sembra trovare oggi nuova declinazione nella diffusione in tutto il continente di proposte di superamento dello stato- nazione. Del resto anche la rottura degli schemi che ogni innovazione porta con sé e che ha trovato in Giulio Romano un grande sperimentatore, sembra oggi una chiave di volta dell’arte contemporanea e dell’architettura, con la creazione dei nuovi quartieri che stanno sorgendo nelle nostre città (come Citylife, piazza Gae Aulenti e il Bosco Verticale a Milano).
La storia non si ripete ma conoscerne i dettagli aiuta a non compiere nuovi errori: riflettendo sul Rinascimento e le sue connessioni con la contemporaneità dovremmo ripensare le guerre d’Italia che travolsero la nostra penisola e l’Europa nell’ultima fase della grande stagione rinascimentale.

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