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Così l’Umbria celebra il genio di Raffaello

A Città di Castello, dove mosse i primi passi, e a Perugia sulle tracce del suo profondo legame artistico con il territorio

PERUGIA

L’Umbria si prepara a celebrare il quinto centenario dalla morte di Raffaello Sanzio con grandi mostre, itinerari, eventi speciali e progetti di restauro. Il fil rouge dei vari eventi è la valorizzazione delle opere e dei luoghi dove ha operato il pittore urbinate e con loro il patrimonio culturale della regione. Ricco e variegato sarà dunque il cartellone delle iniziative avrà come epicentri principali Città di Castello e Perugia, le città umbre in cui sono presenti due opere originali del genio rinascimentale, il ‘Gonfalone della Santissima Trinità’ nella Pinacoteca tifernate e ‘La Trinità e i Santi’ nella Cappella di San Severo a Perugia. Nella Pinacoteca tifernate verrà allestita una mostra, curata dalla soprintendente Marica Mercalli, soprintendente all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e da Laura Teza, docente di storia dell’arte umbra dell’Università degli Studi di Perugia, che dall’ottobre 2020 al gennaio 2021 metterà in luce alcuni aspetti dell’attività artistica legata ai primi anni di produzione del giovane Raffaello e agli echi che la sua lezione lasciò in Umbria. Mentre a Perugia un progetto di restauro conservativo e un rinnovato allestimento, presenteranno al pubblico la Cappella di San Severo in una nuova luce. Inoltre, in collegamento con il lavoro di salvaguardia delle opere salvate dalle chiese della Valnerina colpite dal sisma nel 2016, entrerà a far parte del percorso raffaellesco anche il Deposito (visitabile) di Santo Chiodo di Spoleto, dove è conservata la grande pala di Jacopo Siculo raffigurante l’Assunzione di Maria. A Perugia invece verrà allestita alla Galleria Nazionale dell’Umbria, dal 9 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021 la mostra: ‘La fortuna della Pala Baglioni di Raffaello attraverso le sue copie’ che approfondisce la fortuna della ‘Deposizione’ di Raffaello trafugata dalla chiesa di San Francesco al Prato a Perugia nel 1608. Per facilitare l’accesso al periodo umbro del grande genio rinascimentale, il Comitato organizzatore provvederà a fornire ai visitatori di Città di Castello e di Perugia, dei musei dell’Umbria e del patrimonio diffuso nelle chiese aperte al pubblico, strumenti informativi sulle opere di Raffaello e dei pittori a lui collegati basati su una piattaforma web. Per questo è stato attivato il sito www.raffaello.it. Particolare interesse il Comitato nazionale per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Raffaello ha manifestato per il progetto della mostra alla Pinacoteca comunale di Città di Castello. I dettagli sono stati resi noti recentemente dal sindaco tifernate Luciano Bacchetta alla presenza, tra gli altri di Paola Agabiti, assessore alla cultura della Regione e Michela Di Macco, storica dell’arte e membro del Comitato nazionale per le celebrazioni. Raffaello mosse i suoi primi passi nella Città di Castello del Rinascimento, lasciandovi quattro opere fondamentali: l’Incoronazione di San Nicola da Tolentino eseguita per la chiesa di Sant’Agostino (oggi divisa in più musei), il Gonfalone della Santissima Trinità per l’omonima Confraternita, la Crocefissione Gavari per San Domenico (è alla National Gallery di Londra) e lo Sposalizio della Vergine per San Francesco ( alla Pinacoteca di Brera). A parte il Gonfalone, ancora presente in Pinacoteca, tutte le altre opere sono “emigrate”. E proprio intorno allo Stendardo verrà riallestito il percorso museale. Si metterà in evidenza la figura di Raffaello giovane (arrivò a Città di Castello in sostituzione del padre, defunto nel 1494), la sua formazione, il confronto diretto e fondamentale con Luca Signorelli e in particolare con Il Martirio di San Sebastiano conservato nella stessa Pinacoteca e il rapporto con la committenza locale. Dopo la partenza di Signorelli, fu facile per il promettente Raffaello, portatore ancora di uno stile peruginesco, ricevere numerose commissioni.

Donatella Miliani
Sofia Coletti

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