Valtellina, la sorpresa dei monti

Sfondi suggestivi, acque termali e la scoperta fra le nevi dell’animale simbolo di moderazione e purezza

di NICOLA BARONI
– BORMIO (Sondrio) –

«IN TESTA alla Valtolina è la montagna di Bormi». Leonardo da Vinci soggiornò probabilmente anche in Valtellina e a Bormio, a giudicare dalla descrizione di questi territori che si leggono nel Foglio 214 del Codice Atlantico. Un’occasione per intraprendere il viaggio gli venne offerta dalle nozze di Bianca Maria Sforza con Massimiliano d’Asburgo nel 1493. Per rafforzare il suo dominio su Milano, il Moro voleva legarsi a una dinastia europea attraverso il matrimonio della nipote. Dopo alcune trattative fallimentari, riuscì a combinare l’unione tra Bianca Maria e Massimiliano d’Asburgo. Le nozze si svolsero a Milano il 30 novembre 1493, in assenza dello sposo. Dopo i festeggiamenti in città, Bianca Maria partì con un folto seguito di cortigiani, consiglieri e doni nuziali alla volta di Innsbruck, dove avrebbe dovuto conoscere il marito. A destinazione in realtà non troverà ad aspettarla Massimiliano, che la raggiungerà soltanto a marzo dell’anno seguente.

DURANTE il tragitto da Milano a Innsbruck, il corteo si fermò alcuni giorni a Bormio, ospite della famiglia Alberti. Del seguito che accompagnò Bianca Maria fino a Bormio faceva parte probabilmente anche Leonardo, che si trovava alla corte di Ludovico da ormai 11 anni. Nei suoi soggiorni milanesi Leonardo risalì più volte le coste del Lago di Lecco e la Valsassina, raggiungendo la Val Chiavenna e la Valtellina. Cascate, torrenti vorticosi e cime rocciose: l’artista toscano vide qui per la prima volta questi paesaggi e ne rimase a tal punto impressionato da farli diventare lo sfondo di molti suoi quadri, dalla “Vergine delle rocce” a “Sant’Anna, la Vergine e il bambino con l’agnellino”. Cosa lo colpì di Bormio lo si può leggere nel Codice Atlantico conservato alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana: «Valtolina come detto valle circumdata d’alti terribili monti. Fa vini potentissimi e assai e fa tanto bestiame che da paesani è concluso nascervi più latte che vino». Ma non solo bestiame e vino: «A Bormi sono i bagni», scrisse riferendosi alle acque termali. Tutt’oggi, oltre alle numerose Terme private e pubbliche, appena fuori dal centro di Bormio ci si può bagnare nella “Pozza di Leonardo da Vinci”, una vasca di pietre e sassi nel bosco che raccoglie l’acqua termale prima che questa si riversi nel torrente Braulio. Continua Leonardo: «Terribili piene sempre di neve; qui nasce ermellini». Ed ecco spuntare, nelle osservazioni faunistiche vinciane, quell’animale simbolo di moderazione e purezza che egli aveva dipinto pochi anni prima tra le braccia di Cecilia Gallerani.