Il vanto di Santa Maria delle Grazie

La casa degli Atellani e l’appezzamento donato in pagamento per il Cenacolo
Storia di una passione per il vino

di NICOLA BARONI
– MILANO –

QUANDO LEONARDO da Vinci arrivò a Milano, nel 1482, il quartiere di Santa Maria delle Grazie era un’area fuori le mura che interessava a pochi. Già luogo di accampamento dell’esercito sotto Francesco Sforza, il comandante delle truppe Gaspare da Vimercate vi aveva fatto erigere una cappella funeraria familiare, che aveva messo a disposizione dei suoi soldati per la devozione. Con l’arrivo dei frati domenicani da Pavia che cercavano terreni dove poter costruire un convento dove insediarsi, nel 1462,il condottiero donò la sua proprietà. Nasceva così il primo nucleo di Santa Maria delle Grazie. «Ma a dare la vera svolta al destino del quartiere e della Chiesa fu Ludovico Maria Sforza nel 1490», spiega Nadia Gobbi, autrice di Leonardo e Milano (ed. Meravigli) e guida di “Visite guidate per tutti”.

«IL MORO DECISE di fare della Chiesa il cimitero monumentale della famiglia Sforza e per attuare questo progetto ingaggiò i migliori artisti dell’epoca: da Bramante a Leonardo da Vinci passando per Giovanni Donato Montorfano. Il progetto in realtà non verrà terminato, perché nel 1498 Ludovico perderà il potere, ma la Chiesa che vediamo oggi è stata costruita in quest’ottica». Il cimitero monumentale della famiglia Sforza si inseriva in un più ampio progetto di rinnovamento del quartiere, che nei pianI del Moro doveva diventare una zona residenziale. Tra le poche costruzioni esistenti nell’area, c’era già l’attuale Casa Atellani, di proprietà deiconti Landi di Piacenza. Il Duca requisì l’edificio ai conti per donarlo a una famiglia amica e alle sue dipendenze: gli Atellani appunto. «Quando venne il momento di pagare Leonardo per l’Ultima Cena e Sala delle Asse – continua Gobbi – Il Moro preferì sdebitarsi in terreni: i soldi gli servivano per le spese militari, in compenso, sempre in zona Santa Maria delle Grazie possedeva appezzamenti che non poteva lasciare a loro stessi in un’ottica di rinnovamento del quartiere. Li diede a Leonardo come compenso per il suo lavoro. E Leonardo, che aveva imparato l’arte della viticoltura dai nonni a Vinci, li metterà subito a vigna. Molti appunti di Leonardo stesso ce lo documentano: per esempio uno del 1508, quando tornò a Milano, in cui la reclamava come propria, perché nel frattempo era stata requisita dai francesi. Oppure una sua mappa del terreno con tutte le annotazioni su come piantare i filari». Quel vigneto era confinante con casa Atellani e continuerà ad esistere fino a inizi Novecento, come testimonia una fotografia di Luca Beltrami scattata da via Carducci all’angolo di corso Magenta. Agli inizi del secolo scorso quell’area venne interamente edificata, ma recentemente sono state trovate tracce di quel vigneto che hanno permesso di ricreare all’interno di Casa Atellani l’antica vigna di Leonardo.


Treno, viaggio nella storia

Con Trenord a tariffe scontate per scoprire il Museo della scienza e la sua collezione di tecnologia

– MILANO –

LA PRIMA TAPPA visitando il Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci dovrebbe essere il padiglione ferroviario, dove tra locomotive, tram e sistemi di segnalamento, sembrerà di tornare al secondo Ottocento, quando il trasporto a rotaia cominciò a svilupparsi anche nel nostro Paese. Con Milano già all’avanguardia: basti pensare che la prima stazione Centrale, nell’attuale piazza della Repubblica, fu inaugurata nel 1864. È giusto cominciare da qui perché, in occasione del cinquecentenario leonardiano, se si abita fuori città conviene arrivare a Milano in treno, viste le numerose convenzioni tra Trenord e il Museo intitolato proprio al Genio toscano. E il confronto tra i treni moderni e quelli dell’Ottocento è un utile esercizio.

FINO AL 13 OTTOBRE il Museo ospita anche la mostra Leonardo da Vinci Parade: cinquantadue modelli storici leonardeschi provenienti dalla collezione del Museo e ventinove affreschi di pittori lombardi del XVI secolo concessi in deposito all’Istituzione di Via San Vittore nel 1952 dalla Pinacoteca di Brera, diretta allora da Fernanda Wittgens. Un ritorno alle origini per il Museo, che venne inaugurato nel 1953 proprio con queste due collezioni, che rimettevano al centro l’unità della cultura umanistica e tecnico- scientifica. I modelli della mostra Leonardo da Vinci Parade, alcuni dei quali da lungo tempo non esposti, sono stati realizzati negli anni ’50 del Novecento interpretando i disegni vinciani. E alla fine di quest’anno entreranno nella nuova Galleria Leonardo, ora in fase di rinnovamento.

ACCANTO AI MODELLI di macchine sono esposti anche quelli di alcune architetture militari e civili in gesso e terracotta, restaurati di recente. Gli affreschi strappati della Pinacoteca di Brera sono invece esposti sulle due pareti laterali, come nelle rastrelliere dei depositi museali, a costituire una quadreria ideale con le opere di chiese ed edifici di Milano in molti casi scomparsi. Tra gli autori presenti, un ruolo fondamentale lo ricoprono Bernardino Luini e la sua scuola: uno dei pittori di maggior successo in Lombardia nei primi decenni del XVI secolo. Oltre alla mostra, il Museo dedica a Leonardo da Vinci un programma di attività interattive nell’i.lab Leonardo. Dal 25 al 28 giugno i più piccoli potranno imparare a costruire un arco, dal 9 al 12 luglio potranno smontare, rimontare e reinventare le macchine di Leonardo per il volo e da cantiere. Dal 6 al 9 agosto, infine, avranno a disposizione un prospettografo, lo strumento antico che aiutava a rappresentare su un foglio la realtà circostante. I viaggiatori occasionali che arriveranno in treno potranno acquistare un Biglietto Speciale Museo della Scienza, che consente di raggiungere Milano da qualsiasi stazione della Lombardia servita da Trenord e visitare il Museo e la Mostra (oltre a uno sconto del 10% sugli acquisti al bookshop). Il biglietto costa 10 euro per i ragazzi tra i 4 e i 13 anni, 15.50 per gli adulti e 40 euro per una famiglia di quattro persone. Gli abbonati Trenord con tessera elettronica Io viaggio/Itinero e due accompagnatori pagheranno 7.50 euro anziché 10. Anche ai gruppi e alle scolaresche sono riservati sconti speciali: i ragazzi entreranno al Museo a 4.50 euro e avranno una riduzione del 50% sui biglietti ferroviari.

Nicola Baroni