I beni immateriali nutrono l’anima
Il respiro del paesaggio nel silenzio

Il professor Givone spiega il valore dell’infinito davanti ai nostri occhi

Sergio Givone

IN CHE SENSO la luce, il silenzio, l’orizzonte sono cose dell’arte più che della natura e quindi sono cose non solo artistiche ma prima ancora artificiali? Nel senso che la luce è cosa dell’occhio prima ancora che dello spettro elettromagnetico, il silenzio è cosa dell’anima prima ancora che della fisica acustica e l’orizzonte è cosa della metafisica prima ancora che della geometria euclidea. Cominciamo dal silenzio. Un fenomeno, questo, che non esiste in natura, la quale al contrario è molto rumorosa, spaventosamente rumorosa – fortuna che noi di questo formidabile e immane rumore non ascoltiamo che una parte infinitesima, altrimenti ne saremmo travolti, schiacciati, annichiliti.

SE A VOLTE, assai raramente, ci pare di ascoltare il silenzio, e di coglierlo in natura, è solo perché abbiamo isolato un suono o una voce fra i moltissimi altri e avendolo identificato per esclusione ci sembra di percepire ciò che non percepiamo affatto. Ma questo, come ci spiega Platone con la sua teoria musicale di origine pitagorica, avviene in forza di un passaggio da una dimensione a un’altra: da quella in cui la musica è per l’orecchio a quella in cui la musica è per l’occhio e quindi perla mente. Consideriamo allora il dipinto non per quel che potrebbe significare, simbolicamente o metaforicamente, ma per quello che è, anzi, per quello che appare: una grande onda di luce trascolorante da un massimo a un minimo, cioè dalla luminosità aurorale del cielo alla luminosità spenta, ma di cui resta una traccia appena percepibile e come sfumata, delle rocce e della figura in primo piano. Dov’è la fonte di tanta luce? È dall’altra parte, quella opposta: opposta sia rispetto alla figura che contempla lo spettacolo naturale o paesaggio sia rispetto a noi che contempliamo il dipinto. La fonte di luce è il sole che ancora non è sorto e che quindi non si vede ma di cui cogliamo, di riflesso in riflesso, il roseo albeggiare. Attenzione però: le cromie che manifestano il sorgere del sole non sono in natura, ma nella retina. A produrle è l’occhio. Ossia l’occhio che cerca non tanto il sole (lo trovasse, lo perderebbe immediatamente, e perderebbe se stesso, perché ne sarebbe accecato) ma il punto a partire dal quale quella manifestazione di luce, quel fenomeno, si dispiegano in forma di onda progressiva e piena di tutti i colori del mondo. Questo punto è al di là di ogni orizzonte possibile, anche dell’ultimo. Nondimeno questo punto è nell’occhio. Potremmo identificarlo con il punto cieco dell’occhio: solo impropriamente, però. Infatti è molto di più del punto cieco (punto fisico). È il punto che fa di ogni sguardo un puro trascendere (punto metafisico). Perciò l’orizzonte che si viene delineando fino ad abbracciare tutto il visibile (visibile a noi che vediamo ciò che vede la figura di spalle ma anche ciò che essa non vede in quanto dietro di lei) evoca un al di là e questo al di là è trascendenza, irriducibile trascendenza. Lo sguardo che pone questo orizzonte come ultimo è lo stesso sguardo che lo destituisce della sua ultimità, lo oltrepassa nella direzione dell’invisibile, lo sfonda creando varchi senza nome, aprendo sconfinati abissi, affacciandosi sulle soglie del nulla. Se ci chiediamo dunque che cosa ci faccia lì il nostro uomo, il Viandante (Viandante sopra un mare di nebbia di Caspar David Friedrich ndr), all’alba (all’alba, non al tramonto!) dopo essersi inoltrato in quella plaga deserta, e rispondiamo che sta contemplando il paesaggio, diciamo certamente il vero, ma un vero di cui siamo i primi a dubitare. Sì, sta contemplando il paesaggio. Egli sembra stare di fronte alla nuda natura. Ma alla nuda natura ci è arrivato grazie all’idea di natura e cioè grazie alla natura colta nella mente e non nella realtà. E cos’è il paesaggio se non imitazione della natura qual essa è idealmente, non realmente? Non è forse il paesaggio immagine della natura edenica, paradisiaca? Non avevano insegnato per decenni architetti, giardinieri, paesaggisti a cogliere nel paesaggio la natura ideale? Tuttavia il paesaggio si limita a far da ponte. Il paesaggio è come il teatro: una finzione che mette lo spettatore di fronte alla vita, alla realtà e gli serve per fare i conti con quelle e non per restare prigioniero di un gioco illusionistico (così fosse, lo spettatore apparirebbe ridicolo, o quanto meno infantile, come chi si trastulla con sogni e fantasie).

da «Sull’infinito» (il Mulino)

Il simbolo

Così l’opera ’parla’
Il viandante e il filo dell’orizzonte

«Il Viandante sul mare di nebbia« (Der Wanderer über dem Nebelmeer) è un dipinto a olio su tela del pittore romantico tedesco Caspar David Friedrich, realizzato nel 1818 circa e conservato alla Hamburger Kunsthalle di Amburgo. Un viandante solitario si staglia in controluce su un precipizio roccioso; la nebbia si espande in modo indefinito arrivando a mescolarsi con l’orizzonte 


La potenza del marketing e dei «social»

«Toscana ovunque bella» è una campagna di grande impatto e successo sul web

VALORIZZARE il territorio. Non solo attraverso le regole condivise che vogliono dire anche percorsi di crescita e sviluppo, ma anche grazie ad operazioni di marketing territoriale mirato e di impatto. E’ nato così il progetto della Regione intitolato «Toscana, Ovunque Bella», un progetto di crowd (sourced) storytelling, hanno spiegato gli ideatori, «che ha l’ambizione di raccontare la nostra regione in modo nuovo e condiviso, promuovendo ogni giorno dell’anno uno dei nostri 276 Comuni e tutti i Comuni per 365 giorni l’anno. Da qui l’idea di offrire ai territori stessi la possibilità di scrivere insieme le pagine di una grande storia in cui ognuno presenta il proprio racconto che, insieme agli altri, contribuirà a illustrare la bellezza senza confini della Toscana. Ovunque si cammini. In ogni stagione dell’anno».

IL PROGETTO punta a dare risalto alle innumerevoli curiosità, alle storie irripetibili e inedite disseminate in tutta la Regione. È un’opportunità per mettere in luce il meglio che la Toscana del buon vivere ha da offrire sia al pubblico internazionale che a quello nazionale, regalando così la possibilità di fare una deviazione dal consueto e di perdersi in un viaggio che finisce sempre in bellezza. L’iniziativa è stata voluta in primis dal governatore Enrico Rossi insieme all’assessore al Turismo, Stefano Ciuoffo, con la collaborazione di Toscana Promozione Turistica, Fondazione Sistema Toscana e tutti i 279 sindaci toscani, coordinati dall’ Anci. Il sito è stato cliccatissimo con una marea di utenti unici (oltre mezzo milione) e un milione di visualizzazioni di pagina. Il piano dell’operazione punta a far crescere il proprio potenziale allargando a tutti i comuni la possibilità di inserire fino a cinque storie, così da poter raccontare la poliedricità del proprio territorio allargandola gamma degli interessi da intercettare. Ogni giorno riflettori accesi su un comune diverso, anche su quelli più piccoli e meno conosciuti. E sono oltre duecento le amministrazioni comunali che hanno abbracciato il progetto e ben 153 le storie raccolte, pubblicate sia in italiano che in inglese. «QUESTI numeri dimostrano le grandi potenzialità di questo strumento. Il dato che mi incuriosisce maggiormente è la visibilità che in così poco tempo si è assicurato fuori dai confini nazionali. Vogliamo che Toscana Ovunque Bella cresca ancora ed è per questo che abbiamo deciso di dare a tutti i Comuni toscani la possibilità di raccontarsi ancora di più. Ma anche di stimolare quelli che ancora non hanno aderito al progetto di farlo al più presto e di cogliere un’opportunità straordinaria per promuovere il proprio territorio», ha spiegato Stefano Ciuoffo, assessore alle Attività produttive della Regione Toscana.

A CONFERMA del trend positivo anche i numeri delle pagine social collegate al progetto: VisitTuscany e Diari Toscani. Dal 14 luglio 2016 al 31 marzo 2017 le persone che hanno visualizzato post relativi a Toscana Ovunque Bella su Facebook sono state 18.215.000, mentre 656.000 le reazioni, i commenti e le condivisioni. Il 30% delle visite arriva da Paesi esteri. Ecco la classifica: Stati Uniti, Regno Unito e Canada. Tra le città estere da cui giungono la maggior parte dei click troviamo: Londra, Varsavia, Toronto. Sul podio della top ten italiana ci sono, invece, Roma, Firenze eMilano. Tra gli autori dei racconti troviamo artisti e scrittori. Pisa, ad esempio, è narrata da una delle voci più celebri del giallo italiano, il pisano Marco Malvaldi e Dario Nardella racconta Firenze, Margaret Mazzantini a San Casciano dei Bagni.

Risorse

Cooperative di comunità

In genere sono costituite da quasi tutti i cittadini di un borgo o di un paese. Sono le cooperative di comunità, nate per superare la crisi e lo spopolamento, e la Regione Toscana ha deciso di investire un milione e 200 mila euro nei loro progetti più interessanti. Ad aprile, quando è stato annunciato il bando, erano stati stanziati 400 mila euro. Ma poi così tante sono state le domande presentate che la giunta ha deciso di aumentare le risorse a disposizione, pronta ad aggiungere altri 800 mila euro nel bilancio 2019 che dovrà essere approvato entro la fine dell’anno.