Dalla Verruca l’idea: deviare l’Arno

Pisa, 1503: la conquista dei fiorentini e la spedizione del miglior ingegnere per studiare le difese della rocca

È MACHIAVELLI, in una lettera al Soderini, a sponsorizzare le doti di “ingegnere militare” di Leonardo presso i Fiorentini che daranno ascolto all’autore del Principe e invieranno il Genio a Pisa. Qui, dalla sommità della Verruca, Leonardo progetterà una colossale opera di ingegneria idraulica: la deviazione del corso dell’Arno. La sua trasferta pisana fu remunerata 56 lire e 13 soldi a Giovanni Piffero che fornì le vetture di sei cavalli e sostenne le spese di vitto. Questo risulta nei registri della Signoria del 26 luglio 1503. «Lionardo da Vinci venne lui e compagni et li facemmo vedere tutto, al quale ci pare che la Verrucola li sia piaciuta assai, et che l’abbia gustata, et apresso dice haver pensato a farla inexpugnabile». Alla Verruca, la rocca pisana che si protende nel mare Tirreno e dalla cui cima si domina la piana dell’Arno, Leonardo da Vinci inviato dai Fiorentini comprende in un sol sguardo la piana dell’Arno e da lì medita il progetto di deviarne le acque con l’impiego di macchine gigantesche per automatizzarne il lavoro di scavo. È un Leonardo ingegnere militare quello che arriva a Pisa nel 1503 e che, si dice, proprio alla Verruca avrebbe concepito i suoi disegni a volo d’uccello.

«CERTO È che ha lasciato disegni di una precisione eccezionale », spiega il professor Franco Paliaga, storico dell’arte pisano e autore del recentissimo studio “L’enigma svelato” (Campano edizioni), in cui, attraverso confronti con altre celebri pitture del Genio, propone una lettura nuova del quadro che raffigurerebbe non Lisa Gherardini ma la Sophia. La Verruca era il nucleo di un sistema di fortificazioni sul territorio intorno a Pisa dal forte valore strategico: per i pisani nella difesa dai fiorentini, per questi ultimi, invece, quando nel 1503 presero a dominare Pisa. Da essi distrutta nel 1431 e ricostruita nel 1503, la Rocca con lo sperone roccioso su cui si erge compare in un disegno del Codice di Madrid. «Il 22 luglio, come ricostruisce Carlo Vecce nel volume curato da Pedretti su Leonardo – spiega il professor Paliaga – Leonardo esegue uno schizzo dell’Arno e il giorno appresso lo mostra al commissario Francesco Guiducci che approva il progetto». Che idea venne in mente a Leonardo dalla cima della Verruca, insomma? «L’idea – prosegue Paliaga – era di scavare un canale utile a difendere le colline dalle sortite dei nemici, deviando l’Arno prima che esso arrivasse a Firenze, subito dopo Pontassieve, e facendolo passare da Prato, Pistoia oltre Serravalle fino a Vicopisano». «Questa soluzione – conclude lo storico dell’arte sulla scorta dei documenti citati da Vecce – avrebbe evitato lo straripamento dell’Arno a Firenze e avrebbe creato una via navigabile da Firenze al mare, come i navigli lombardi ». Di tutto questo restano i disegni con chiuse e deviazioni, una grandiosa idea che alla fine non trovò mai compimento.

Eleonora Mancini