L’ambiente? Il tesoro da condividere

Antonio Fulvi

CAPRAIA ISOLA

IN POCHI MESI è stata proiettata, dal voto degli isolani e da quello dei consiglieri dei vari comuni livornesi, a ben due cariche: sindaco di Capraia e presidenza della Provincia. Due cariche che Maria Ida Bessi, “Marida” per tutti, capraiese doc e imprenditrice turistica con la sua agenzia Cooperativa del Parco, sta cercando di assolvere con la grinta che le è propria.

Signora sindaco, se preferisce signora presidente…

«Meglio sindaco, la presidenza della Provincia è prestigiosa, ma io mi sento per prima cosa capraiese».

E allora entriamo sul tema: il piano paesaggistico della Regione Toscana.

«Un’iniziativa positiva, almeno nelle intenzioni. Partendo dal principio che l’ambiente è uno dei nostri più importanti valori, il progetto di stabilire regole certe per difendere il paesaggio e nello stesso tempo per sviluppare un corretto utilizzo della risorsa è fondamentale. Teniamo presente che fino ad oggi siamo stati sempre vincolati a operazioni di mero recupero dell’esistente, con limiti spesso poco comprensibili anche per le variazioni d’uso. Per noi a Capraia, dove esiste un ricco e pur abbandonato patrimonio della ex colonia penale agricola, in gran parte in degrado, il piano della Regione con regole certe e accettabili è una opportunità».

Da parte del Comune ci sono state proposte in questo senso?

«Ci sono da tempo. E anche con il compianto sindaco Gaetano Guarente, mio predecessore prematuramente scomparso, avevamo spinto per valorizzare il nostro patrimonio ambientale all’insegna di uno sviluppo agricolo, antica tradizione dell’isola, e un graduale intervento per insediamenti turistici di qualità. Abbiamo sempre cercato di fare proposte realistiche, non libri dei sogni: tenendo presente anche che siamo in gran parte inseriti nel parco naturale dell’arcipelago. E inoltre visto che la proprietà delle aree è collettiva dei capraiesi, in base all’antico e mai cancellato diritto degli usi civici».

L’ex colonia penale, almeno in parte, può essere vista anche come opportunità?

«Tutta l’area che faceva parte del territorio della colonia penale agricola non ha mai avuto vincoli urbanistici, per cui si può considerare vergine dal punto di vista delle possibilità di una corretta urbanizzazione, sempre finalizzata a preservare la natura. Ci contiamo. Specialmente se avremo tempi rapidi per poter scendere sul piano operativo».

IL SIMBOLO

Un gioiello naturalistico da tutelare

CAPRAIA presenta una forma allungata simile a quella del Giglio, risultando però leggermente più piccola. Il suo territorio è prevalentemente montuoso con una dorsale di rilievi che corre per tutta la lunghezza dell’isola e culmina col Monte Castello a 445 m slm. L’isola rappresenta l’unica struttura di origine vulcanica dell’Arcipelago formatasi sui flutti circa nove milioni di anni fa in seguito alla nascita di un cono eruttivo successivamente fratturatosi con lo sprofondamento della parte occidentale, si legge nel sito dell’Parco dell’arcipelago toscano. Quello che oggi rimane è solo una scheggia della più antica struttura magmatica. Nel mare di Capraia, in pieno Santuario dei Cetacei Pelagos, si possono osservare le maestose balenottere e le evoluzioni delle veloci stenelle.