Il Pratomagno

Digital Paper: Paesaggi Toscani

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Recupero dei percorsi storici
Tutela di terrazzamenti e castagneti

L’assessore al turismo di Loro Ciuffenna illustra gli obiettivi del piano

IL VALDARNO e il Casentino. Due vallate che grazie ad un progetto regionale legato al piano paesaggistico saranno sempre più vicine. Il protagonista assoluto sarà lui, «Babbo Pratomagno», da sempre simbolo di questo angolo di Toscana, che divide le sue valli e coniuga storia a tradizione. L’altra montagna, così viene definita, è forse meno conosciuta di altre, ma meno antropizzata e ricca di elementi di pregio ambientale, storico, architettonico.

GRAZIE alla mobilitazione dei comuni dell’area, delle associazioni e della Regione Toscana saranno promosse azioni congiunte per valorizzare e far conoscere sempre di più uno dei luoghi più belli e caratteristici del centro Italia. È questo infatti l’obiettivo del cosiddetto «progetto di paesaggio», uno strumento urbanistico nuovo, previsto da una legge regionale, che pianifica lo sviluppo di determinate aree mettendo in risalto le proprie peculiarità paesaggistiche, storico culturali, rurali ed ambientali. Loro Ciuffenna è stato indicato come comune capofila per la partecipazione ad un bando regionale che va in questa direzione e che punta a promuovere la montagna del Valdarno e del Casentino.

«TUTTO NASCE da un documento, la carta dei valori del Pratomagno, che è stata sottoscritta dai comuni del territorio e dalle associazioni – ha detto l’assessore al turismo del comune di Loro Nicoletta Cellai -. Ci siamo posti degli obiettivi comuni e in seguito a questo documento la Regione ci ha dato la possibilità di sviluppare il progetto».

MA COSA prevede nel concreto il piano? Innanzitutto il recupero e la valorizzazione dell’area insediativa del Pratomagno attraverso varie azioni; poi la salvaguardia e il recupero dei percorsi storici del reticolo montano. «Il tutto – ha aggiunto la Cellai – nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. Prevede poi la tutela e la conservazione sostenibile delle praterie di crinale, dei terrazzamenti e dei castagneti, la conservazione e il recupero delle strutture storiche e il potenziamento e la conservazione delle attività di allevamento. Infine – ha aggiunto – prevede lo studio di forme di turismo all’aria aperta compatibili con l’ambiente». Come ha ricordato l’assessore lo rese tutte le azioni saranno messe in campo tramite una modalità partecipativa tra gli enti e le associazioni coinvolte. Verrà infatti costituito un comitato ad hoc che dovrà decidere i vari interventi. Ma quali saranno i prossimi step? « È stata fatta una manifestazione di interesse cui è seguita una gara. A breve – ha concluso la Cellai – verrà assegnato ad una società il compito di realizzare questo piano. Il progetto dovrà contenere schede operative per poter poi realizzare questi obiettivi. Sarà poi definito un piano marketing e si penserà infine ai finanziamenti».

Marco Corsi


IL PROGETTO I COMUNI IN PRIMA FILA PER UNA SVOLTA ANCHE CULTURALE CHE COSTRUISCA LE BASI DI UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

Valorizzare agricoltura, artigianato e il turismo dell’accoglienza diffusa

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È DEL MAGGIO 2018 il protocollo d’intesa tra Regione Toscana e Comuni coinvolti per realizzare lo studio di fattibilità finalizzato alla redazione del progetto di paesaggio del territorio del Pratomagno. La consegna dello studio è stata prorogata al giugno 2019. Il progetto è volto a valorizzare le risorse locali del territorio, quali filiera del legno, attività agricole e artigianali, cammini e percorsi storici. Sono coinvolti l’Unione dei Comuni del Pratomagno e Montani del Casentino e i Comuni di Loro Ciuffenna, che è capofila, Terranuova Bracciolini, Castelfranco-Pian di Scò, Castiglion Fibocchi, Reggello, Pelago, Montemignaio, Castel San Niccolò, Poppi, Ortignano Raggiolo, Castel Focognano e Talla. È prevista la rivitalizzazione, lo sviluppo e la nuova creazione di paesaggi attraverso la valorizzazione delle risorse locali, come attività agricole e artigianali, selvicoltura e filiera del legno, sistema dell’accoglienza diffusa, allevamento tradizionale, patrimonio culturale, materiale e immateriale. Obiettivo dello studio di fattibilità finanziato dalla Regione Toscana con un contributo al Comune capofila di Loro Ciuffenna è infatti quello di definire nuovi scenari possibili di sviluppo per il territorio del Pratomagno. In particolare, anche per attrarre turisti, si punta alla salvaguardia dei percorsi storici per la fruizione lenta e sostenibile del paesaggio in connessione con il progetto regionale dedicato ai ‘Cammini’ e in raccordo con la pista ciclopedonale dell’Arno e le ippovie. Inoltre tutela, conservazione e fruizione sostenibile delle peculiarità paesaggistiche più significative, quali praterie di crinale, terrazzamenti, coltura del castagno e conservazione, recupero e trasformazione consapevole del costruito attraverso un censimento dei valori storico-architettonici dei borghi e insediamenti montani da realizzare nell’ambito del progetto di paesaggio. Infine, si punta alla conservazione e potenziamento delle forme di allevamento animale tradizionale, all’’utilizzo di produzione di energia compatibili con il paesaggio e al turismo all’aria aperta.


Una terra dura che esalta il silenzio
Boschi e valli, qui la natura è regina

Borghi antichi, torrenti, coloniche, luoghi ancora incontaminati

Stefano Vetusti

UNA TERRA dura, severa, che esalta i silenzi di valli e boschi e la fatica di chi ancora vive grazie al lavoro nei campi. Una terra in cui il ritmo dello scorrere quotidiano nei suoi piccoli e antichi borghi è ancora scandito dal sorgere e calar del sole. Il Pratomagno è una delle zone in Toscana rimaste com’erano, dove il tempo – a tratti – pare essersi fermato. Il massiccio montuoso si estende in prevalenza nella provincia di Arezzo ma tocca anche quella di Firenze, con la parte a nord, a Vallombrosa. Divide il Casentino dal Valdarno superiore.

IL SUO NOME deriva dal prato che corre sul suo crinale, lungo circa venti chilometri, che va da monte Lori al Monte Secchieta. Un luogo straordinario, dove la natura regala le sue cose più belle. Il simbolo del Pratomagno è la grande croce di ferro che venne costruita e inaugurata il 2 settembre 1928 sulla sua vetta, a 1592 metri. Quasi venti metri di altezza, un omaggio a San Francesco nel settimo centenario della sua morte, sbocciato da un’idea di Padre Luigi da Pietrasanta. Dalla sommità del monte calano le vallate del Valdarno e del Casentino, con le sue pievi romaniche, i suoi borghi, quasi tutti di origini medievali, i torrenti che scendono dalle sorgenti del Pratomagno, straordinaria riserva d’acqua.

COME il Teggina, che arriva a costeggiare Ortignano e la piccola frazione di San Piero in Frassino, con splendide coloniche qua e là, come quella conosciuta con il nome di «La Casina»: una immagine da cartolina, con il torrente che le si adagia a valle e il bosco alle sue spalle, la quercia secolare a ridosso dell’ingresso a regalare il fresco d’estate. Boschi di quercia, castagni, faggete, abeti. Funghi porcini. Borri di trote. Immagini di una natura incontaminata sempre più rara da trovare. Borghi come Poppi, come Raggiolo (sopra Ortignano), il borgo dei còrsi, per questo visto dagli altri, un tempo, quasi come un estraneo e oggi – tutto in pietra – riconosciuto dal 2015 come uno dei borghi più belli d’Italia e luogo di villeggiatura sempre più ricercato.

O COME LA CRESTA di Uzzano, che sovrasta il paese di San Piero in Frassino, dalla quale lo sguardo si stende verso la gola che sale al Pratomagno da un lato e la vallata che ‘guarda’ Bibbiena e la cuspide della Verna dal lato opposto. Ancora negli anni Settanta Ottanta, in questa terra, resistevano i contadini che tiravano avanti grazie ai campi coltivati e ai loro animali. Con il tempo però sono rimasti in pochi, perché la loro fatica non è stata riconosciuta per quel che meritava. Non v’è stata generosità nei loro riguardi e solo oggi, con gli slogan che rilanciano il «bio», i prodotti naturali, la società avverte forse qualche senso di colpa per non aver tutelato un patrimonio umano e culturale allo stesso tempo. Così sono benvenuti i progetti di paesaggio partoriti dalla Regione Toscana con gli enti locali per proteggere e valorizzare questi tesori della natura e dell’uomo. All’insegna di uno sviluppo davvero sostenibile.

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2018-12-20T17:28:18+00:00Argomento: INTRATTENIMENTO|Speciale |