Produttori locali

ENOTECA REGIONALE

«Al Vinitaly per il record di ventimila assaggi»

E’ l’obiettivo del presidente Daniele Montebello

LA RAPPRESENTANZA e la rappresentazione di tutti i vini della Liguria è affidata, al Vinitaly, alla Enoteca Regionale, che raggruppale quattro enoteche a livello provinciale. Il presidente dell’Enoteca regionale della Liguria è Daniele Montebello. I coltivatori associati, che conferiscono i loro prodotti, sono 130 che, grazie a questa struttura organizzativa, rientrano in un sistema unico. Di questi 130 ben 75 avranno la possibilità, proprio grazie all’Enoteca regionale, di essere presenti con le loro etichette al Vinitaly. Approfondiamo gli aspetti dei vini liguri a Verona con il presidente Daniele Montebello che si mostra subito entusiasta per più di un motivo. Che con lui andiamo a spiegare. Come sarà quest’anno a Verona lo stand dei vini della Liguria? «Oltre a rappresentare la produzione di tutto l’arcobaleno ligure è intuitivo capire l’importanza intanto di uno stand nel quale saranno presenti e in rassegna ben 130 etichette di vini diversi dalla Spezia ad Imperia, passando per Genova e per Savona». Avrà ovviamente la capacità di attrarre tutte le attenzioni possibili. «Sarà uno stand completamente rinnovato per l’edizione di quest’anno e si svilupperà su una estensione di 220 metri quadrati». Una bella vetrina insomma. «Che mostrerà ai visitatori e agli intenditori una bella e completa panoramica dei vini della Liguria». Compresi gli assaggiatori… «E qui sta la nostra sfida per questa edizione». Quale sfida, presidente? «Quella di battere il record di assaggi dello scorso anno, nel 2017, quando arrivammo a 18mila». Di quanto pensate di poter alzare l’asticella di questa particolare classifica che comunque indica una straordinaria quota di attenzione verso la Liguria? «Dobbiamo festeggiare il valore aggiunto dello stand rinnovato arrivando quest’anno ad almeno 20mila assaggi nei quattro giorni pieni della fiera. E il conto degli assaggi quest’anno avrà una novità». Quale novità? «Abbiamo acquisito una app da una start up di Bologna che registrerà ogni persona che viene nello stand ad assaggiare i nostri vini». Saprete dunque non solo quantima anche chi assaggerà? «Sapremo quanti e chi saranno e quali vini avranno scelto di assaggiare. Così avremo in pratica una statistica importante da utilizzare a fini aziendali, produttivi e commerciali». Ci saranno 130 qualità di vino ligure, quindi ci saranno tutti al Vinitaly? «Dal Vermentino al Pigato, dal Dolceacqua alla Bianchetta genovese. Ci saranno le etichette più conosciute e quelle meno conosciute. Il nostro compito è di portare in rassegna tutta la qualità della nostra terra e quello di promuovere il vino ligure rispetto al quale c’è molto più lavoro di altre terre e zone».

PER LA CONFORMAZIONE DEL TERRENO

Bisogna far capire che la produzione in Liguria richiede più fatica che altrove

Presidente che significa il valore aggiunto di una maggior fatica a produrre il vino in Liguria? «Dobbiamo fare passare al Vinitaly e altrove il messaggio che la produzione di vino in Liguria richiede appunto molto più lavoro che da altre parti, come la Toscana, l’Emilia e il Piemonte che, dato il suolo pianeggiante, è oggettivamente minore». Cioè in sintesi: il nostro vino ligure vale di più? «Pensiamo alle Cinque Terre ma anche ad altre zone impervie e alla fatica in più che si deve mettere. Per questo diciamo che il nostro vino vale di più». Non è solo questione di prezzo? «C’è soprattutto la soddisfazione di capire che qui si beve un valore straordinario prodotto dalla fatica e dalle sfumature in luoghi straordinari ». E questo come lo comunicherete ai visitatori dello stand? «Già con l’immagine dell’ingresso allo stand che mostrano due mani contadine sulle quali c’è un pò di terra. E’ comunque da qui che bisogna ripartire». Da ricordare ai lettori che la sede legale dell’Enoteca Regionale della Liguria è situata a Castelnuovo Magra, borgo collinare della provincia della Spezia, nelle cinquecentesche cantine di Palazzo Amati Cornelio Ingolotti. Al suo interno, nella magnifica architettura della antiche sale voltate, si trovano le “tine” – le vasche del XVIII ricavate da blocchi di marmo di Carrara e usate per conservare l’olio di oliva – e l’esposizione permanente dei vini liguri.


CANTINE FEDERICI

Il Vermentino Colli di Luni superstar della grande rassegna

«Nel nostro stand dieci etichette, sei di bianco, un rosato e tre rossi»

l’Azienda Cantine Federici partecipa da più di quindici anni e ora accoglierà ospiti e assaggiatori in uno stand proprio. Con Andrea Federici parliamo di questa importante trasferta dalle Colline del Sole alla grande vetrina nazionale e internazionale a Verona del vino e delle etichette. Quale significato ha per voi il Vinitaly? «Conosciamo bene Verona. Per noi è sempre stato di grande interesse perché vai a competere con vini di alto profilo. I primi anni è stata un’avventura salire e restare saldi in questa ribalta che via via è diventata familiare». E poi che cosa è accaduto? «Che è cresciuta anno dopo anno l’attenzione sulla nostra produzione e sul nostro territorio grazie al Vermentino dei Colli di Luni, ovviamente doc, che è risultato uno dei più richiesti, tra i Vermentini, a livello nazionale». La vostra presenza ha assunto dunque un ruolo non di comprimari? «L’attenzione su un vino prodotto tra colline e mare ha indubbiamente giocato un suo ruolo, che con il tempo ci ha avvantaggiati per un Vermentino che ha forti caratteristiche, diverse dagli altri. Ma anche la storia ci ha aiutato e ci aiuta ». La storia di Luni? «Questo fatto dell’insediamento romano e della città di Luni ha incuriosito non poco, e in parte ha anche fatto provare invidia a colossi aziendali del vino». Quante etichette porterete in rassegna al Vinitaly? «Nello stand già pronto porteremo dieci etichette, sei di bianco, un rosato e tre rossi. Tra essi sarà in bella evidenza il Vermentino bianco in purezza. Sono dieci etichette ovviamente in rappresentanza di 200mila bottiglie che la nostra azienda produce nei diciotto ettari di proprietà e nei venticinque ettari del conferito». La vostra produzione è sufficiente per il mercato? «No, purtroppo. Alla fine comincia a mancare il prodotto, tanto è che cominciamo a recuperare e quindi ad aggiungere due o tre ettari alla volta, quelli che via via riusciamo a recuperare». Una curiosità: quale è stato l’anno che ha tenuto a battesimo la prima etichetta delle Cantine Federici? «Correva il 1985». Che fu l’anno di svolta?

IN AZIENDA LA QUARTA GENERAZIONE

La passione di famiglia e il dono del fondatore

LA FAMIGLIA Federici, originaria di Ortonovo nel cuore della DOC Colli di Luni, vanta una lunga tradizione contadina che sin dai primi del ’900. E la viticoltura è una tradizione di famiglia. La dichiarazione è: «Passione, pazienza e esperienza sono gli elementi su cui si fonda la identità di vignaioli; ci sentiamo ambasciatori della cultura del nostro territorio che ci spinge a occuparci con grande cura di ambiente, clima, vigneti e uomini, per produrre vini dal carattere unico, che sappiano esprimere aromi e sapori tipici della terra da cui provengono». Oggi in azienda è presente anche la quarta generazione rappresentata dai giovani Andrea, che cura la parte agronomica e commerciale, e Luca che da enologo segue la cantina e la parte amministrativa: «Il Vermentino rappresenta il dono del fondatore Giulio: ce lo ha affidato, stimolandoci a migliorarlo con la missione di investire puntando sempre su qualità, autenticità e gusto».


CANTINE LUNAE BOSONI

Selezionati tra i cento migliori produttori italiani

Il riconoscimento dalla rivista Usa Wine Specator

DIEGO Bosoni alla domanda sul la partecipazione dell’Azienda di famiglia parte a gamba tesa: «Partecipiamo a questa 52a edizione di Vinitaly a Verona con grande entusiasmo e con orgoglio». Ecco spiegato dallo stesso Diego il perché. «Per il settimo anno consecutivo siamo infatti tra i cento migliori produttori italiani selezionati dalla rivista americana Wine Specator per essere sul podio all’evento di apertura di Vinitaly». L’evento si chiama “Operawine” e si svolgerà proprio oggi sabato 14 aprile al palazzo della Gran Guardia di Verona. «Noi – precisa Diego – saremo l’unica azienda ligure selezionata ». E poi nel cuore dei giorni della Fiera… «La manifestazione fieristica vera e propria inizierà domani domenica. Saremo presenti su due fronti: un banco espositivo all’interno dello stand regionale al padiglione 12 – A4 B4, e il nostro stand aziendale al padiglione 7 -F4 F5». Quali caratteristiche avrà il vostro stand in questa edizione? «Avrà un allestimento realizzato ad hoc dal nostro personale di vigna che, attraverso materiali naturali (come vigne antiche, terra, vecchi cerchi di botti…), racconterà l’essenza e la filosofia della nostra cantina». Quale sarà il messaggio? «Sarà quello di uno spazio che unirà materiali della tradizione in una chiave contemporanea, con l’intento di “farsi luogo” in un’epoca di “non luoghi”». Un’originalità che potrebbe ottenere un riconoscimento anche quest’anno? «Potrebbe essere. Ricordo che il progetto del nostro stand è stato premiato lo scorso anno con il riconoscimento “Wine Style Award” durante la manifestazione Bottiglie Aperte di Milano, come miglior spazio espositivo». Quali e quante saranno le etichette chiamate a rappresentare la vostra produzione? «All’interno del nostro spazio proporremo tutte le nostre dodici etichette nelle annate attualmente in commercio». Entrando nel particolare: per i vini bianchi? «Per quanto riguarda gran parte dei nostri vini bianchi si parla quindi del frutto dell’ultima annata, cioè il 2017». Ma anche per voi sarà il Vermentino ad avere la scena? «Il vermentino, che va ricordato sempre è il vitigno principe del nostro territorio, sarà ovviamente al centro dell’attenzione sia per le sue caratteristiche sia in quanto festeggiamo quest’anno la nostra 40° vendemmia». Un avento nell’evento? «Esatto, un evento nell’evento in quanto sarà esposta la bottiglia del 1977 prima vendemmia di produzione di vermentino in purezza della nostra cantina». A quanto arriva la vostra produzione? «Siamo a 450mila bottiglie l’anno rappresentate come detto dalle 12 etichette che saranno in rassegna a Verona: dal bianco Vermentino, al rosso e al rosè». E quanto a export? «Oltre agli Stati Uniti e al Canada in America il nostro mercato estero di riferimento è in Svizzera, in Svezia e in Norvegia».

L’ATTIVITA’ INIZIATA NEL 1966

Il luogo in cui Paolo Bosoni è diventato uno dei più ispirati interpreti del bianco

STORICA azienda ligure, la Cantina Lunae Bosoni si trova a Ortonovo, in un territorio unico, quello dei Colli di Luni, che unisce la Liguria alla Toscana settentrionale. Un «luogo splendido» in cui Paolo Bosoni nel 1966 inizia quell’attività che in pochi anni lo avrebbe fatto diventare uno dei più ispirati interpreti del Vermentino, vino bianco che più di ogni altro è in grado di raccontare la bellezza e le tante sfaccettature di queste vallate strette tra la terra e il mare. Il terreno, 45 ettari, è suddiviso tra collina e pianura, fatto di piccolissimi appezzamenti, non più ampi di 2 o 3 ettari, nei comuni di Ortonovo e Castelnuovo Magra. La composizione del terreno è geologicamente varia, caratterizzata da limo argilloso. Il miglior esempio della filosofia della Cantina Lunae è il Colli di Luni Vermentino DOC “Etichetta nera”, pluripremiato, che può vantare – tra i numerosi riconoscimenti – anche i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, «che affina in acciaio per lasciare intatte le caratteristiche organolettiche del vitigno». Lunae oggi propone «una vasta gamma di vini di inconfondibile carattere, bianchi, rosati e rossi sempre fini e distesi, caratterizzati da una grande armonia. Come per l’Albarola, ideale con i piatti di pesce, o il Luni Rosso DOC “Auxo”, che fermenta in acciaio e prosegue l’affinamento in grandi botti di rovere per 6 mesi. Un’attenzione particolare va alRosso Riserva “Niccolò V”, prodotto in occasione del sesto centenario della nascita dell’omonimo Pontefice» di origine sarzanese.


AZIENDA ZANGANI

Incontri ed esperienze dell’anno su tutto ciò che dice «vino»

Filippo Zangani: centomila bottiglie in dieci ettari di colline

Vinitaly è per noi un onore, un piacere, una opportunità e, se vogliamo, anche una necessità. Essere presenti a Verona significa salire sulla ribalta nazionale e internazionale, una ribalta unica e straordinaria, per mettersi in gioco con la tua produzione accanto alle altre che, come si sa, sono di qualità». Filippo Zangani vive, entusiasta, con questi sentimenti e con questa determinazione, la partecipazione della azienda al Vinitaly di Verona, «dove ci si va per far fare bella figura intanto al nome della famiglia». E’ una presenza impegnativa. «E’ impegnativa in tutti i suoi aspetti per cui va fatto tutto perbene, al massimo insomma. Noi partecipiamo da dieci anni». Come dire che non si tratta solo di una rassegna finalizzata alla vendita? «Certo la vendita e l’incremento delle vendite è ben accetto, è uno degli obiettivi principali, ma Verona più che per le vendite ritengo che sia importante per gli incontri con gli altri produttori e con i compratori, per lo scambio di esperienze, per il confronto tra le produzioni e le etichette. Verona è tutto questo e di più nel grande mercato del vino che attrare forti e significative presenze non solo italiane ma internazionali ». E al Vinitaly soprattutto che nascono gli accordi per l’export? «Certamente. Il meccanismo è semplice e collaudato. Si viene allo stand, si prende visione della produzione, si assaggia e si avvia la relazione per il contatto, al quale seguirà la visita in azienda da parte di chi è interessato alla nostra produzione ». A che livello è oggi la vostra produzione? «Siamo a centomila bottiglie l’anno prodotte in dieci ettari a vitigni tutti in collina qui a Santo Stefano Magra e accanto ai dieci ettari di uliveti con 5mila piante, il tutto di nostra proprietà». Quali etichette saranno presenti nel vostro stand al Vinitaly? «Puntiamo su due tipi di Vermentino bianco e sul rosso Colli di Luni, che ben rappresentano tutta la nostra produzione». Quale è la caratteristica che fa salire l’attenzione verso il nostro territorio? «La produzione di vini eccellenti tra le colline e il mare. I vini bianchi d’altronde si sposano con i piatti di mare e anche questo ha un certo effetto attrattivo». Domanda curiosa: ma in sintesi che succede al Vinitaly nell’interesse di una azienda produttiva? «Un colpo di alta sintesi per la formazione del punto di vista dell’anno ». Nel dopo Vinitaly inizia anche l’alta stagione? «Sì, per noi l’alta stagione comincia con i Ponti di primavera, prima e dopo Verona, dunque, a seconda del calendario».

L’AZIENDA LO PRODUCE DA 30 ANNI

La massima espressione del bianco: il Vermentino

L’AZIENDA Agricola Zangani si trova nel Comune di Santo Stefano Magra. Dal 1952, suo anno di fondazione, la famiglia produce vino e olio sulla terra di sua proprietà. Nel corso del tempo l’Azienda Agricola Zangani ha aumentato l’estensione della tenuta arrivata ora oltre i 40 ettari. Le attività principali dell’azienda sono la coltivazione dei frutti di ulivi e uva per elaborarli in olio d’oliva e vino per essere commercializzato. Il terreno coltivato con alberi di ulivo sono oltre 9 ettari, per lo più situati nelle colline tra 150 e 250 metri sopra il livello del mare nel comune di Santo Stefano di Magra. La ricerca effettuata sulle varietà locali e sulla morfologia del terreno hanno portato l’azienda agricola a piantare circa il 90% delle cultivar Razzola. La massima espressione del vino locale è invece rappresentata dal Vermentino, che l’azienda produce da oltre trent’anni.

2018-04-16T16:57:42+00:00 Argomento: FOOD&BEVERAGE|Speciale |