L’antica arte bianca della panificazione: il pane e alla base dell’alimentazione

Nelle diete dei paesi dove il grano e il cereale per eccellenza

Lungo, a cassetta, intrecciato, schlacciato o forma di cuore, il pane e uno degli elementi immancabili sulla nostra tavola, da nord a sud. Uno di quei cibi alla base della nostra alimentazione che trova largo uso anche nella preparazione di molti piatti sia a base di carne che di pesce. E l’alimento più diffuso e con più varianti, cambia da regione a regione, da provincia a provincia, da citta a citta. E anche uno degli alimenti dei quali esistono più varianti, negh ingredienti come nella loro quantita, dalla preparazione alla forma. Le pri­me tracce della preparazione di un alimento simile al pane risalgono alla preistoria, quando l’uomo scopri che poteva cuocere un impasto di polvere di ghiande schiacciate con acqua su delle lastre roventi, ottenendo un prodotto duro ma nutriente, simile ad una focaccia. In seguito, la farina ottenuta dai cereali macinati, come l’orzo e il farro, sostitui con successo la polvere di ghiande. II primato della pratica della lievitazione, quindi, e attribuita ai babilonesi, poi perfezionata dagli egizi che idearono anche i prlmi strumenti per la panificazione. I greci aggiunsero poi altri ingredienti all’impasto di farina ed acqua ed istituirono i primi forni pubbhci, mentre i romani raffinarono la ricetta e la resero popolare. Nel Medioevo, il frumento divenne un lusso cosi che il popolo doveva accontentarsi di preparare il pane con l’orzo o con la segale, mentre il Rinascimento ne rinnovo la popolarita, introducendo anche il lievito di birra e le farine di alta qualità. La nuova svolta, nella preparazione del pane, avvenne negh ultimi anni del XVm secolo con 1’invenzione delle impastatrici meccaniche e la produzione dei lieviti artificiah. In Italia, attualmente, sono più di 53 mila le aziende panificatrici presenti e oltre 35 mila i fornai, che con il loro prezioso lavoro, molto spesso notturno, producono oltre tre milioni di tonnellate di pane all’anno. Arte Bianca e il nome della nobile arte della panificazione. I rappresentanti delle aziende panificatrici sono riuniti nella FIPA, la Federazione Italiana Panificatori, che si sono dati delle regole per garantire la genuinita dei loro prodotti. Sulle tavole italiane non manca mai un buon pane, e nella tradizione del nostro paese, fa parte della storia alimentare regionale d’Italia.


DA SAPERE

Meglio mangiarlo fresco ma si può anche conservare

Lo si puo tenere in frigorifero o a temperatura ambiente in un sacchetto di carta, Fuori dai frigorifero il rischio e che prenda più umidita e faccia la muffa nel giro di un paio di giorni. Come tutti gli alimenti una volta scongelato non puo essere ricongelato altrimenti si puo alterare il sapore e puo aumentare la carica batterica, cioe la quantita di batteri che si trovano sul pane. La muffa del pane puo causare disturbi importanti perche libera le aflatossine, sostanze che possono danneggiare il fegato. Se il pane ha la muffa, quindi, meglio buttarlo.


Sempre fragrante e morbido quando è di giornata

SE LO SI CONSUMA nella stessa giornata in cui e stato acquistato e quindi prodotto, il pane non avra perso le proprie caratteristiche, ne di fragranza ne di morbidezza. Ma se deve essere invece è indispensabile conservarlo in un luogo non umido, in un sac­chetto di carta, avvolto in un panno o comunque all’interno di un contenitore chiuso in maniera non ermetica. Meglio ancora congelarlo, perche questa pratica lo rendera nuovamente consumabile in un periodo fino a tre mesi. Per congelare il pane, e consigliabile avvolgerlo in fogh di alluminio; se si tratta di un pane di grandi dimensioni, opportuno divederlo in pezzi prima di metterlo nel congelatore, cio che favorira il processo di surgelazione. Lo scongelamento puo avvenire in molti modi, a temperatura ambiente, nel forno, oppure nel forno a microonde.