I dolci tradizionali

Digital Paper: Sapori Autunno

Finire il pasto in dolcezza

Prelibatezze per soddisfare stomaco e palato

Il dolce, immancabile a fine pasto, è quell’accento goloso e sfizioso che ci rende la giornata meno difficile e amara. Dobbiamo comunque ritenerci fortunati perché i nostri avi, per molto tempo non hanno potuto godere di questo piacere culinario. I dolci erano già conosciuti nell’antichità in Europa ma non erano molto diffusi perchè per la loro preparazione mancava l’elemento base, cioè lo zucchero, che era sostituito dal miele. Nell’Alto Medioevo l’arte dolciaria era mantenuta eccezionalmente dalle suore nei conventi dove si preparavano principalmente biscotti e pasticcini molto semplici. Furono gli arabi a perfezionare le conoscenze gastronomiche divenendo dei raffinati pasticcieri. Dagli arabi in poi l’arte dolciaria progredì continuamente raggiungendo nel 1600 circa la sua più alta perfezione e diffusione in tutto il mondo. E da allora sulle tavole e nelle colazioni di mezzo mondo non mancano mai torte, cioccolatini, praline e quanto di dolce si trova in circolazione. I dessert costituiscono l’ultima portata di un pranzo. Essi rappresentano un vastissimo capitolo della cucina e comprendono, oltre ai dolci anche i formaggi la frutta. La cucina regionale italiana è ricca di dolci nati in particolari momenti storici o per avvenimenti rilevanti. I dolci tradizionali nascevano spesso per solennizzare “la festa”: la gente spesso li cucinava insieme ed erano semplici e poco costosi. Indispensabili per finire il pranzo o la cena con piena soddisfazione di stomaco e palato.


Cioccolato, il cibo degli dei

Basta provare ad assaggiarlo per capire perché il cioccolato viene definito “Il Cibo degli Dei”. È difficile credere che questa squisita miscela di burro di cacao, zucchero e latte, che si scioglie in bocca e stimola tante piacevoli sensazioni possa anche fare bene al nostro organismo. Nuove ricerche hanno dimostrato che, contrariamente alla convinzione comune che tutto ciò che è buono debba in qualche modo fare male, il cioccolato è un vero cocktail di sostanze potenzialmente protettive. Nel cacao sono presenti alcuni antiossidanti che esercitano effetti positivi sull’organismo contribuendo ad evitare l’ossidazione del colesterolo, un processo che può portare al blocco delle arterie e alla riduzione del flusso sanguigno.


ECCELLENZE DEL PISTOIESE

I famosi confetti di Pistoia

Hanno tipica forma sferica irregolare, bitorzoluta, per questo sono chiamati confetti “a riccio”. Sono più grossi dei normali confetti perché “l’anima” ricoperta dallo zucchero può essere costituita da diversi ingredienti: mandorle, palline di cacao, nocciole, arachidi, arancio candito, coriandolo, cioccolato. Hanno colore bianco e sapore dolce e vanigliato. Le anime dei confetti vengono avvolte grossolanamente con zucchero a velo in grosse caldaie ruotanti, dette “bassine”. All’interno delle bassine i confetti devono rotolare per dieci ore circa, (mentre altro zucchero, sciolto “a brillo”, gocciola a caldo sopra di essi attraverso un imbuto), finché non hanno raggiunto le dimensioni volute. Questa rotazione continua permette allo zucchero di “fare il riccio”. La lavorazione esige una sorveglianza continua perché i confetti non aderiscano alle pareti della bassina perdendo così l’arricciatura. I confetti di Pistoia si ottengono attraverso antichi sistemi di lavorazione che prevedono l’utilizzo di attrezzi particolari quali la bassina e l’imbuto di metallo con il quale il confetto viene cosparso di zucchero.

2018-10-19T11:25:29+00:00Argomento: FOOD&BEVERAGE|Speciale |