Frutta o creme?

Molto più di uno sfizio ma un alimento completo, nutriente e super goloso

Amato da tutti, torna il vero “re” dell’estate

Etichettato come un semplice rinfrescante, il ge­lato è invece un alimen­to completo e nutriente. È vero che contiene soprattutto acqua, per un buon 60%, ma la restante parte e costituita da zucchero, tuorlo d’uovo e altre sostanze che danno i caratteristici sapori di cioccolato, vaniglia, frutta ecc.
Dal punto di vista nutritivo, i gelati alla crema apportano proteine, calcio e fosforo, mentre quelli a base di frutta presentano un apporto maggiore di vitamine. La pastosita del gelato si ottiene grazie alla presenza dell’aria, inglobata durante la fase di mescolamento in quelli artigianali, il sapore cremoso e dato dai grassi, le protei­ne, invece, servono a tenere il tutto insieme. Sono più pesanti da digerire i semifreddi perche hanno una maggiore quantità di panna, mentre i sorbetti e i gelati alla frutta, che contengono in particolare modo acqua, frutta, zucche­ro, lo sono meno. I gelati alla frutta hanno, rispetto ai gelati alla crema di latte, un minore contenuto di grassi e presen­tano quindi un minore valore energetico (165 calorie, contro 220 calorie circa per 100 grammi di prodotto). Meglio allora non scegliere un gelato alla crema dopo un pasto nu­triente ma far cadere la scelta su quelli alla frutta. Ancor di più, per la facile digeribilità, il gelato può essere considerato un buon sostituto del pasto o come un’eccellente merenda e, soprattutto se e alla frut­ta, rappresenta una valida alternativa per l’alimentazione di anziani e bambini che non hanno appetito.


CHI LO HA INVENTATO?

Non si sa con esattezza. Sembra che fin dal 500 a.C, i cinesi avessero scoperto come conservare il ghiaccio invernale per poterlo utilizzare d’estate. Nel ‘500, in India, gli imperatori Moghul inviavano staffette di cavalieri sulle montagne dell’Hindukush. Scopo del viaggio: portare ghiaccio e neve a Delhi per i sorbetti di frutta di corte. Certo e che nei secoli più lontani, presso alcuni popoli come i Babilonesi, gli Egizi, gli Arabi e i Romani, c’era l’abitudine di refrigerare alcune sostanze dolci, come per esempio i succhi ottenuti spremendo la frutta. Persino gli Arabi in Sicilia erano soliti mescolare la neve dell’Etna ai succhi di frutta, creando quello che può essere considerate l’antenato del nostro gelato e che veniva chiamato Sherbeth (=dolce neve). Pensate poi che l’imperatore Nerone era talmente appassionato di questa bevanda ghiacciata semi solida, che si faceva portare, direttamente a Roma, la neve, che poi addolciva con frutta e miele. La neve, raccolta durante l’inverno, veniva conservata in appositi lunghi e profondi cunicoli, in modo da salvaguardarla il più possibile dagli attacchi del caldo. Le cosiddette ghiacciaie, insomma, di cui erano dotate le case dei potenti, anche in epoche recenti. Basti pensare che a Salerno, ancora oggi, esiste una via chiamata “Vicolo della neve” in quanta ospitava delle grandi cantine dove veniva accumulata neve con cui poi venivano preparati sorbetti e gelati per i ricchi.

E il gelato così come lo conosciamo oggi? Anche qui i pareri sono discordi. Quasi sicuramente gli inventori furono degli italiani. Sembra, tra gli altri, un certo Ruggeri e Bernardo Buontalenti, fiorentini, che prestavano la loro opera e il loro ingegno “dolciario” unicamente per deliziare la corte di Caterina de’ Medici (1500).

Quando Caterina sposo Enrico, duca d’Orleans e futuro re di Francia, si porto dietro i suoi cuochi (sembra che avesse una paura tremenda di venire awelenata!) e con essi i suoi gelatai di fiducia.

2018-05-14T13:15:25+00:00Argomento: FOOD&BEVERAGE|Speciale |