Gli immancabili dessert di fine pasto

Per finire il pranzo o la cena con piena soddisfazione del palato

Il dolce, immancabile a fine pasto, e quell’accento goloso e sfizioso che ci rende la giornata meno difficile e amara. Dobbiamo comunque ritenerci fortunati perche i nostri avi, per molto tempo non hanno potuto godere di questo piacere culinario. I dolci erano gia conosciuti nell’antichita in Europa ma non erano molto diffusi perche per la loro preparazione mancava l’elemento base, cioe lo zucchero, che era sostituito dal miele. Nell’Alto Medioevo l’arte dolciaria era mantenuta eccezionalmente dalle suore nei conventi dove si preparavano principalmente biscotti e pasticcini molto semphci. Furono gh arabi a perfezionare le conoscenze gastronomiche divenendo dei raffinatissimi pasticcieri. Dagh arabi in poi l’ar­te dolciaria progredi continuamente raggiungendo nel Diciassettesimo secolo circa la sua piu alta perfezione e diffusione in tutto il mondo. E da allora sulle tavole e nelle colazioni di mezzo mondo non mancano mai torte, cioccolatini, praline e quanto di dolce si trova in circolazione. I dessert costituiscono rultima portata di un pranzo. Essi rappresentano un vastissimo capitolo della cucina e comprendono, oltre ai dolci anche i formaggi la frutta.

LA CUCINA regionale italiana e ricca di dolci nati in particolari momenti storici o per avvenimenti rilevanti. I dolci tradizionali nascevano spesso per solennizzare “la festa”: la gente spesso h cucinava insieme ed erano particolarmente semphci e poco costosi. mdispensabili insomma per finire il pranzo o la cena con piena soddisfazione dello stomaco e del palato.


Un’eccellenza della nostra citta: i confetti di Pistoia

HANNO la tipica forma sferica irregolare, bitorzoluta, per que­sto sono chiamati confetti “a riccio”. Sono piu grossi dei normali confetti perche “ranima” ricoperta daUo zucchero puo essere costituita da diversi ingredienti: mandorle, palline di cacao, nocciole, arachidi, arancio candito, coriandolo, cioccolato. Hanno colore bianco e sapore dolce e vanigliato. Le anime dei confetti vengono awolte grossolanamente con zucchero a velo in grosse caldaie ruotanti, dette “bassine”. All’interno delle bassine i confetti devono rotolare per dieci ore circa, (mentre altro zucchero, sciolto “a brillo”, gocciola a caldo sopra di essi attraverso un imbuto), finche non hanno raggiunto le dimensioni volute. Questa rotazione permette alio  zucchero di “fare il riccio”. La lavorazione esige una sorveglianza continua perche i confetti non aderiscano alle pareti della bassina perdendo cosi l’arricciatura. I confetti di Pistoia si ottengono con antichi sistemi di lavorazione che prevedono l’utilizzo di attrezzi particolari quah la bassina e l’imbuto di metallo con il quale il confetto viene cosparso di zucchero.


CIOCCOLATO

Il cibo degli dei è buono e fa bene all’organismo

Basta provare ad assaggiarlo per capire perche il cioccolato viene definito ‘Il Cibo degli Dei’. E difficile credere che questa squisita miscela di burro di cacao, zucchero e latte, che si scioglie in bocca e stimola tante piacevoli sensazioni possa anche fare bene al nostra organismo. Nuove ricerche hanno dimostrato che, contrariamente alia convinzione comune che tutto cio che e buono debba in qualche modo fare male, il cioccolato e un vera cocktail di sostanze potenzialmente protettive. Nel cacao sono presenti alcuni antiossidanti che esercitano effetti positivi suN’organismo contribuendo ad evitare I’ossidazione del colesterolo, un processo che puo portare al blocco delle arterie e alia riduzione del flusso sanguigno.