La nazionale del vino parla toscano

Podio storico per AIS Toscana al Concorso Miglior Sommelier d’Italia 2018
Il poker vincente: Simone Loguercio, Valentino Tesi, Massimo Tortora e Simone Vergamini

Giovani, intraprendenti ma soprattutto sommelier eccezionali. Hanno molto in comune i magnifici quattro, ovvero la squadra dei toscani che ha monopolizzato il podio dell’ultima edizione del concorso Miglior Sommelier d’Italia svoltosi lo scorso 3 novembre a Merano. Simone Loguercio, campione italiano, e i finalisti Valentino Tesi che si è piazzato al posto d’onore, Massimo Tortora e Simone Vergamini terzi a pari merito: un poker d’assi, anzi un pokerissimo, perché a loro si aggiunge la prima delle donne in classifica ufficiale, naturalmente toscana. Risponde al nome di Clizia Zuin, sesta assoluta e quinta dei toscani.
Per Simone Loguercio, sommelier della delegazione di Firenze, il 2018 si conferma un anno d’oro: il titolo nazionale è arrivato appena quattro mesi dopo aver vinto il Miglior Sommelier della Toscana.  “La consacrazione a Campione Italiano nello stesso anno dell’affermazione regionale – ammette Loguercio – va ben oltre ogni mia più rosea aspettativa. E’ il coronamento di un sogno, ma anche il punto di partenza in questo infinito Mondo del Vino”.
Una soddisfazione che, al di là della competizione si specchia anche nel quotidiano. Perché essere sommelier oggi, molto più che in passato, vuol dire vedersi riconoscere un ruolo sociale, per la conoscenza e la cultura di cui egli si fa portatore per il mondo del vino. Ha un valore decisamente diverso, potremmo dire maggiore, come spiega il secondo classificato Valentino Tesi da Pistoia: “E’ divenuto una figura irrinunciabile nel mondo enoico, un elemento di connessione necessario tra chi il vino lo fa e chi lo consuma. Siamo noi che comunichiamo i personaggi, i territori, le sfumature organolettiche rendendo ogni prodotto diverso dall’altro”.
Per lui, ma anche per gli altri, il primo approccio al mondo del vino è arrivato sospinto dalla curiosità di saperne di più, di conoscere a fondo una materia destinata a diventare una vera e propria passione prima ed una professione poi. “Mi sento fortunato – afferma il livornese Massimo Tortora, terzo classificato – a poter trattare la mia passione nella vita quotidiana. Il vino è diventato la mia attività ma dietro alla soddisfazione c’è tanto impegno, studio e soprattutto i consigli di persone eccezionali che mi hanno insegnato a trattare con assoluto rispetto ogni bottiglia”.
Da buoni toscani, se chiedi loro qual è il vino preferito rispondono in massa che non c’è un vino ma un vitigno, che amano particolarmente: è il Sangiovese, che “Sa essere elegante e scorbutico, aristocratico e popolare, impegnativo e leggero allo stesso tempo”. Ma si lasciano sedurre volentieri anche da un Trebbiano d’Abruzzo o da un corposo Barolo.
Allo stesso modo, è facilissimo trovarli d’accordo se gli chiedi quale vino consiglierebbero di tenere d’occhio per il futuro. “Il mercato del vino è cambiato – spiega il terzo classificato a pari merito Simone Vergamini da Lucca – ma anche il clima e questo influenza il profilo sensoriale dei vini. Credo che il momento sia favorevole per i cosiddetti vini di montagna”. L’innalzamento progressivo delle temperature medie è un dato di fatto e, realmente, per trovare vini bianchi freschi e con discreta bevibilità occorrerà andare sempre più a nord. Addirittura c’è chi consiglia di guardare verso il Riesling della Germania, nella regione dello Pfalz. L’eterna sfida sportiva tra Italia e Germania è pronta a riaprirsi dunque, ma in questo caso il terreno di gioco potrebbe spostarsi dai campi di calcio alle vigne.


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IN PARTENZA DA GENNAIO 2019

Per la prima volta a Sesto Fiorentino si terrà anche di sabato mattina per andare incontro a tutti coloro che non riescono a frequentare nel dopo cena

Imparare ad assaggiare il vino focalizzando l’attenzione ai particolari sensoriali, collegare le sensazioni percepite alla storia e all’evoluzione compiuta dal vino stesso, crearsi una propria opinione sui vini senza lasciarsi influenzare dalle mode e crearsi una competenza utile anche per intraprendere nuove strade lavorative. Frequentare un corso AIS e imparare a degustare è questo. ma anche molto altro, se si sceglie di farlo con la conoscenza e soprattutto con gli strumenti giusti. Un’arte, in un certo senso, che si può apprendere scegliendo di acquisire le necessarie competenze attraverso uno dei quattordici nuovi corsi di primo livello di AIS Toscana, in partenza nelle varie delegazioni territoriali dal prossimo mese di gennaio.
Un tema, quello della didattica, che nel mandato del Presidente Cristiano Cini acquista la massima priorità, soprattutto sotto l’aspetto della qualità dell’insegnamento. Ma non solo, perché AIS Toscana, una volta di più, conferma di avere una particolare attenzione alle esigenze dei propri corsisti. Dal prossimo 2 marzo infatti, rivolgendosi proprio a coloro che durante la settimana per motivi di lavoro abbiano difficoltà a frequentare le lezioni, prenderà il via per la prima volta un corso di sabato mattina, a Sesto Fiorentino.
La durata – 14 incontri – è la stessa degli altri corsi di primo livello, così come gli argomenti : la vite e la vigna, l’uva e il vino, gli spumanti, i vini passiti e liquorosi, la birra, i distillati e i liquori. Ma anche la legge italiana che regolamenta la produzione e la classificazione legale dei vini, l’etichettatura, la figura del sommelier e le tecniche di servizio: un percorso affascinante da scoprire con le lezioni frontali accompagnate da visite in cantina e tour enogastronomici.
A gennaio in particolare partiranno i corsi ad Arezzo il 16, a Firenze e Siena il 21, a Certaldo (Valdelsa) il 22, a Chianciano (SI) il 29 e (con data da definire) a Viareggio (LU).  A Febbraio, il primo a partire sarà Piombino (LI) il 4, poi Grosseto e Prato l’11, Lucca il 18, Pisa il 20, Orbetello (GR) il 25 e Pistoia il 26. Ultimo a partire sarà proprio quello di Sesto Fiorentino (FI), sabato 2 marzo 2019. Intanto nelle varie delegazioni continuano i corsi di secondo e terzo livello per diplomare altre decine di sommelier che porteranno sempre più competenza nel mondo del vino e guardare al futuro sempre con il bicchiere mezzo pieno.


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