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Laureati, cresce l’occupazione

Le analisi del rapporto AlmaLaurea: si abbassa anche l’età di chi conclude il ciclo di studi

di Marco Principini
BOLOGNA

Maggiore regolarità degli studi, abbassamento dell’età alla laurea, più tirocini curriculari. E nel 2019 un tendenziale incremento per il tasso di occupazione rispetto al 2014: a un anno dal titolo +8,4 punti percentuali per i laureati di primo livello e +6,5% per quelli di secondo. Sono alcuni dei dati emersi dal Rapporto AlmaLaurea su profilo e condizione occupazionale dei laureati, quest’anno presentato in streaming dal Mur con il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi. Il report – giunto alla ventiduesima edizione – si basa su un’indagine che riguarda 650mila laureati di 76 Atenei e analizza i risultati raggiunti nei mercati del lavoro nel 2018, 2016 e 2014, con interviste a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo. I giovani coinvolti nel Rapporto sul profilo dei laureati sono oltre 290mila nel 2019: 166mila di questi hanno conseguito il titolo di primo livello (57,3%), 87mila quello magistrale biennale( 29,7%) e 36mila quello magistrale a ciclo unico (12,5%); i restanti sono laureati pre-riforma (compresi quelli di Scienze della Formazione primaria).
Tale rapporto conferma i dati positivi sulla regolarità degli studi (nel 2019 hanno concluso gli studi in corso il 55,7% dei laureati) e l’abbassamento dell’età alla laurea (in media, inferiori ai 25 anni per i triennali e a 27 circa per i magistrali a ciclo unico e biennali). Crescono anche i tirocini curriculari e, seppur in maniera più contenuta, le esperienze di studio all’estero (rispetto al 2009). Per quanto riguarda la condizione occupazionale, il rapporto mette in luce che nel 2019 il tasso di occupazione è pari, a un anno dal conseguimento del titolo, al 74,1% tra i laureati di primo livello e al 71,7% tra i laureati di secondo livello del 2018. Il confronto con le precedenti rilevazioni evidenzia un miglioramento del tasso di occupazione che, rispetto al 2014, sale dell’8,4% per i laureati di primo livello e del 6,5% per quelli di secondo livello. «Si tratta di segnali positivi – l’istantanea che arriva dal rapporto – che, tuttavia, non sono ancora in grado di colmare la significativa contrazione del tasso di occupazione osservabile tra il 2008 e il 2014 e che devono comunque essere contestualizzati anche rispetto all’attualità».
A proposito della correlazione tra percorso di studi e tasso occupazionale emerge che tra i laureati magistrali biennali del 2014, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, si registrano rilevanti differenze tra i vari gruppi disciplinari. I dottori in ingegneria, nelle professioni sanitarie e in architettura mostrano le migliori performance occupazionali (tasso di occupazione superiore al 90%). Sono, invece, nettamente al di sotto della media i tassi di occupazione dei laureati dei gruppi insegnamento, letterario, psicologico e geo-biologico (il tasso di occupazione è inferiore all’83%). Anche tra i laureati magistrali a ciclo unico, intervistati a cinque anni, si evidenziano importanti differenze tra i gruppi disciplinari: i laureati del gruppo medico hanno le più elevate performance occupazionali (tasso di occupazione pari al 93,8%); al di sotto della media quelli del gruppo giuridico, in cui il tasso di occupazione si ferma al 78,2%. A cinque anni dal titolo, i valori più elevati di efficacia sono raggiunti tra i laureati magistrali biennali dei gruppi educazione fisica (74,2%), geobiologico (69,3%), e dei gruppi architettura, scientifico, psicologico e chimico-farmaceutico (superiore al 65%). «Laurearsi conviene – le parole del presidente di AlmaLaurea Ivano Dionigi – anche perché chi possiede una laurea, rispetto a un diplomato, ha più possibilità occupazionali (+13%) e una maggior retribuzione (+39%)».
Il Rapporto 2020 conferma la presenza di elementi di disuguaglianza a livello territoriale, sociale e di genere. In particolare, si osserva che chi proviene da famiglie più svantaggiate, non solo in termini economici ma anche a livello di istruzione dei genitori, studia per meno anni e anche quando arriva a iscriversi all’università sceglie corsi di laurea più brevi. L’indagine conferma la migliore collocazione degli uomini (+19,2% di probabilità in più di essere occupati rispetto alle donne) e di quanti risiedono o hanno studiato al Nord (per quanto riguarda la residenza, +40% di probabilità di essere occupati rispetto a quanti risiedono al Sud; per quanto riguarda la ripartizione geografica di studio, +63,7% di probabilità di essere occupati rispetto a quanti hanno studiato al Sud). Luci e ombre, dunque. Aspettando di comprendere quanto davvero inciderà l’emergenza pandemica sul profilo dei laureati protagonisti del Rapporto 2021 e sulla loro condizione occupazionale.


LA SCHEDA

Interviste sui risultati a 650mila ex studenti

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Emerge inoltre una maggiore regolarità del ciclo di studi

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Sotto la lente
Il Rapporto su profilo e condizione occupazionale dei laureati si basa su un’indagine che riguarda 650mila laureati e analizza i risultati raggiunti nei mercati del lavoro nel 2018, 2016 e 2014 con interviste a uno, tre e cinque anni dalla laurea.

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In evidenza
Maggiore regolarità degli studi, abbassamento dell’età alla laurea, più tirocini curriculari. E nel 2019 un tendenziale incremento per il tasso di occupazione rispetto al 2014: sono questi alcuni dei dati emersi dal Rapporto AlmaLaurea.


LA SCHEDA

Emilia Romagna,
Marche e Abruzzo: tutti gli atenei

EMILIA ROMAGNA

Università di Bologna
Via Zamboni 33; telefono
0512099390; sito web
www.unibo.it.

Campus di Cesena
Via Montalti 69; telefono
0547338900.

Campus di Forlì
Piazzale Solieri 1; telefono
0543374800.

Campus di Ravenna
Via Baccarini 27; telefono
0544936290.

Campus di Rimini
Via Cattaneo 17; telefono
0541434234.

Università di Ferrara
Via Ariosto 35; telefono
0532293111; sito web
www.unife.it.

Modena e Reggio Emilia
Via Università 4, Modena;
telefono 0592056511;
viale A. Allegri 9, Reggio
0522523041; sito web
www.unimore.it.

Università di Parma
Via Università 12; telefono
0521902111; sito web
www.unipr.it.

Università di Piacenza
Via E. Parmense 84;
telefono 0523599111; sito
web www.unicatt.it.

Università di S. Marino
Antico Monastero Santa
Chiara Contrada Omerelli
20; telefono 0549885444;
sito web www.unirsm.sm.

MARCHE

Politecnica delle Marche
Piazza Roma 22, Ancona;
telefono 0712201; sito web
www.univpm.it.

Università di Camerino
Piazza Cavour 19/f;
telefono 800054000; sito
web www.unicam.it.

Università di Macerata
Via Crescimbeni 30/32;
telefono 07332586005;
sito web www.unimc.it.

Università di Urbino
Via Saffi 2; telefono
800462446; sito web
www.uniurb.it.

Accademia di Belle Arti
Piazza V.Veneto 5,
Macerata; telefono
0733405111; sito web
www.abamc.it

ABRUZZO

Università dell’Aquila
Via Camponeschi 19;
telefono 08624311; sito
web www.univaq.it.

Chieti e Pescara
Via dei Vestini 31, Chieti;
telefono 08713551; via
Pindaro 42, Pescara;
telefono 08545371; sito
web www.unich.it.

Università di Teramo
Via R. Balzarini 1; telefono
08612661; sito web
www.unite.it.


Il Covid ha pesato di più sui neo laureati

Indagine ad hoc di AlmaLaurea: l’emergenza ha creato problemi nell’ingresso nel mondo del lavoro. Aumenta l’ince

di Achille Roncati
BOLOGNA

Laureati e lavoro ai tempi del Covid-19. Per la prima volta AlmaLaurea ha analizzato i dati parziali dell’anno in corso (da marzo a giugno 2020) raccolti sulla condizione occupazionale dei laureati per fotografare la situazione contingente, con particolare riferimento al periodo di lockdown. L’indagine parziale ha raccolto le risposte di 46mila laureati del periodo gennaio-giugno 2019, di primo e di secondo livello, a un anno dal titolo, e di circa 19mila laureati del periodo gennaio- giugno 2015, di secondo livello, contattati a cinque anni dal titolo. I dati analizzati evidenziano come siano in particolare i neo-laureati (intervistati a un anno dal titolo) ad aver accusato il colpo legato alle conseguenze dell’epidemia. Quelli a cinque anni dal titolo, essendo già inseriti nel mercato del lavoro da tempo, hanno registrato esiti occupazionali che non paiono risentire particolarmente dell’attuale situazione emergenziale.
È soprattutto tra le fasce deboli della popolazione di laureati che si rilevano gli esiti occupazionali più preoccupanti: anche se sono presenti alcune differenze tra laureati di primo livello e di secondo livello, il Sud e soprattutto le donne evidenziano in generale i segnali di peggioramento più forti.
Concentrando l’attenzione sui neo-laureati (intervistati a un anno dal titolo), nei primi mesi del 2020 il tasso di occupazione è pari al 65% tra quelli di primo livello e al 70,1% tra quelli di secondo livello. Rispetto alla rilevazione del 2019, entrambe le quote sono in calo rispettivamente del -9% e del -1,6%. I differenziali di genere e territoriali risultano tendenzialmente accentuati rispetto al 2019. L’analisi del tasso di disoccupazione conferma, ancor più nettamente, uno scenario di incertezza. I primi dati del 2020 mostrano, a un anno dal conseguimento del titolo, un tasso di disoccupazione pari al 18,7% tra i laureati di primo livello e al 15,4% tra quelli di secondo livello. Rispetto all’indagine del 2019 si registra un significativo aumento: +4,5 e +1,6%. Sempre a un anno dal titolo, la retribuzione mensile netta è, in media, pari a 1.177 euro per i laureati di primo livello e a 1.261 euro per i laureati di secondo livello. Rispetto alla rilevazione del 2019 le retribuzioni a un anno risultano in tendenziale calo del -2,8% e del -1,9%. In generale le retribuzioni risultano in diminuzione sia per gli uomini sia per le donne, sia al Nord sia al Sud, con donne e Sud comunque più svantaggiati: gli uomini mostrano rispetto alle loro colleghe un +19,1% per il primo livello e +18,3% per il secondo livello, mentre tra gli occupati del Nord, rispetto a quelli del Sud, si rileva un +17,9% per il primo livello e +23,1% per il secondo livello. Per quel che riguarda l’efficacia della laurea nell’attività lavorativa, i primi dati del 2020 mostrano che per il 50,5% dei laureati di primo livello e per il 61,9% dei laureati di secondo livello, occupati a un anno dal titolo, la laurea risulta «molto efficace o efficace». Rispetto alla rilevazione del 2019 i livelli di efficacia risultano in calo tra i laureati di primo livello, -7,8%, e leggermente in aumento per quelli di secondo livello, +0,4%.
La banca dati dei curricula della rete AlmaLaurea dice che nel 2019 è stato richiesto dalle imprese oltre un milione di candidature e le aziende che si rivolgono alla rete AlmaLaurea sono state circa 16mila nel 2019 e nel 2020. Nel mese di gennaio 2020 sono stati richieste, dalle imprese che si sono rivolte alla rete AlmaLaurea, oltre 100mila candidature: +15,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. L’anno 2020 si è quindi avviato sotto i migliori presupposti, poi segnali di contrazione delle dinamiche di richiesta di laureati da parte delle imprese si colgono in tutti i primi mesi del 2020. Anche se la contrazione nel mese di maggio 2020 è elevata se confrontata con il corrispondente mese del 2019, si rileva comunque una ripresa delle richieste dei curricula in seguito alla fine del lockdown e al corrispondente avvio della Fase 2. La repentina contrazione delle richieste dei cv dalla banca dati è trasversale e riguarda tutti i tipi di corso, le aree territoriali, i gruppi disciplinari (con la sola eccezione del gruppo medico) e tutti i tipi di imprese, indipendentemente dalla dimensione o dalla localizzazione territoriale.
Analizzando le offerte di lavoro pubblicate nella bacheca degli annunci della rete AlmaLaurea, nel mese di gennaio 2020 sono stati pubblicati 5.920 annunci: +6,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. I segnali di arresto si rilevano soprattutto tra marzo e maggio 2020. Anche in tal caso, la contrazione è trasversale e riguarda tutti i settori economici.

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La Cattolica
conferma Anelli

Il Consiglio di amministrazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha confermato all’unanimità il professor Franco Anelli Rettore dell’ateneo per il prossimo quadriennio 2020/21-2023/24. La decisione arriva dopo che i docenti della Cattolica si erano ampiamente espressi a favore della riconferma di Anelli, designato da tutte le dodici facoltà dell’ateneo.

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Doppia laurea
in un colpo solo

Prendere la doppia laurea in un colpo solo seguendo un unico corso di studi. È la possibilità offerta dall’università di Teramo. E’ stato siglato il protocollo di intesa con la Chulalongkorn University di Bangkok per il corso magistrale a doppio titolo di studio in ‘Food Science and Technology’. Gli studenti, dopo un primo anno a Teramo, saranno per 9 mesi nell’università tailandese. I tailandesi verranno a Teramo a inizio del secondo anno.

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Candidature
alle Universiadi

Il Piemonte con la città di Torino e gli atenei della regione si è candidato ad ospitare l’edizione 2025 delle Universiadi. La data di candidatura alla Federazione Internazionale Sport Universitario, dopo la sospensione determinata dalle misure di contenimento del Covid, è stata spostata a dicembre 2020.

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Un aiuto psicologico

Il Senato Accademico dell’Università di Bologna ha espresso parere favorevole alla proposta avanzata dal Consiglio degli Studenti di assegnare un finanziamento aggiuntivo di 60.000 euro al Servizio di Aiuto Psicologico ai giovani adulti (Sap). Il Sap è un servizio dell’Alma Mater che offre interventi gratuiti di sostegno psicologico agli studenti in tutti i Campus dell’Ateneo.

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Programmi europei

L’80% dei ragazzi che partecipa ai programmi europei ritiene di avere maggiori chance lavorative. Emerge da una ricerca di R.A.Y. (Research-based Analysis and Monitoring of European Youth Programmes). Ad incidere su questo dato è l’acquisizione di abilità non legate a una specifica conoscenza tecnica ma qualità che favoriscono una prestazione lavorativa di alta qualità.

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