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Una super-manovra per far rialzare l’Italia

Ecco le misure del decreto approvato dal governo: sostegno a famiglie e imprese colpite dal virus. L’obiettivo: stimolare la ripartenza

di Marco Principini

L’obiettivo da raggiungere è scolpito nel nome: Rilancio. Il decreto approvato dal governo a maggio contiene una serie di misure per supportare imprese e famiglie colpite dall’emergenza Coronavirus, ma anche stimolare la ripartenza dell’Italia. Una ‘super-manovra’, visto che il provvedimento vale 55 miliardi di euro (solo considerando l’impatto sull’indebitamento netto): si va dai 15 per le aziende agli oltre 3 per la sanità, fino ai 2 per la ripresa del settore turistico. Il decreto, in realtà, di miliardi ne muove 155 come chiarito dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. E mentre va avanti la ‘partita’ degli emendamenti, imprenditori e famiglie tentano di districarsi nei 266 articoli. Si parte dalle misure per le imprese e l’economia. Uno degli interventi più attesi – e richiesti, prima dell’approvazione del decreto – riguarda il fondo perduto. L’Agenzia delle entrate ha fornito istruzioni, guida e modulo per richiedere il bonus dedicato a imprese, commercianti e artigiani. Il contributo (dai mille euro per le persone fisiche ai 2mila per le società) consiste nell’erogazione di una somma di denaro senza obbligo di restituzione. Spetta ai titolari di partita e c’è tempo fino al 13 agosto (termine posticipato al 24 se il richiedente sia un erede che continua l’attività per conto di un soggetto deceduto). I primi bonifici sono partiti e al 24 giugno sono già 900mila le domande arrivate. Per una misura invocata a gran voce in particolare dal commercio, settore che al momento è in cima alla classifica delle istanze. Il decreto Rilancio ha disposto anche l’esenzione dal versamento del saldo dell’Irap dovuta per il 2019 e della prima rata, pari al 40%, dell’acconto 2020 per le imprese e per i lavoratori autonomi con ricavi non superiori a 250 milioni di euro. E ancora: a imprese e professionisti che abbiano subito nei mesi di marzo, aprile e maggio una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, spetta un credito d’imposta del 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione. Prevista, per i liberi professionisti e i collaboratori coordinati continuativi già beneficiari a marzo dell’indennità di 600 euro, l’erogazione automatica da parte dell’Inps di un bonus dello stesso importo anche per aprile. Ai liberi professionisti titolari di partita Iva e iscritti alla gestione separata dell’Inps, che abbiano subito una riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020, è invece riconosciuta un’indennità per il mese di maggio di mille euro. Un altro intervento fondamentale riguarda il Reddito di emergenza (Rem) per le famiglie in difficoltà: l’Inps, per il mese di maggio, eroga il Rem in due quote da 400 euro (domande entro il 31 luglio). In generale, gli interventi per le famiglie rafforzano quanto già previsto dal decreto ‘Cura Italia’. Con particolare attenzione ai genitori lavoratori, anche con un voucher mensile fino a 1.200 euro per servizi di baby sitting. Indennità di 500 euro per due mesi in favore dei lavoratori domestici che al 23 febbraio avevano in essere un contratto di lavoro. Tra le altre agevolazioni spicca il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro o per l’acquisto di dispositivi di protezione. Una delle misure che ha catalizzato più interesse è il ’superbonus’ per gli interventi di efficientamento energetico e miglioramento sismico delle abitazioni, con un risparmio fiscale del 110%. La novità consiste nella possibilità di cedere il credito fiscale, oltre che all’impresa, anche a soggetti terzi, come le banche. Infine il bonus vacanze: incentivi fino a 500 euro per le famiglie con tre o più componenti, sotto forma di credito di imposta (se l’Isee non è superiore a 40mila euro), per chi trascorrerà le vacanze in Italia.

1
Impatto totale
da 155 miliardi

Il provvedimento vale 55 miliardi di euro (solo considerando l’impatto sull’indebitamento netto): da 15 per le aziende a tre per la sanità, fino a due per il turismo. «Ma il decreto di miliardi ne muove 155», come chiarito dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Il testo contiene 266 articoli

2
Il contributo
a fondo perduto

L’Agenzia delle entrate ha fornito istruzioni per richiedere il bonus dedicato a imprese, commercianti e artigiani. Il contributo (mille euro per le persone fisiche; 2mila per le società) non prevede obbligo di restituzione. Spetta ai titolari di partita e c’è tempo fino al 13 agosto

3
Liberi professionisti
e partite Iva

Per liberi professionisti e collaboratori coordinati continuativi beneficiari a marzo dei 600 euro, un bonus identico ad aprile. Mille euro ai liberi professionisti titolari di partita Iva (iscritti alla gestione separata Inps), che abbiano subito una riduzione del 33% del reddito del secondo bimestre 2020

4
Reddito di emergenza

L’Inps, per il mese di maggio, eroga il Rem in due quote da 400 euro. In generale, gli interventi per le famiglie rafforzano quanto già previsto dal decreto Cura Italia. Focus per i genitori lavoratori, anche con un voucher mensile fino a 1.200 euro per servizi di baby sitting

5
Edilizia, bonus
fino al 110 percento

Il ’superbonus’ riguarda gli interventi di efficientamento energetico e miglioramento sismico delle abitazioni, con un risparmio fiscale del 110%. La novità consiste nella possibilità di cedere il credito fiscale, oltre che all’impresa, anche a soggetti terzi come le banche


«Cantieri? Un volano per l’economia
Ma si facciano alcune distinzioni»

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Marco Giaccaglia (Confedilizia Marche): «Misure utili alla ‘sanificazione’ del patrimonio immobiliare. È necessario non tenere fuori le seconde case: sono tra le più bisognose di interventi antisismici»

«In un momento in cui l’economia ristagna, pensare di aprire nuovi cantieri nel settore edile significherebbe un impulso importantissimo e certamente costituirebbe un grande rilancio del settore». Marco Giaccaglia, presidente di Confedilizia Marche, non ha dubbi: le misure contenute nel decreto Rilancio possono contribuire a una ripartenza del settore edile e fungere da volano per una nuova, rinvigorita ripresa del Paese.
Giaccaglia, il ‘superbonus’ prevede un risparmio del 110% per efficientamento energetico e miglioramento sismico delle abitazioni. Sono interventi richiesti dai cittadini?
«Il superbonus è ancora in discussione, il decreto dovrebbe diventare legge entro il 18 luglio. Ma certo è che si tratta di un’azione estremamente importante per i cittadini tutti: fruitori e prestatori d’opera».
Quali differenze tra le due tipologie?
«Se per gli interventi antisismici non esistono grosse difficoltà, fatte salve le varie indagini preliminare all’intervento, per la seconda occorre fare attenzione».
Ci dica di più.
«Determinate tipologie di intervento sono strettamente correlate ad altre».
Qualche esempio?
«Se l’installazione di nuovi infissi viene effettuata congiuntamente con il ‘cappotto’ termico dell’edificio, si potrebbe usufruire dalla detrazione 110%. Altrimenti, se eseguito come singolo intervento, si parla della più contenuta detrazione prevista dalla legislazione vigente. La maggiorazione delle detrazioni previste, rispetto alle precedenti, non possono che influire positivamente nel rilancio del settore e nella ‘sanificazione’, per usare un termine oggi ricorrente, di gran parte del patrimonio edilizio esistente».
Per usufruire del bonus su abitazioni indipendenti, deve trattarsi della prima casa: Confedilizia ha chiesto che, in sede di conversione, sia estesa alle seconde case unifamiliari e non solo di villeggiatura.
«Nel superbonus rientrano anche gli interventi sulle seconde case, purché non si tratti di edifici unifamiliari. Saranno quindi incluse le abitazioni che non siano prima casa all’interno di un condominio, ma non villette unifamiliari. Una soluzione di compromesso, dopo che il tema è stato al centro del dibattito degli ultimi giorni».
Siete soddisfatti?
«È una delusione per Confedilizia, che auspica fortemente che il governo voglia rivalutare questa presa di posizione ideologica contro le seconde case: escludere proprio le abitazioni che hanno più bisogno di interventi di miglioramento sismico, ad esempio quelle della fascia appenninica, sarebbe una deprecabile penalizzazione».
La novità è poter cedere il credito fiscale non solo all’impresa, ma anche alle banche.
«Certamente la possibilità di cedere il credito a terzi, anche un parente con capienza, è un elemento di grande importanza».

Francesco Moroni


FOCUS

«Per i lavori occorre arrivare a fine 2022»

Il superbonus è valido per lavori certificati dal primo luglio 2020 a fine 2021: c’è chi dice che il lasso di tempo non dovrebbe essere inferiore a due anni per questo tipo di interventi. «Il termine previsto dal decreto rilancio quale tempo utile per la certificazione dei lavori è un limite che riteniamo possa non consentire di sviluppare tutto lo sviluppabile – sferza Marco Giaccaglia (Confedilizia Marche) –. Può diventare difficile riuscire a organizzarsi per tutte le pratiche propedeutiche da svolgere, l’individuazione delle imprese, l’apertura dei cantieri e lo svolgimento di tutto per accedere ai bonus». «Se il problema è reale per il privato proprietario di unità abitative singole – continua Giaccaglia –, tanto più lo è per i condòmini dove, se è vero che per approvare gli interventi di riqualificazione individuati attraverso un attestato di prestazione energetica o una diagnosi energetica, è sufficiente una maggioranza molto ridotta, la più bassa che ci sia in ambito condominiale, è altrettanto vero che all’interno di un condominio esiste comunque una maggiore difficoltà legata al numero dei soggetti coinvolti. L’appello unanime è quello di un rinvio della scadenza di almeno un anno, a fine 2022».

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