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Bonus Vacanze

Il bonus vacanze è una misura varata con il decreto Rilancio. Prevede un incentivo a chi trascorrerà le vacanze in Italia. Verrà erogato dall’1 luglio fino al 31 dicembre di quest’anno sotto forma di tax credit vacanze. Prevede un credito d’imposta sulla base del numero di componenti del nucleo familiare: ai single vanno 150 euro, 300 alle famiglie con due persone, 500 alle famiglie con tre o più componenti. Ma possono richiederlo solo i nuclei con Isee non superiore a 40mila euro. Può essere utilizzato al momento del pagamento del conto nelle strutture oppure scontato dal tour operator o dall’agenzia di viaggi che organizzano la vacanza. Le attività possono cedere il credito d’imposta (80% del bonus) ai fornitori o a soggetti come le banche. Ecco, nel dettaglio, il funzionamento del bonus vacanze.


LA MISURA

Incentivi per chi viaggia in Italia
Si parte l’1 luglio, fino al 31 dicembre

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Per sostenere l’industria del turismo, che vale il 13% del Pil (233 miliardi con 3,5 milioni di occupati) ed è il settore più colpito dalla pandemia da Covid-19, il governo, su iniziativa del Mibact (ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) ha previsto un incentivo a chi farà le prossime vacanze nel nostro Paese, in qualsiasi località turistica e struttura ricettiva. Il bonus vacanza, previsto dal decreto Rilancio (articolo 176) verrà erogato dal 1° luglio al 31 dicembre 2020 sotto forma di tax credit vacanze


QUANTO VALE

Cinquecento euro per le famiglie
Va speso in B&B e pensioni
Non si usa su Booking e Airbnb

Il bonus prevede un credito d’imposta in base al numero dei componenti il nucleo familiare. Quindi 150 euro per i single, 300 per le coppie e 500 per famiglie con tre e più componenti. Può essere usato solo da uno dei componenti della famiglia e in un’unica struttura (non frazionato). Può essere speso in alberghi, pensioni, villaggi turistici, residence con partita Iva, agriturismo, B&B, campeggi. Gli acquisti online per avere diritto al buono sono previsti solo sui portali di tour operator, agenzie e infoalberghi, non sulle piattaforme di prenotazione e transazione come Booking, Airbnb e simili.


COME SI OTTIENE

Sarà pubblicata una app a giorni
Necessaria l’identità digitale

Possono fare richiesta del buono solo i nuclei familiari che hanno un Isee ordinario o corrente (l’Indicatore della situazione economica rilasciato dall’Inps e/o da un Caf o un professionista abilitato) che non superi i 40mila euro annui. Per ottenere il buono vacanza nei prossimi giorni dovrebbe essere attivata una app apposita. Per scaricarla dovrebbe essere previsto il possesso di una identità digitale (Spid) grazie alla quale, con la app, si ottiene un Qr-Code che di fatto serve come bonus.


COME SI UTILIZZA

L’albergo rilascerà fattura con i dati del beneficiario
L’80% viene scontato dalla struttura

Il decreto prevede che il tax credit vacanze si possa utilizzare con «l’intesa» della struttura turistica. Quindi non ci sarebbe l’obbligo di accettarlo. Al pagamento, l’80% del buono viene scontato nella fattura (quindi se il soggiorno costasse mille euro e si avesse un buono da 500 euro se ne spenderebbero solo 600) dalla struttura. Il 20% resta come credito d’imposta da scontare nella dichiarazione dei redditi 2021. L’albergatore deve rilasciare fattura elettronica o documento commerciale con gli estremi (tra cui il codice fiscale) del beneficiario.


LA CESSIONE DEL CREDITO

Le attività possono cedere il credito
a fornitori e istituti finanziari

Il buono può essere utilizzato al momento del pagamento del conto nelle strutture oppure scontato dal tour operator o dall’agenzia di viaggi che organizzano la vacanza. Le attività possono cedere il credito d’imposta (l’80% del bonus) ai fornitori o ad altri soggetti come le banche. Il credito può essere utilizzato a compensazione di quanto dovuto al Fisco con la dichiarazione dei redditi. In sede di controlli, l’Agenzia delle Entrate applicherà interessi e sanzioni sulle somme eventualmente portate a credito ed eccedenti quanto previsto.


IL RIMBORSO DELLE VACANZE

L’Antitrust boccia il voucher:
non può essere obbligatorio
e serve la polizza assicurativa

In caso di prenotazione e pagamento di viaggi e vacanze non eettuati causa lockdown, il decreto Cura Italia aveva previsto che tour operator, agenzie, operatori del trasporto disponessero il rimborso di biglietti o soggiorni non goduti o fornissero voucher di pari importo validi un anno. Ma nei giorni scorsi l’Antitrust ha sostenuto il voucher senza possibilità di scelta del consumatore viola le normative europee. Perciò si dovrebbe dotare il voucher di una polizza assicurativa in caso di fallimento del tour operator e il diritto al rimborso in denaro se dopo un anno il consumatore non ha usufruito del voucher.


IL SUSSIDIO PER STAGIONALI

Sussidio di 1000 euro a maggio
anche per lavoratori interinali

Ai lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, beneficiari a marzo di un’indennità da 600 euro, il dl Rilancio ha stabilito un sussidio di 600 euro anche per aprile e di 1000 euro per maggio. L’indennità è riconosciuta anche ai lavoratori in somministrazione e impiegati presso imprese utilizzatrici del settore turistico, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020. Le domande vanno inviate all’Inps. Esclusi titolari di pensione e Naspi e dipendenti.


Bonus Fotovoltaico

LA MISURA

Detrazione al 110 per cento
fino a un massimo di 48mila euro

Per l’installazione di impianti solari fotovoltaici il decreto garantisce una detrazione al 110% (che forse salirà al 120%) «fino ad un ammontare complessivo di euro 48.000 e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kWh di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico», a patto che l’installazione sia eseguita congiuntamente a un cappotto termico oppure a interventi per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati, oppure al sismabonus.


LE CONDIZIONI

Agevolazioni garantite
per impianti di accumulo
collegati col Gestore dell’energia

Il comma 6 dell’art 119 stabilisce che la detrazione di cui al comma 5 – quella per gli impianti fotovoltaici – è riconosciuta anche «per l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati, alle stesse condizioni, negli stessi limiti di importo e ammontare complessivo e comunque nel limite di spesa di euro 1.000 per ogni kWh di capacità di accumulo». La detrazione di cui ai commi 5 e 6 è subordinata alla cessione in favore del GSE dell’energia non auto-consumata in sito e non è cumulabile con altri incentivi pubblici.


MOBILITA’ ELETTRICA

Prima delle colonnine di ricarica
serve la riqualificazione energetica

Per l’installazione di infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici, «la detrazione è riconosciuta nella misura del 110 per cento», «semprechè l’installazione sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi di cui al comma 1». Quindi a fare da precondizione sono il “cappotto termico“; la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati o interventi su edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti.


LA PLATEA

Beneficiari condomini e persone fisiche
Possibile l’estensione agli alberghi

Allo stato attuale l’art. 119, comma 9 del Decreto Rilancio inserisce tra i beneficiari: i condomini, le persone fisiche al di fuori dell’esercizio dell’attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari; gli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché gli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti; dalle cooperative di abitazione a proprieta’ indivisa. È possibile che la detraibilità sia estesa ad alcune attività di impresa, ad esempio agli alberghi, e alle seconde case.


LA FINESTRA

Si scaricano le spese fino al 2021
Il governo vuole allungare il termine

L’attuale versione della misura fiscale inserita nel Decreto Rilancio 2020, che ora dovrà essere confermata in sede di conversione in legge, prevede che la detrazione fiscale del 110% (o del 120%) si applichi alle spese documentate e rimaste a carico del contribuente sostenute dall’1 luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021. La maggioranza intende comunque allungare di un anno il periodo entro il quale sarà possibile eettuare gli interventi, quindi fino al dicembre 2022.


FACILITAZIONI

La detrazione può trasformarsi
in uno sconto in fattura
o in un credito d’imposta cedibile

Chi eettua l’intervento può optare, invece che per la detrazione, alternativamente: per uno “sconto in fattura“ «fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha eettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari» oppure «per la trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti», incluse banche e intermediari finanziari.


LE SANZIONI

Multe da 2mila a 15mila euro
per le dichiarazioni infedeli

Per avere il superbonus è necessaria un’asseverazione che attesti la conformità dei lavori alle richieste di legge e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi eettuati. Per chi fa il furbo ci sono sanzioni pesanti. «Ferma l’applicazione delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato – recita il decreto legge – ai soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli si applica la sanzione amministrativa da euro 2.000 a euro 15.000 per ogni attestazione o asseverazione infedele resa».


«Bonus vacanze, complicato e per pochi»

Piccinelli (Ascom Confcommercio): «Avremmo preferito un sistema di aiuto diretto alle imprese e un iter di incasso facilitato»

di Luca Orsi

Il Decreto Rilancio prevede un ‘bonus vacanze’, contributo per le famiglie che trascorrono le ferie in Italia. L’importo varia secondo la composizione del nucleo familiare: 500 euro (tre o più persone); 300 (due persone); 150 euro (una persona). Si può utilizzare prenotando direttamente una struttura turisticoricettiva fra quelle disponibili ad accettarlo: alberghi, campeggi, villaggi, agriturismi, B&B. L’obiettivo è incentivare viaggi e spostamenti di famiglie con meno disponibilità economiche – con reddito Isee non superiore a 40.000 euro – e, di riflesso, rilanciare il comparto turistico, messo a dura prova dall’emergenza Coronavirus. Federalberghi e Confcommercio – che avevano avanzato proposte e richieste di sostegno al Governo – non nascondono perplessità sull’effettiva efficacia dei provvedimenti. «Il bonus vacanze – afferma Annalisa Piccinelli, responsabile settore Turismo di Ascom Confcommercio Bologna – è più un’agevolazione a livello sociale che un’effettiva misura a livello economico per le nostre aziende». Anche se, viste le difficoltà del mercato e la crisi di liquidità, «si cercherà di sfruttare al massimo le potenzialità di questo strumento », per il quale sono stati stanziati oltre 2,4 miliardi di euro.”.
Che cosa non vi convince?
«La procedura, sia dal lato del cliente fruitroe del bonus che da quello della struttura, è abbastanza complessa».
In che senso?
«Per il cliente, il voucher è fruibile nella misura dell’80% come sconto diretto, in fattura, sul costo della struttura. Il restante 20% potrà essere scaricato come detrazione di imposta nella dichiarazione dei redditi».
Come funziona per l’albergatore?
«Lo sconto applicato come bonus vacanze sarà rimborsato alla struttura ricettiva come credito d’imposta utilizzabile in compensazione, o cedibile anche a istituti di credito».
Come, secondo voi, si potrebbe migliorare?
«Avremmo preferito un sistema di aiuti diretti alle imprese, e un iter facilitato di incasso da parte degli albergatori».
Per esempio?
«Sarebbe stato più semplice, per esempio, l’utilizzo di un bonus che fosse una sorta di welfare aziendale, un incentivo in bonus vacanze completamente defiscalizzato. C’è poi il tema dell’Isee».
Su che cosa vorreste si intervenisse?
«Sulla soglia di Isee. Secondo noi, un indicatore Isee di 40mila euro, per una famiglia di tre persone è troppo basso. Pensiamo che la soglia Isee dovrebbe essere portata almeno a 50mila euro».
Auspicate altri provvedimenti da parte del Governo?
«Continuiamo a lavorare per ottenere l’abolizione dell’Imu per tutto il 2020, e non solo della prima rata».


FEDERALBERGHI

L’80% degli italiani sa che cosa è

Secondo un sondaggio di Federalbeghi, l’80% degli italiani conosce, o almeno ha sentito parlare del «bonus vacanze». La percentuale sale al 91,6% se si considerano coloro che intendono fare una vacanza quest’estate. Il 52,2% degli italiani che andranno in vacanza nel 2020 ha intenzione di richiedere il bonus vacanze. Di questi, il 57% intende utilizzare il bonus entro settembre, mentre il 16,7% guarda ai mesi successivi. Infine, il 26,2% è ancora indeciso. Sul fronte di coloro che andranno in vacanza senza richiedere il bonus, la motivazione principale (38,3%) è costituita dalla mancanza dei requisiti di reddito (il contributo spetta solo a chi ha un Isee inferiore a 40.000 euro), ma ben più ampia e la quota di coloro che, pur avendo diritto a beneficiarne, è esitante per diversi motivi.

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