Con uno stile di vita sano è possibile prevenire il diabete “dell’anziano”

Alimentarsi bene è la prima regola da seguire

Il diabete è una malattia cronica che si manifesta con un aumento della glicemia, ovvero dei livelli di zucchero nel sangue, che l’organismo non è in grado di riportare alla normalità. Tra le forme di diabete quella più frequente è di tipo 2 (chiamata anche diabete dell’anziano o diabete alimentare). Nella maggior parte dei casi è possibile prevenirlo, riducendo drasticamente anche il rischio di sviluppare ipertensione, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia e altri fattori di rischio per l’apparato cardiovascolare. Come fare? Dedicando più tempo ad un corretto stile di vita, a partire dall’esercizio fisico. La pressione migliora quasi istantaneamente, la glicemia scende verso livelli normali, si inizia a respirare a pieni polmoni e l’ago della bilancia scende. Altro pilastro della prevenzione è l’alimentazione. Seguendo una dieta mediterranea a base di carne, pesce, formaggi, pasta, pane, verdure, ortaggi, frutta e dimezzando le proporzioni si riduce l’insorgenza della malattia da 1 su 3 probabilità a 1 su 6.

 www.humanitas.it
www.diabeteitalia.it


Le terapie per il diabete di tipo 2

Non esiste un farmaco valido per tutti i pazienti affetti da diabete tipo 2, motivo per cui è necessario, per ogni singolo paziente, costruire una terapia individuale in relazione alla diversa situazione clinica e alle differenti caratteristiche personali. Solo il 10% dei pazienti affetti da diabete tipo 2 però mantiene un buon controllo della patologia metabolica in assenza di trattamento.


GLI OBIETTIVI

Come migliorare la qualità della vita

Le società diabetologhe internazionali raccomandano i seguenti obiettivi terapeutici, al fine di correggere i sintomi ed i segni della malattia, oltre a scongiurare il rischio di complicanze acute e croniche, migliorando notevolmente la qualità e l’aspettativa di vita del paziente diabetico. ● glicemia a digiuno e pre-prandiale compresa tra 90-130 mg/dl; ● glicemia post-prandiale inferiore (<) 180 mg/dl; ● emoglobina glicata inferiore (<) 7%. Senza dimenticare che una dieta ricca di acidi grassi saturi, ovvero i grassi animali, aumenta il rischio di sviluppare il diabete, mentre la parziale sostituzione di questi ultimi con acidi grassi insaturi lo riduce, i cosiddetti omega 3