La vista: un bene prezioso Controlli e prevenzione per “tenerla d’occhio”

Sempre fondamentale la diagnosi precoce

La vista è un patrimonio inestimabile: circa l’80% di tutte le informazioni che giungono dall’ambiente circostante al nostro cervello passano attraverso i nostri occhi; per questo la pratica della prevenzione è ancora più importante. Conservare una buona capacità visiva è, infatti, condizione indispensabile per una buona qualità della vita: solo attraverso un controllo periodico effettuato presso il medico oculista è possibile prevenire e riconoscere tempestivamente eventuali malattie oculari, potenzialmente responsabili di ipovisione o cecità. La diagnosi precoce di una malattia oculare migliora la prognosi e rende più semplice la riabilitazione visiva. Per questo è importante programmare le visite nei bambini a partire dai primi anni di vita, in modo da prevenire o intercettare per tempo eventuali anomalie o alterazioni della vista. Oggi, nel mondo ci sono 18.9 milioni di bimbi con un problema visivo serio e il 2% della popolazione italiana ha una malattia oculare che può portare alla cecità entro 10 anni dalla diagnosi. www.salute.gov.it

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Appuntamenti per i bambini

A 3 anni d’età si effettua la prima “vera” visita oculistica, poiché la maggiore capacità di collaborazione del bambino e il livello di sviluppo dell’apparato visivo permettono all’oculista una più precisa valutazione della funzione visiva. Infatti fra i 3 e 4 anni d’età, sarà possibile misurare “la vista” utilizzando delle tavole di lettura, studiate appositamente per i bambini, in cui ci sono disegni elementari oppure E girate nelle quattro posizioni.


DALL’OCULISTA

A quale età sottoporsi alle visite

In assenza di patologie, è opportuno sottoporsi ad una visita oculistica: alla nascita, per escludere malattie congenite; a tre anni, per escludere ambliopia secondaria, difetti di refrazione, anomalie della motilità e della visione binoculare; durante la scuola d’obbligo, per escludere la presenza di difetti di vista. Nell’età adulta è bene controllarsi all’inizio dell’attività lavorativa per valutare l’idoneità visiva alla professione; a 40- 45anni con l’insorgenza della presbiopia, e dopo i 50-60 anni, l’età più delicata per la maggiore incidenza di patologie oculari che necessitano di trattamenti adeguati e tempestivi.