di LUCIANA MAGISTRATO

«HO CONOSCIUTO Alberto a 18 anni, è venuto sul set mentre giravo il mio primo film proprio per conoscermi. Dopo qualche mese ci siamo messi insieme. È stato intraprendente ma alla fine ha avuto ragione, sono quasi 10 anni che stiamo insieme». A raccontarlo è Michela Quattrociocche, moglie di Alberto Aquilani, ex centrocampista viola ora al Sassuolo. E a Firenze sia il giocatore che la moglie si sono trovati davvero bene «È stata un’esperienza meravigliosa, Firenze mi è rimasta nel cuore ed ho dei ricordi molto belli. Lì abbiamo lasciato tante amicizie sia nel calcio che fuori, tanto che le frequentiamo ancora. Abbiamo i passato la Pasqua proprio a Firenze con loro. Mi dicevano tutti che il fiorentino è chiuso di carattere, ma dove? Io mi sono trovata bene. Abitavamo in centro ed ogni posto ci piaceva, andavamo sempre a pranzo sotto casa, al Colle Bereto, per esempio.

MA ERA QUANDO andavo al Piazzale Michelangelo che mi sentivo in posto familiare perché a me che sono di Roma mi ricorda il Gianicolo». -Che gruppo era quello dei viola e quali giocatori frequentavate in particolare? «Luca Toni e Marta e Ambrosini e Paola nelle varie stagioni, anche perché Alberto li conosceva dalle precedenti esperienze. Inoltre frequentavamo Lupatelli che abbiamo rivisto anche a Pasqua». -E Sassuolo è l’isola felice che appare da fuori? «Ci troviamo benissimo, abbiamo trovato un gruppo pazzesco in cui ci siamo subito inseriti anche perché Alberto conosceva già molti giocatori». Lei è una wag con la valigia, viste le tante squadre in cui ha giocato Alberto. C’è una città dove si sarebbe voluta fermare? «Mi sarebbe piaciuto fermarmi a Roma visto che lì ci sono i nostri affetti ma sono molto contenta delle esperienze fatte.

AD ESEMPIO lo scorso anno che abbiamo vissuto a Lisbona Aurora ha imparato il portoghese». -Se Alberto scegliesse un’esperienza nelle nuove realtà calcistiche come la Cina o l’America, lei lo seguirebbe? «Quando avevo 18 anni sono andata a vivere da sola perciò le nuove esperienze mi sono sempre piaciute anche se ora penso anche alle bambine. Quest’anno per la prima volta sono rimasta a vivere a Roma perché Aurora va a scuola». -Tornando ai suoi 18 anni e al film che l’ha resa famosa («Scusa se ti chiamo amore», ndr) ha rinunciato alla sua carriera di attrice per la famiglia? «No, non ho abbandonato il mio lavoro perla famiglia. Semplicemente nei primi anni di vita delle bambine ho voluto godermele come mamma a tempo pieno. Ma io lavoro tuttora, faccio provini, incontri lavorativi e aspetto il progetto giusto».