Il «San Paolo» poteva essere il loro stadio. Ma poi…

SAREBBERO dovuti essere due maxi-affari. E per la Fiorentina il doppio bonifico programmato (o programmabile) fra il luglio scorso e il gennaio di quest’anno, avrebbe dobuto avere un impatto economico da brividi. La storia. Da una parte, appunto, ecco la società viola, dall’altra il Napoli che fra spinte e convinzioni del tecnico Sarri e giocatori infortunati da sostituire (leggi Milik), avrebbe potuto realizzare con la Fiorentina una doppia trattativa supermilionaria. Voci, indiscrezioni e contatti però non hanno dato il risultato che – a tratti – pareva addirittura scontato. Dunque, ne’ Vecino (trattato a luglio), ne’ Kalinic (nel mirino in inverno) sono arrivati a indossare la maglia azzurra. IL

RACCONTO delle due storie è in intrigante. Si comincia dal centrocampista. Ex pallino di Sarri nella stagione vissuta insieme ad Empoli, a inizio mercato dell’estate scorsa, lo stesso Sarri preme perché il Napoli arrivi all’acquisto del giocatore. La Fiorentina ’fiuta’ che l’interesse di Sarri è concreto e così inizia a far lievitare la valutazione del cartellino del centrocampista. L’offerta per Vecino, quella diciamo… certificata, è di circa 8 milioni, mentre le pretese della società di Della Valle si spingono addirittura a una dozzina di milioni. La sensazione è che le parti appaiano così distanti per poi arrivare a incrociarsi attorno alla cifra di 10 milioni e sottoscrivere il passaggio, ma la pista è sbagliata. Altro che. La Fiorentina non spunta di un euro la richiesta di 12 milioni, il Napoli, addirittura, anzichè confermare la proposta di 8 milioni la fa scendere a sette. Risultato? Niente. L’affare Vecino salta, il giocatore rimane a Firenze e Sarri capisce di dover rinunciare per sempre al suo centrocapista preferito.

FIORENTINA e Napoli si salutano ma all’orizzonte le strade di mercato dei due club sono destinate a incrociarsi di nuovo, a gennaio. Gli azzurri hanno perso per un grave infortunio, Milik e prima di arrivare all’ingaggio di Pavoletti (via Genoa), chiedono Kalinic alla Fiorentina. La proposta potrebbe essere addirittura allettante, 20 milioni di euro, se non fosse che la società viola si trova a discutere del futuro dell’attaccante su un piano ben più alto.

A CHIEDERE a gran forza il giocatore c’è un club cinese, anzi, il club cinese di Cannavaro che oltre a confermare la predisposizione a fare follie (l’offerta sfiora i 40 milioni di euro), inizia a stare al gioco della Fiorentina che per cedere (eventualmente) Kalinic presenta il conto di una clausola rescissoria da nababbi: 50 milioni. I cinesi vacillano mentre il Napoli, ovviamente, si chiama fuori e acquista Pavoletti. Kalinic, per la cronaca (e per la fortuna viola) rimarrà comunque a Firenze. I cinesi fermano la loro offerta a 43 milioni. Pochi secondo la Fiorentina.