«Bernardeschi mi fa impazzire Tenetevi stretti i Della Valle»

di MARIO TENERANI QUANDO

la maglia è la tua pelle tutto resta inalterato. Sandro Mazzola è l’Inter anche se l’Inter non è più Sandro Mazzola. Soffia il vento della Cina, le icone sono distanti. L’amore del baffo più tecnico che il calcio italiano abbia mai conosciuto è intatto: nei confronti dei nerazzurri e del pallone. Prima della sfida dei viola con l’Inter ci siamo divertiti con Mazzola, guizzante con la parola come lo era in campo quando nascondeva la palla agli avversari. Adora lo spirito fiorentino, ricorda con dolce nostalgia i tempi di Coverciano e le passeggiate in centro a Firenze, consiglia Pioli alla Fiorentina e difende i Della Valle che lui ha conosciuto ai tempi in cui Diego era nel board nerazzurro. SandroMazzola reduce da un derby davvero singolare… Si i è ripreso dal gol di Zapata al 95’…? «Mica tanto… Quelli là, i rossoneri, non possiamo mai mollarli… Sono tremendi». Beh, anche la Fiorentina ci ha messo del suo nell’altro derby. «Non mi aspettavo un tonfo così. In talune partite la Fiorentina mi era parsa eccezionale. Ho visto 20 minuti di calcio, con la Samp aMarassi, pazzeschi. Non riesco a capire perché i viola facciano così». Mazzola, andiamo oltre. Inter favorita con la Fiorentina? «Eccoli i fiorentini (e scoppia a ridere, ndr). Sempre furbi, mani avanti. Battute a parte, se si tratta di dire che i nerazzurri hanno qualcosa in più come cifra tecnica, la risposta è sì. Anche se per la mia Inter sarà comunque dura al Franchi».ù Cartoline di Firenze? «Ho sempre avuto tanta simpatia per la città. I toscani hanno uno spirito unico, tagliente, divertente. Mi ricordo ogni volta che venivo con la Nazionale a Coverciano e poi la passeggiate in centro a vedere bellezze straordinarie. Che fortuna avete, sotto gli occhi un patrimonio mondiale». Ricordi incampo? «Uno che non dimentico. Era la penultima giornata del campionato ’70/’71, noi già campioni d’Italia e Fiorentina messa male, zona salvezza. I viola ci chiesero di stare tranquilli. A noi andava bene così, in campo c’erano tanti amici… Se non che, come spesso capita, le cose andarono diversamente e per una serie di circostanze ci trovammo sopra noi per 1-2 quando alla fine mancava poco. Dicemmo ai viola di andare avanti, in qualche modo li avremmo aiutati… Così giunse un corner: noi ci allargammo un po’…e il grande Pino Brizi chiuse gli occhi, colpì di testa realizzando il pareggio salvezza…». Le bandiere a Firenze sono tornate a sventolare sotto la collina di Fiesole: Antognoni è rientrato in società. «Sono felice per Giancarlo, campioni di questo spessore servono tantissimo nei club perché offrono un esempio quotidiano, danno consigli parlando nei momenti giusti. Spingono un calciatore giovane a pensare, se ce l’hanno fatto loro ce la farò anch’io». Bernardeschi e Chiesa le piacciono? «Berna da matti, ha caratteristiche importanti per fare un grande percorso nel calcio. Chiesa lo conosco meno, però per quello che ho visto mi è sembrato molto tosto caratterialmente». Di Sousa che pensa? «Un tecnico che stimo, lo avevo conosciuto quando giocava nell’Inter. Ho un giudizio positivo del suo lavoro, mi piace perché si sforza di insegnare calcio». Le ha fatto effetto seguire il primo derby milanese made in China? «Non ero a San Siro, ma che tristezza… Certo, almeno questi imprenditori investono laddove i presidenti italiani stanno sparendo. Che fine sta facendo il nostro calcio? Voi sapete chi fu il primo dirigente italiano a portare in Cina una nostra squadra?». Ci proviamo Sandro: lei nell’estate ’78, Inter in tournée… «Esatto. Volevamo capire già a quel tempo che sviluppo ci potesse essere a quella latitudine. Erano molto appassionati anche se era un Cina diversa, povera». Avevano fame? «Proprio così. Ricordo quando vennero loro a Milano: li prendemmo aMalpensa e poi li portammo in hotel. C’era il maître di sala con l’interprete che diventava matto: mangiavano riso e spaghetti, carne e pesce, verdura e frutta… Io li bloccai e mi dissero di vedere come poi si sarebbero allenati. Effettivamente correvano tanto. Ingaggiai un fisioterapista». Perché? «Mi accorsi che con mani e pomate riusciva a fare recuperi lampo. Lo sperimentai su un nostro mediano, Pasinato: lo rimise in campo presto e bene». L’Inter potrebbe separarsi da Pioli: è un candidato alla panchina viola. Lo consiglierebbe? «Lo stimo tanto, mi auguro resti a Milano. Ma se davvero la società avesse altri programmi, direi alla Fiorentina di prenderlo subito». E’ un periodo particolare anche per i Della Valle… «Conosco bene i fiorentini, sono brontoloni. O vinci o è tutto da rifare… Io penso invece che sia una famiglia molto in gamba e che abbia fatto buone cose nel calcio. Conobbi Diego Della Valle quando era nel cda dell’Inter e ricavai un’ottima impressione».


La Fiorentina pensa al futuro con Baba titolare

CI SONO tanti motivi per andare allo stadio, stasera. Fiorentina-Inter resta un match di grande livello per la nostra serie A, ed il campionato deludente delle due squadre non deve ingannare. Da parte viola, cioè da parte nostra, siamo attratti dal vedere Babacar titolare dal primo minuto. Il giovane bomber è in cerca di fiducia ma i numeri parlano per lui: quando è stato in campo, spesso è stato decisivo. Baba potrebbe essere uno dei titolari anche nella prossima stagione. SIA CHIARO, abbiamo grande fiducia in Kalinic ma i destini del croato sembrano lontani da Firenze. Babacar, Chiesa e Bernardeschi potrebbero essere i tre «titolarissimi» del prossimo anno venuti dalla cantera viola, e la cosa non ci sembra di poco conto. D’accordo, il ko contro l’Empoli ha spento ogni residua speranza di andare in Europa League. Vista la mancanza di obbiettivi, ci pare l’occasione giusta per lanciare quei giovani della Primavera che lo staff tecnico riterrà più meritevoli. Si parla tanto bene di Gaetano Castrovilli, acquistato a gennaio dal Bari. Perchè non provarlo in serie A, da qui alla fine del campionato? Sarebbe un motivo di curiosità anche per i tifosi: osservare dal vivo quei giovani che un domani potrebbero tornare utili alla prima squadra. Altro motivo di intersse, vedere sul campo Stefano Pioli, tecnico dell’Inter. Da calciatore ha un solido passato in maglia viola, potrebbe essere lui l’allenatore della Fiorentina del prossimo anno.