PATRIZIA CACCAMO è una delle giocatrici più amate della Fiorentina Women’s. Ma non solo per i gol. Sì, è vero, ne ha segnati 14 sia quest’anno che nella scorsa stagione, ma quello che resta impresso di lei è soprattutto il suo modo di giocare, tutto cuore, dribbling, fantasia, velocità e altruismo, e anche il suo essere una ragazza semplice, tutto il contrario del classico prototipo del calciatore. Le sue parole a «Viola week» ne sono una prova, a partire da quando racconta come si è sentita dopo aver segnato il gol dell’1-0 al «Franchi» contro il Tavagnacco, quello che ha aperto la strada verso lo scudetto. «Per me è stata davvero una grandissima soddisfazione – rivela l’attaccante classe 1984 -: ho sempre fatto scelte diverse nella mia carriera, non necessariamente per puntare a vincere, e quindi segnare davanti a tutta quella gente, a cui non siamo abituate, è stato indescrivibile».

Si aspettava un pubblico simile?

«Ci speravo, anche perché ce lo siamo meritate, per il percorso che abbiamo fatto e per come ci siamo sempre allenate: Firenze ha risposto bene al nostro appello e credo che i tifosi siano rimasti soddisfatti. Non potevo chiedere di meglio che vincere al ‘Franchi’ il mio primo trofeo».

Ha detto che nella sua carriera ha sempre fatto scelte particolari: come è nata quella di venire a Firenze due anni fa?

«Quando mi ha chiamato la Fiorentina avevo appena cominciato a lavorare, ed ero un po’ scettica, tanto che inizialmente avevo detto di no nonostante il progetto: era una scelta difficile, oggi un lavoro non si trova facilmente, ma poi mi sono detta, ‘ho 31 anni, è ilmomento giusto per provare a vincere qualcosa, almeno non avrò rimpianti’, e quindi sono arrivata a Firenze».

E fra l’altro poi ci è rimasta nonostante la rivoluzione estiva.

«Sono stata l’unica riconfermata a parte il gruppo delle fiorentine, e questo significa che se ti comporti bene e lavori duro alla fine il campo parla. All’inizio tante persone erano un po’ scettiche sulmio arrivo, non ero partita benissimo, poi dopo un problema fisico mi sono sbloccata e forse quest’anno ho fatto addirittura meglio».

Dopo lo scudetto, l’obiettivo è la coppa Italia?

«Noi al doblete ci puntiamo, fra l’altro se ci arriveremo giocheremo la finale a Firenze, al ‘Bozzi’, e credo che per questo nasceranno polemiche: io dico che il campo è importante, però non è che decide, anche perché per esempio a Brescia abbiamo vinto».

In finale potrebbeproprio riproporsi il duello con le rondinelle.

«Ma niente è scontato, perchè il Brescia è una squadra forte: obiettivamente al ritorno non meritavamo di vincere, ma ci abbiamo creduto fino alla fine, mentre all’andata abbiamo dominato e non c’è stato niente da dire».

Poi l’anno prossimo ci sarà la Champions.

«Sicuramente sarebbe una bella soddisfazione giocarla, ma dipende da cosa deciderà la società o da cosa deciderò io: intanto pensiamo alla Coppa Italia, poi andiamo tutti in vacanza e dopo vedremo».

Ma come, non sogna il palcoscenico europeo?

«Tutti sognano lo scudetto o la Champions, ma io sinceramente ho giocato in Germania, dove sono nata, e anche in serie C, e sono sempre stata contenta di tutte le mie scelte. Ognuno fa un percorso, io l’ho presa molto larga ma alla fine, anche grazie al mio fisico e al fatto che non homai avuto infortuni gravi, sono arrivata».