TREQUARTISTI INUTILI

Avevo ipotizzato, alla vigilia, una partita molto diversa da quella spettacolare andata in scena la settimana prima con l’Inter. Gli spazi che i nerazzurri avevano lasciato ai trequartisti viola non ci sarebbero stati a Palermo e sarebbe stato utile andare a cercare maggiormente le corsie esterne. Le difficoltà delle mezze punte si sono manifestate appieno, ma Sousa non ha predisposto nessuna strategia d’attacco alternativa se non ammassarsi nella metà campo avversaria.

LA SUPREMAZIA TERRITORIALE

Incredibile il dato della supremazia territoriale pari all’86%. Oltre 23’ di passaggi orizzontali e dribbling forzati oltre la linea mediana del campo. Fagocitati dal traffico Ilicic e Borja Valero, soffocato Babacar, la Fiorentina ha cercato molto Milic a sinistra e Tello a destra, ma sempre con azioni laboriose e con il Palermo sempre ben posizionato. L’improbabile 3-3-4 di Sousa nella seconda parte della gara è servito solo a facilitare il contropiede avversario. Le conferme sono arrivate, invece, tutte e puntuali sulla fase difensiva. Gli errori cronici si sono ripetuti ancora una volta, addirittura moltiplicati. I due gol gridano vendetta per la catena di errori ed orrori che li ha provocati. Partiamo dal primo, quello che ha forse determinano la successiva confusione mentale dei viola.

SASSUOLO IN RIPRESA

Così la Fiorentina deve trovare la forza morale, prima che le idee di gioco, per ripartire. La trasferta di Reggio Emilia, con questi chiari di luna, non si presenta delle più agevoli. La squadra di Di Francesco è una delle più organizzate del campionato. Falcidiata dagli infortuni per tutta la stagione, non ha potuto tenere gli standard prestativi dello scorso campionato, ma ha sfruttato la situazione d’emergenza per provare e far crescere tanti giovani grazie ad contesto di gioco, comunque, consolidato. Con il rientro, nella parte finale della stagione, di alcune pedine importanti (Berardi su tutti), stanno tornando risultati e fiducia. Nell’ultimo mese ha liquidato Samp ed Empoli e pareggiato con Napoli e Ata- lanta. Tanta roba. Molte le soluzioni offensive, sia sul gioco manovrato, sia sui calci piazzati. Quest’ultimi sono spesso giocati corti per muovere la difesa avversaria e sorprenderla con inserimenti in area con il secondo tempo d’attacco (vedi gol di Peluso ad Empoli). Berardi e Sensi vanno sempre in battuta avendo entrambi piede e visione di gioco. Possono anche sfruttare le loro qualità balistiche per andare direttamente al tiro. Gli schemi d’attacco sono quelli tipici del 4-4-3. Berardi è l’uomo chiave. Coi suoi tagli dentro a campo può andare a ricevere la palla tra le linee o cambiare direzione e attaccare la profondità. Gli automatismi creati da Di Francesco stanno riportando al gol con una certa frequenza anche Matri.

UNA DIFESA DA INVENTARE

Difficile per Sousa capire come contrapporsi. La squalifica di Astori complica ulteriormente l’allestimento di un reparto difensivo clamorosamente deficitario. Si punta sul recupero di Gonzalo Rodriguez che però, anche se dovesse giocare, sarebbe lontano dalla sua forma migliore. A prescindere dalla sua presenza nel pacchetto arretrato, ci sarebbe, comunque, da costruire una task force difensiva per bloccare le iniziative di Berardi. La gabbia potrebbe essere composta da un esterno (Milic) che lo prende quando viene servito lungo linea, un interno (Badelj) che lo aspetta quando taglia dentro al campo, e un centrale difensivo (Salcedo) che lo assorbe quando attacca la profondità. In fase difensiva il Sassuolo, tenendo la linea alta, può concedere campo ma solo se l’avversario riparte con velocità. Non servono trequartisti, ma centrocampisti che attaccano la trequarti (come Hamsik, alias Bernardeschi?), così come servirebbero attaccanti esterni veri non centrocampisti esterni. Insomma secondo me sarebbe meglio giocare col 4-3-3. Ma, al di là del modulo, servirà capire come i giocatori viola stanno nella testa e nelle gambe.

QUANTI ERRORI

Siamo ancora nelle fasi preliminari dell’incontro. Il Palermo, schierato con un prudentissimo 3-5-2, si difende e riparte, in questo caso con Chochev. Salcedo, preso d’infilata, non trova di meglio che stenderlo da tergo. Ammonizione e punizione. Si predispone alla battuta Diamanti che si sa essere abile nei tiri ad effetto con il mancino. Tata va sul palo a comporre la barriera a urla a Babacar (primo uomo in barriera) di andare verso l’esterno. Evidentemente non abbastanza. La palla sfila accanto alla testa del centravanti e si insacca. Al 90’ Tello perde un pallone a metà campo. A ripartire è Aleesami. Lo spagnolo lo insegue per 30 metri poi si arrende, confidando in Sanchez. Il colom- biano è troppo irruento e va a diritto sul dribbling a rientrare dell’avversario. Il tiro di Aleesami è nel «Five Hole» per rubare un termine all’hockey, cioè tra le gambe del portiere.