L’ESEMPIO DI THIAM THIAM mette in crisi la difesa a tre della Fiorentina così come aveva fatto con quella della Roma. I viola, schierati col solito 3-4-2-1, ma con interpreti offensivi in tutti i reparti, regala le fasce laterali all’Empoli. Thiam allargandosi in questi spazi crea tre palle gol e produce l’assist per il gol di El Kaddouri dimenticato da Vecino. Il finale rocambolesco con il rigore molto dubbio non cancella la fragilità difensiva della squadra di Sousa in tutto il campionato.

ERRORI DI FORMAZIONE Il tecnico portoghese, che ha dato una buona impronta di gioco e ha tenuto sempre unito lo spogliatoio, ha fallito troppo spesso la tattica di gara a le scelte di formazione. Due esterni come Chiesa e Tello, sommati ad un metodista come Borça Valero, indeboliscono troppo la mediana che non riesce né a proteggere la difesa (già barcollante di suo) né a sostenere l’attacco. Manca il collante, la squadra si allunga creando una frattura che gli avversari sfruttano anche se solo per improvvisare delle micidiali ripartenze. Sarebbe bastato mettere Badelj nel mezzo e un terzino in fascia per gestire la partita in modo diverso ed evitare questa brutta battuta d’arresto che pregiudica le buone prestazioni e gli ottimi risultati dell’ultimo mese. La formazione iniziale può essere messa in campo al massimo nell’ultimo quarto d’ora in casi di estrema necessità.

BERNARDESCHI E SAPONARA E’ un peccato perché la curiosità di vedere finalmente in campo insieme Bernardeschi e Saponara dietro a Kalinic era tanta e le attese sono andate deluse, non tanto per loro limiti ma per il contesto della gara. Anche loro, infatti, con la squadra spesso allungata, si sono spesso disuniti in rincorse all’indietro perdendo le giuste distanze e dovendo poi improvvisare soluzioni individuali non avendo opzioni di passaggio nei dintorni. Penso che l’analisi del tecnico sarà diversa dalla mia e prevedo che non rivedremo questa coppia di trequartisti in campo contro l’Inter. Di certo giocherà Babacar al posto dello squalificato Kalinic, un giocatore che si è sempre dimostrato all’altezza quando chiamato in causa, ma che cambia un po’ il modo di giocare della squadra che dovrà produrre più cross e attaccare meglio sulle “seconde palle”, rinunciando ai fraseggi corti che tanto piacciono a Paulo Sousa.

DIFETTI E PUNTI DI FORZA DELL’INTER Nell’ultima trasferta l’Inter è stata “uccisa” dal Crotone con un pressing asfissiante sull’inizio azione. I nerazzurri non hanno grandi fondamentali nelle retrovie ed è lì che devono essere presi. Ha la fame e la gamba la Fiorentina per fare una gara come quella dei calabresi? Non penso, ma dovrà provarci. Giocarsi la gara solo sul piano tecnico sarebbe un grave errore. Messo il naso oltre la metà campo i nerazzurri hanno buone idee e grandi piedi. Sono strepitosi sulle corsie esterne con Perisic e Candreva che sanno sia allargarsi per andare al cross sia tagliare dentro per attaccare la profondità (vedi gol dell’ 1-0 dell’ex laziale nel derby). Pioli vuole anche che, sull’attacco dal lato opposto, gli esterni entrino dentro al campo per andare al tiro o attaccare l’area di rigore sull’eventuale cross. Nel caso la Fiorentina avesse portato a casa i 3 punti contro l’Empoli, questa sfida avrebbe avuto il sapere di uno spareggio nella corsa Europa League. Invece l’unica posta in palio sarà l’orgoglio. Ma non si tratta di roba di poco conto. Evitare la doppia sconfitta interna è un imperativo in casa viola. Sousa dovrà leggere bene la sfida magari programmando diversi momenti all’interno dei 90’: un inizio col piede schiacciato sull’acceleratore per poi alternare fraseggio più lenti a momenti di aggressività, magari con le palle lunghe per Babacar a cui abbiamo accennato.

ICARDI E I DETERRENTI Il bomber argentino è uno dei fattori chiave dei nerazzurri. Icardi ha costruito un bagaglio di soluzioni che lo rendono particolarmente temibile. Non solo segna ma crea spazi e palle gol grazie a dei movimenti lineari, logici, potenti, decisi. Ad un intuito innato che gli permette di capire dove andrà la palla ha aggiunto un raggio d’azione abbastanza ampio che lo rende meno prevedibile. Viene spesso all’indietro spalle alla porta, giocando bene di sponda sul corto o girandosi per cambiare gioco sul lungo. Perisic e Candreva si muovono spesso in funzione delle sue decisioni. Poi Maurito riparte per andare ad attaccare l’area di rigore dove è temibile per vari motivi. Può andare sul primo o sul secondo palo seguendo il suo fiuto. Stacca con diverse modalità per prendere il tempo all’avversario sulle palle alte. Sa tirare con precisione e rara potenza sia di piede che di testa. Il gol del 2-0 al Milan, all’apparenza un banale appoggio in rete, è frutto di tutte questa capacità. Servirà lavorare sulle traiettorie di passaggio quando viene sul corto e una marcatura stretta quando si prepara allo stacco in area sui cross. Non può essere aspettato “a zona” troppo veloce e furbo se ha spazio e tempo per coordinarsi e battere a rete. Astori nasce marcatore perché non usarlo in questa modalità almeno in area di rigore? Questo significa preparare le partite. Sapersi adattare al contesto. Inventare delle soluzioni rispetto ai punti di forza (e di debolezza) dell’avversario. Troppe volte quest’anno la Fiorentina ha perso punti pur giocando bene, solo per aver sottovalutato le specificità della singola gara.