LA REGULAR SEASON della Fiorentina Primavera è finita esattamente come era iniziata: con una pioggia di reti. Alla prima giornata, non bastò un poker per battere il Milan in trasferta (i viola furono sconfitti 5-4), mentre giorni fa la dozzina – sì, avete letto bene – rifilata al Brescia è stata più che sufficiente per mettere in soffitta una prima parte di stagione coi fiocchi, terminata con 55 punti ed il secondo posto all’interno di un girone mai così equilibrato e con la conseguente qualificazione diretta alle finali scudetto. I numeri della Fiorentina di mister Federico Guidi, del resto, sono impressionanti: con 84 reti segnate (una media di 3,2 a partita), quello viola si è guadagnato il titolo di miglior attacco di tutti i tre gironi, mentre con le 31 reti subite la difesa gigliata si è classificata al secondo posto tra le retroguardie meno battute del gruppo A.

MERITO più grande di questa annata va a Guidi, capace di mettere in difficoltà ogni avversario grazie ad una rosa di qualità sia nelle prime che nelle seconde scelte, modellata in un aggressivo 4-3-3 di partenza (modificato più volte in 4-2-3-1). Non è un caso, infatti, che grazie al lavoro del tecnico nel corso della stagione si siano avvicendati in prima squadra giovanissimi come Hagi, Perez e Mlakar, ai quali vanno aggiunti anche Maistro e Reymão, ormai da mesi in pianta stabile coi big. Per non parlare di Chiesa, letteralmente esploso sotto la sua gestione in Primavera un anno fa.Ma non è tutto. Perché sono tante le pianticelle che in questi otto mesi si sono sapute mettere in mostra, lanciando segnali importanti in vista del futuro: tra i portieri merita una menzione Cerofolini, che si è alternato con ottimi risultati al titolare Satalino, mentre per ciò che riguarda la retroguardia le note più belle sono arrivate da capitan Baroni e dai terzini Ranieri e Mosti, quest’ultimo sempre sugli scudi nonostante l’agguerrita concorrenza di Diks prima e del neo arrivato Scalera poi. Buone anche le risposte dei «nuovi» Chrzanowski (presto riscattato dal Lechia Danzica) ed Illanes, rivelazione assoluta nell’ultima parte di campionato. A centrocampo invece solo conferme, con Diakhate e Castrovilli che hanno lanciato segnali in ottica prima squadra e Trovato che, nonostante il cambio di ruolo, è stata una piacevole sorpresa.

RESTA infine l’imbarazzo della scelta a nominare i protagonisti dell’attacco, dove si sono messi in luce, oltre ai già citati Mlakar e Perez, due interessanti classe ’99: il figlio d’arte Sottil (che ha toccato quota 10 reti in campionato) ed il fiorentino Gori, capace di segnare otto gol nelle ultime cinque presenze. Adesso per i viola si aprono le porte delle finali scudetto (dal 2 al 10 giugno tra Sassuolo, Carpi e Reggio Emilia), con la Fiorentina inserita in seconda fascia e pronta ad affrontare ai quarti una tra Atalanta, Juventus, Lazio ed Inter. E poi chissà. L’obiettivo è uno solo: riportare in riva d’Arno un tricolore che manca a livello Primavera dalla stagione 1982-1983 e con lo spirito mostrato dal gruppo viola in questi mesi, nulla è precluso ai Guidi boys. Sognare è lecito.