DI ANDREA GIANNATTASIO

SE VI DOVESTE trovare per un attimo a scorrere sul cellulare di Giancarlo Antognoni la rubrica alla voce «chiamate recenti», potreste scommettere ad occhi chiusi che tra i numeri composti dall’Unico 10 c’è quello di Gabriele Gori. Ovvero colui che tutti, in casa Fiorentina, sono pronti a scommettere che nel settore giovanile viola abbia margini di crescita illimitati e sia in grado di trasformarsi nell’arco dei prossimi anni nell’ennesimo fiore all’occhiello del vivaio gigliato.

NE È CONVINTO per primo il Capitano di sempre, che con l’attaccante della Primavera ha un vero e proprio filo diretto, al pari del professor Vergine e del dg Corvino, che sul classe ’99 hanno intenzione di costruire qualcosa di davvero importante. Anche perché basta sentirlo parlare pochi istanti per capire che Gori, con quell’accento e quella «c» aspirata tipica di ogni fiorentino purosangue, ha quel qualcosa in più che lo rende speciale e simpatico a pelle.

SE N’È ACCORTA a suo tempo anche la sua bellissima fidanzata Sara Bergomi (figlia del grande ’zio’ Beppe, campione del Mondo ’82 e bandiera dell’Inter), con la quale «Lele», come viene chiamato nello spogliatoio, condivide il cuore da quasi un anno e che non si perde nemmeno una partita al «Bozzi» del suo numero 9 preferito. Un amore sbocciato a Firenze dopo un’amicizia tra le famiglie lunga otto anni, nel corso dei quali Gori ha intrapreso con successo il suo percorso calcistico prima con la Sestese e poi con la Fiorentina, al termine di un camp estivo in Versilia dove Gabriele tra centinaia di ragazzini si fece in poco tempo notare da Stefano Cappelletti, uno dei capo scout viola.

CHE NEL GIRO di poco decise di aggiudicarsi quel ragazzino dal folto ciuffo biondo e dalla schiena dritta che sapeva vedere la porta come pochi. E che oggi è diventato un gigante buono di quasi 1,90. La caratteristica forse più sorprendente che tuttora colpisce di Gori, infatti, è la sua capacità di sfondare la rete in qualsiasi momento della partita: non è un caso che il centravanti sia reduce da quattro gol in altrettante partite (l’ultimo dei quali contro il Napoli di vitale importanza in ottica playoff) e possa vantare una media di una rete ogni 105’ giocati. Numeri importanti per un attaccante che si appresta a guidare la Fiorentina Primavera alla conquista di uno scudetto che manca in riva all’Arno ormai dal 1983 e che già il prossimo anno, con la maglia da titolare tra i baby, potrebbe iniziare a saggiare con continuità anche lo spogliatoio della prima squadra. Un obiettivo che il fiorentino Gori non vuole certo farsi sfuggire, facendo sognare Firenze a suon di reti.