«Sono fiera della Fiorentina»

«Il calcio rosa grande segnale per tutto lo sport»

UN PO’ DI GIAMAICA, un po’ di Inghilterra, ma poi Fiona May ha scelto l’Italia e Firenze (dove vive tuttora con le figlie) per stabilirsi e vincere. E di vittorie la May ne ha ottenute tante nell’atletica, in particolare nel salto in lungo. Da qualche anno però è legata alla Federazione di calcio, un mondo nuovo per lei ma dove ha un ruolo importante per l’integrazione e la lotta al razzismo. E’ lei stessa a parlarne a «Viola week»: «Sono responsabile della Commissione per l’Integrazione della Figc ed è un lavoro impegnativo perché abbiamo tanti progetti in giro per l’Italia e non solo, cerchiamo insomma di creare una cultura in questo senso. Inoltre con Rete abbiamo coinvolto circa 230 minorenni stranieri non accompagnati dei centri Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) in tornei la cui finale si svolgerà a Coverciano quando arriverà la Nazionale. Inoltre sono capo delegazione dell’Under 19 femminile che ad agosto avrà gli Europei».

Tanto lavoro, ma incidenti come quelli a Muntari – fischiato a Cagliari e poi uscito dal campo perché pretendeva la sospensione della partita da parte dell’arbitro -ne accadono ancora. Lei cosa ne pensa?

«Mi sarebbe piaciuto incontrarlo domani allo stadio ma a Fiorentina-Pescara non potrò esserci per motivi famigliari: mia figlia ha una gara importante e voglio seguirla da vicino, ma dopo la fine della stagione voglio parlarci per dargli il mio sostegno».

Per il calcio femminile, quanto è importante il lavoro della Fiorentina in questo campo?

«Moltissimo, perché è stata la prima ad inglobare una squadra femminile nella società e mi fa molto piacere che stia raccogliendo i frutti. Sono molto fiera che sia la Fiorentina a fare da apripista e le faccio i complimenti».

Della squadra maschile invece cosa pensa?

«Da tifosa mi aspettavo di più, sono rimasta delusa perché è un peccato che non abbia raggiunto almeno la zona Europa. E’ stata una stagione buttata via, qualunque siano le motivazioni, ma credo che alcune partite siano state proprio sbagliate. Un peccato».

Lei ha conosciuto Bernardeschi anche in occasione di alcune iniziative, spera che resti?

«Mi piace tanto come giocatore e spero che la Fiorentina riparta da lui. Ma sono stata anche io un’atleta e quindi so che solo Bernardeschi può capire cosa è meglio per il giocatore».

Sua figlia Larissa è già campionessa d’Italia nei 300 ostacoli. Ne è orgogliosa?

«E’ stata una sorpresa nei 300 ostacoli, ha avuto coraggio e sono fiera di lei come madre ma come atleta non voglio che abbia pressioni per me».