Il cuore di Pando batte per i Viola

di NICCOLO’ CASALSOLI

«LA PASSIONE per la Fiorentina mi è scoppiata da piccolo. Quando ho visto per la prima volta quella maglia viola, l’amore è stato a prima vista». L’insospettabile frase è di Davide Bonora. Il basket e la Fiorentina sono le due grandi passioni dell’ex playmaker e cervello di Glaxo Verona, Benetton Treviso e Kinder Bologna, tanto per citare le tre squadre più importanti che lo hanno reso un vincente del basket italiano. Una data però ha segnato l’inizio della passione di ‘Pando’ per la Fiorentina: 22 novembre 1981. È il giorno di Fiorentina-Genoa e dello scontro fra Antognoni e Martina. «Ero a Firenze insieme a mia madre per trovare un’amica. Avevo otto anni, fu una giornata indimenticabile per l’infortunio ad Antognoni. A quei tempi, negli ultimi dieci minuti, le porte dello stadio venivano aperte a tutti. Entrai anche io. Si respirava un’aria irreale. Ero piccolo, ma ricordo tutto benissimo. Quella maglia viola da quel momento è diventata una fede».

IL BASKET nella carriera di Bonora è stato una professione totalizzante, dentro e fuori dal campo, ma questo non gli ha impedito di legarsi nel tempo libero alla Fiorentina. «La squadra che ricordo con più piacere è quella che sfiorò lo scudetto nel 1982. So la formazione a memoria. Sono però legato anche alla Fiorentina di Prandelli e a quella di Montella. Due squadre che mi hanno fatto divertire molto». A Firenze ora si vive un periodo di transizione. La fine del ciclo biennale con Sousa ela rivoluzione dell’organico ormai alle porte. Bonora, da uomo di sport, legge così il momento: «Sousa è un grande professionista. Forse troppo, nel senso che in alcune situazioni mi sembra che ci abbia messo poco cuore nel gestire alcune situazioni. Tanta professionalità, ma forse serviva un briciolo di passione in più perché Firenze è una piazza che vive di questo». Oggi c’è Fiorentina-Lazio. Da romano di adozione, Bonora vede nella Lazio la sorpresa di questa stagione: «Senza l’Europa, ha dato il meglio di sè. Simone Inzaghi ha portato la Lazio a un livello ben superiore alle aspettative di inizio stagione. Hanno vinto i derby con la Roma, sono in finale di Coppa Italia: così è rinato anche il rapporto fra società e tifosi, che prima erano molto distanti.

LA FIORENTINA avrebbe bisogno di questo, di ottenere risultati per migliorare il rapporto con la sua gente». Una smesso di giocare, Bonora ci ha messo qualche anno per trovare il nuovo percorso professionale, ma ora ha deciso. «Mi sento un allenatore. Conl’Eurobasket negli ultimi anni abbiamo fatto un grande lavoro e sono contento di poter continuare a portarlo avanti. Spero chela prossima Fiorentina sia giovane e frizzante ci regali più entusiasmo, senza fare la guerra alle big che sono lontano per budget e introiti. In questo senso la gestione dei Della Valle è sempre stata corretta. Il nuovo allenatore? Spalletti è il sogno, anche se rimpiango che la Fiorentina due anni fa non sia arrivata a Sarri».