Cercare la profondità per mettere in crisi un Palermo alle corde

LA VITTORIA DEI TREQUARTISTI

Difficile dare un’interpretazione razionale di una partita, quella con l’Inter, vinta dai trequartisti e persa dai mediani. Kondogbia-Gagliardini da una parte, BadeljVecino dall’altra, hanno sempre lasciato la possibilità ai giocatori più tecnici della squadra avversaria di ricevere palla liberamente tra le linee per poi aprire sulle fasce o verticalizzare sull’attaccante centrale. Ne hanno tratto giovamento Babacar e Icardi che si sono trovati a finalizzare molte di queste azioni. Fossi Sousa non sarei così contento della prestazione dei suoi ingigantita nella fase offensiva dai demeriti avversari. Sarei realmente preoccupato delle deficienze croniche della difesa e dell’incapacità della mediana di fare scudo. L’immagine più eclatante è il replay che fotografa il posizionamento viola al momento dell’assist di Joao Mario per il secondo gol di Icardi.

I MEDIANI ARRANCANO

Badelj e Vecino, saltato in maniera irrisoria, arrancano dietro al portoghese. Maurito si è appena staccato da Astori per suggerire al compagno il passaggio nello spazio, dilatatissimo, creatosi tra i due centrali. Astori è distratto dall’arrivo di Candreva, Sanchez troppo largo sul lato opposto. Eppure rispetto alla clamorosa debacle nel derby toscano la squadra era stata ridisegnata secondo buon senso, con Milic a sinistra e Borja Valero riportato nel ruolo che gli compete di mezza punta. Evidentemente non si tratta di un problema di uomini ma di mentalità e di atteggiamenti. Aspetti su cui le responsabilità del tecnico sono evidenti. La fase di possesso è spettacolare, spesso efficace, ma porta la squadra ad aprirsi anche coi difensori e a portare molti giocatori sopra la linea della palla. Inoltre una volta persa palla c’è poca cattiveria nel pressing immediato così che è fin troppo facile ripartire per l’avversario.Difficile porre rimedio a certi squilibri nelle poche giornate che mancano alla fine del campionato e, probabilmente, dell’era Sousa. Il bilancio complessivo sarà tracciato solo al termine.

CONQUISTA LAST MINUTE

Chiaro che la conquista last-minute del sesto posto valido per un ticket europeo cambierebbe il senso del suo mandato. Possiamo però già dire che la sua esperienza si è posta in linea di continuità con quella del predecessore. Come Montella ha saputo esprimere un calcio estetico e propositivo, valorizzando giovani di talento, ma, forse ancor più del suo predecessore sono mancate la sicurezza difensiva e la continuità di risultati. La gara di Palermo offre la possibilità di puntellare la classifica, sperando in ulteriori passi falsi della concorrenza. I rosanero sono reduci da una gara disastrosa all’Olimpico. Il disegno strategico che era quello di chiudersi e ripartire è fallito nei primi minuti. Troppa la fragilità psicologica, prima che tattica, della squadra al cospetto di una Lazio straripante. I giocatori sono ormai troppo frastornati e avviliti dai tanti avvicendamenti in panchina e, anche, alla guida della società.

MANCANO I RIFERIMENTI

Mancano i riferimenti a cui appigliarsi anche nello spogliatoio. La rosa ha giovani interessanti che sicuramente potranno emergere in prospettiva ma che avrebbero avuto bisogno di un contesto meno disaggregante. Pochi i giocatori di riferimento e anche Diamanti, che avrebbe dovuto dare proprio questo è stato spesso relegato in panchina, finendo ai margini del progetto tecnico, se di progetto si può parlare. L’unica stella da temere è il centravanti Nestorovski che, nonostante l’annata maldestra, è riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista segnando gol di ottima fattura. La Fiorentina dovrà affrontare la gara col piglio giusto, soprattutto nei primi minuti, quando i padroni di casa dovranno far fronte anche alle contestazioni del proprio pubblico. La tensione emotiva è il vero fattore da temere. Contro una squadra disperata le armi da mettere in campo saranno quelle della tecnica e della tranquillità. Bortoluzzi, al suo esordio in panchina, era riuscito a tenere al Bologna (ridotto però in 10 sin dal primo tempo) con un accorto 4-5-1. Probabile che siano riproposti lo stesso assetto e lo stesso atteggiamento. Se così fosse i viola si troveranno ad affrontare una gara completamente diversa rispetto a quella con l’Inter. I trequartisti avranno meno spazio a disposizione per ricevere la palla addosso. Dovranno essere sfruttate prima le corsie esterne per poi attaccare la profondità in seconda battuta. Potrebbe, quindi, tornare utile nuovamente Chiesa, uno dei pochi in grado di creare la superiorità numerica saltando l’avversario in dribbling. In fase difensiva si spera nel recupero di Gonzalo per ridare logicità ad un reparto quasi allo sbando. E’ la difesa il reparto sul quale la Fiorentina si deve maggiormente concentrare, anche in fase di mercato per il prossimo anno.