«E’ STATA un’emozione impagabile, ho vissuto sensazioni rare che resteranno per sempre nella mia mente e nel mio cuore». Sono passate due settimane dalla trionfale conquista dello scudetto della Fiorentina Women’s (davanti a 8mila tifosi al «Franchi»), ma Cristina Scaletti ha ancora la voce rotta dall’emozione quando parla di questa impresa alla quale ha contribuito come responsabile scientifico dell’area sanitaria della squadra viola di calcio femminile. Un’impresa sportiva, ma non solo come tiene a sottolineare Scaletti. «Quando si parla di parità di diritti la vera differenza, al di là dei proclami, è segnata dai fatti. Ecco, la scelta della Fiorentina di investire sulla squadra femminile e di darle la stessa dignità, la stessa cura e la stessa attenzione rispetto alla squadra maschile è un esempio positivo che spazza via una parte di pregiudizi di chi pensava al calcio come sport esclusivamente maschile. Spero che sempre più società seguano questa strada e che presto il calcio e altre discipline sportive femminili possano diventare professionistiche come quelle maschili».

Un bello spot per il calcio femminile, ma anche un esempio positivo per la società civile

«Esatto. Credo che lo sport sia uno straordinario veicolo di diritti e questi esempi concreti, come quella partita scudetto davanti a 8mila persone al Franchi, sono strumenti preziosi per abbattere i muri delle differenze e delle discriminazioni. Anche per questo (oltre che per avermi fatto vivere questa esperienza straordinaria) ringrazio la famiglia Della Valle, Mario Cognigni, Sandro Mencucci e Vincenzo Vergine».

Tutti hanno sottolineato come questa sia stata una vittoria del gruppo.

«Lo confermo, un gruppo splendido di ragazze, ma anche uno staff di altissimo livello che ringrazio per quanto è stato prezioso in questo cammino che per me è stato gratificante sotto tutti i punti di vista: come medico, come sportiva (ho fatto salto in alto per tanti anni) e come tifosa della Fiorentina, naturalmente».

Com’è stato il lavoro con queste ragazze?

«Bello, sono ragazze serie e mature anche sul piano della percezione delle proprie prestazioni e questo è un valore aggiunto per uno staff scientifico. Con l’avvicinarsi del traguardo eravamo sotto pressione, ma le ragazze hanno una bellezza emotiva e raccontano la loro gioia in maniera pura e pulita».

E il rapporto con i tecnici Fattori e Cincotta?

«Ottimo e anche questo è essenziale per lavorare bene, ma, ripeto, devo ringraziare tutto lo staff, lo faccio collettivamente perché sarebbe una lista troppo lunga».

Ora l’Europa…

«Sfida affascinante, ci permetterà di confrontarci con un mondo che vive il calcio in maniera diversa e questo ci aiuterà a crescere. Non vediamo l’ora».