UNO DEI VOLTI più belli e sorridenti della Rai è quello di Caterina Balivo, conduttrice del programma di punta del pomeriggio di Rai Due, «Detto Fatto», che ora ha lasciato spazio al ciclismo. «Torneremo con l’edizione Summer dal 29 maggio fino all’11 giugno e stiamo preparando delle cose molto belle, divertenti con tanti ospiti interessanti» racconta a «Viola week». Dopo l’11 giugno riposo assoluto anche perché, spiega Caterina: «Sono al sesto mese di gravidanza e tutto procede molto bene». Ad agosto dunque darà alla luce la secondogenita dopo Guido Alberto, figlio avuto nel 2012 dal marito Guido Maria Breda. Caterina, carriera tv a parte, è una tifosissima del Napoli. «Il viola è un colore molto glamour ed anche se faccio tv non sono scaramantica perciò mi vesto spesso di viola. Ma sono nata a Napoli da genitori talmente tifosi che lasciavano i figli a casa per andare allo stadio, anche perché negli anni 80 c’era Maradona ed era impossibile non tifare. Se uno nasce a Napoli come fa a tifare per altre squadre?Mio zio era dell’Inter elo trovavo inconcepibile per esempio. A 10 anni ho avuto un’unica défaillance – ride – per la Juve perché mi piaceva molto Tacconi, ma mio padre mi disse che era impossibile cambiare squadra e che comunque lui era geloso, così cambiai idea».

Andava o va allo stadio?

«Sono andata tante volte da piccola e anche da grande, tanto i ricordi sono gli stessi visto che il San Paolo a dire il vero è un po’ vecchio e fatiscente me per un nuovo stadio ci vuole il miracolo di San Gennaro, anche se non è l’unica città dove serve lo stadio nuovo».

Qualche anno fa disse che si sarebbe spogliata, stile Ferilli o Falchi per le squadre romane, se il Napoli avesse vinto lo scudetto. Lo farebbe ancora?

«Lascio spazio ad una più giovane e magra. Per queste cose c’è un limite di età».

Anche se lo scudetto sembra lontano anche quest’anno (anche se la matematica non condanna i partenopei), le piace comunque la squadra di Sarri?

«Anche se ha fatto un bellissimo campionato c’è stato spesso da soffrire anche in partite dal risultato scontato. In questi ultimi stagioni il Napoli ogni tanto molla la presa, si distrae, compresa la scorsa stagione che aveva uno come Higuain, e non so dire se è un problema di panchina o altro ma visto che è una costante qualche falla c’è».

Di Sousa che idea s’è fatta?

«Mi riallaccio al discorso fatto, del calcio come intrattenimento, e se ci sono disaccordi tra allenatore e società – come ho letto – da tifosa non mi interessa. L’idea che mi sono fatta è che lui ha un’idea troppo internazionale di calcio e forse non si è calato nella realtà italiana come fanno tanti tecnici stranieri. La Fiorentinala seguivo con piacere quando c’era Montella che è uno degli italiani bravi, vedi anche Conte, Allegri ed ora Inzaghi che ha fatto così bene con la Lazio e che sono appunto italiani. Se la Fiorentina fa bene ad affidarsi ad un tecnico Made in Italy? Me lo auguro per lei e per il bel calcio».

A Capri lei ha conosciuto i Della Valle che a Firenze sono accusati di poca passione, lei che ne pensa?

«A me sembra che ce la mettano. Una volta parlavamo di tifosi e convenivamo che è bello avere delle tifoserie calde come quelle di Napoli e Firenze. Secondo me i napoletani sono più bonaccioni mentre i fiorentini non fanno passare nulla, hanno uno spirito più critico diciamo».