Il nodo del contratto per il viola

RINNOVO fino al 2022 per Lorenzo Insigne, che guadagnerà 4 milioni e mezzo all’anno. Ovviamente netti. Stipendio e prospettive top, il pensiero corre allora alla situazione di Federico Bernardeschi, in scadenza nel 2019 e ancora in attesa di prendere una decisione: rinnovo o no? E la clausola rescissoria? Nel caso di Insigne non è stata prevista e questo in termini di paragone può essere un precedente interessante anche per Bernardeschi, che si trova in una fase abbastanza delicata della sua carriera: richiesto la scorsa estate da altri club (Juventus e Inter arrivarono ad offrire quasi 30 milioni, proposte respinte dalla Fiorentina) il giocatore è già al centro di un groviglio di voci. Ovvio che a 23 anni la prospettiva di indirizzare la carriera verso un orizzonte più panoramico sia legittima, la Fiorentina però ha il dovere di provarci fino in fondo. Lo ha fatto offrendo a Bernardeschi uno stipendio che ha assolutamente soddisfatto il giocatore: la cifra più alta all’interno dei parametri viola. Siamo abbastanza lontani da 4 milioni e mezzo netti offerti da De Laurentiis a Insigne, ma il rilancio economico viola è stato significativo, a testimonianza della volontà di non perdere il giocatore.

IL PROBLEMA è che Insigne si trova inserito in un contesto che ha già dimostrato di essere vicino a livelli altissimi, mentre Bernardeschi sa bene di trovarsi alla vigilia di una profondissima smazzata tecnica: in panchina arriverà Pioli, ma tutto il resto? Dovrà essere direttamente Andrea Della valle a convincere il giocatore, assicurandogli che la proprietà farà di tutto per mantenere il livello medio-alto, e semmai proverà a migliorarlo. E poi c’è il tema della clausola: Insigne è riuscito a evitarla ed è ovvio che il valore del ‘blocco’ dovrebbe essere parametrato allo stipendio. Esempio: difficile pretendere una clausola da 80 milioni a fronte di un ingaggio, seppur alto, lontano da quello garantito a Insigne. Ma più ancora dei soldi, nel caso di Bernardeschi sembra essere decisiva la speranza di vincere qualcosa, o almeno la speranza di provarci avendo una struttura che permette in partenza di poterci credere. Ancora una settimana di pazienza, dopo il Pescara tutto dovrebbe essere più chiaro. L’importante è che la Fiorentina non trascini troppo il confronto, nessuno sentirebbe la mancanza di un tormentone estivo.