Speciale Terza Età

Grosseto

Case protette e Residenze Sanitarie Assistenziali per chi non è autosufficiente

Gli alloggi con servizi di tipo medico-riabilitativo

Due sono le soluzioni principali per persone anziane non autosufficienti: le case protette e le Residenze Sanitarie Assistenziali (Rsa). Nelle prime si trovano terapisti, medici e infermieri che garantiscono un aiuto nelle attività quotidiane e l’assistenza sanitaria di base, coniugando servizi socio-assistenziali e servizi sanitarioriabilitativi. La retta può essere in parte a carico del Comune di appartenenza e in parte a carico del cittadino. Le Rsa – pubbliche o private – offrono, invece, una sistemazione residenziale con un’impronta più domestica, stimolando al tempo stesso la socializzazione tra gli ospiti e garantendo tutti gli interventi medici, infermieristici e riabilitativi necessari. Per richiedere l’accesso a una Rsa è necessario rivolgersi alla Asl o al Servizio sociale del quartiere di residenza per avere riconosciuta la condizione di non autosufficienza. Le spese sono in parte a carico del Servizio Sanitario Nazionale, in parte a carico del Comune e in parte a carico del cittadino. www.intrage.it

Per chi ha bisogno di un po’ d’aiuto

Le case di riposo sono alloggi per anziani parzialmente autosufficienti, nelle quali gli ospiti risiedono in stanze a uno o due letti. Dotate di servizi comuni (ristorante, luoghi di socializzazione, lavaggio biancheria, servizi sanitari di base…), possono offrire anche attività ricreative, l’aiuto per l’igiene personale, l’hospice e altri servizi. Il costo può essere a carico dei servizi sociali del Comune o con una quota a carico del cittadino.

PICCOLE COMUNITÀ

Vivere serenamente la vecchiaia

D’impronta autosufficiente sono le case albergo e le residenze sociali assistite. Le prime sono strutture private costituite da appartamenti autonomi, con alcuni servizi collettivi. Possono usufruire delle case albergo le persone pensionate che non hanno bisogno di un’assistenza particolare e che vogliono condurre una vita autonoma in comunità. Le residenze sociali assistite consistono invece in piccole strutture di tipo alberghiero, che assicurano il riordino delle stanze, il vitto, il lavaggio biancheria e simili, con anche l’assistenza sanitaria di base e l’organizzazione di varie attività ricreative.


Il novantenne inglese Derek Taylor insegna le regole per combattere la solitudine

Socializzare, imparare a usare il computer ed essere attivi

Quando un anziano subisce una perdita o per qualche motivo si trova a vivere da solo, spesso è preso dallo sconforto e rischia di lasciare che le proprie giornate passino in un grigiore sconsolante. Ma come rompere la gabbia della solitudine? Lo spiega il novantenne inglese Derek Taylor, residente a Manchester, che avendo perso nello stesso periodo la compagna e la sorella ha stilato una lista di cose da fare per vincere il senso di isolamento. I primi punti sollecitano a impegnarsi nel costruire nuove amicizie, coltivare un hobby e visitare la comunità locale o un centro ricreativo per valutarne le offerte. Diversi sono poi i consigli che spronano alla vita sociale: prendere un coinquilino, contattare amici e parenti che non si sentono da tempo, fare amicizia con i vicini, fare telefonate più frequenti senza aspettare che siano gli altri a chiamare. Non manca il suggerimento di imparare a utilizzare il computer, di fare volontariato e di non temere di chiedere aiuto ai servizi sociali locali. www.quotidiano.net

L’OBIETTIVO

Imparare a vincere il senso di isolamento aprendosi alla vita sociale

MANCHESTER LE REGOLE DI DEREK TAYLOR SONO DIVENTATE LA GUIDA PER TUTTI

Anche il web e i social hanno diffuso la notizia

FIERO DEL proprio lavoro, Derek Taylor lo ha spedito agli impiegati del Manchester City Council, ovvero il consiglio comunale della città, che ne sono rimasti profondamente colpiti e hanno deciso di utilizzarlo a fini di educazione della cittadinanza. La lista è stata infatti inserita all’interno di un opuscolo volto a sensibilizzare le persone sui problemi di solitudine degli anziani. Ma non finisce qui, perché il successo è arrivato presto anche sul web e la notizia è girata da un sito all’altro e persino sui social. E così tanti anziani come Derek, abituati a vivere soli, hanno iniziato ad attingere da quella lista, fiduciosi che l’esperienza diretta di Derek possa dare indicazioni realistiche per migliorare le proprie giornate e la qualità della vita. Tutto all’insegna di un’unica parola d’ordine: socializzare in tutti i modi possibili.

LA SOLITUDINE

Un problema troppo diffuso in tutto il mondo

Secondo le statistiche dell’ente di beneficienza AGE UK, solo il 35% degli inglesi sopra i sessantacinque anni passa quotidianamente del tempo con amici o parenti, il 9% degli over sessantacinque ammette di sentirsi tagliato fuori dalla società e circa la metà considera la televisione la principale fonte di compagnia. Il problema della solitudine tra gli anziani è dunque molto diffuso e coinvolge tutti i paesi del mondo, non solo l’Inghilterra. È quindi importante riuscire a trovare il modo di fornire loro consigli utili e strumenti concreti per uscire da questa situazione di isolamento.

2017-03-30T13:51:59+00:00