Sogno Nerazzurro

Ragione e sentimento

BOLGIA ALL’ARENA Gattuso: «Vinciamola insieme»

 Appello ai tifosi: «Ci serve la spinta della città»

di GABRIELE MASIERO

«GIOCARE ogni partita come se fosse una finale». E’ la ricetta di Rino Gattuso per conquistare la salvezza e compiere quello che lui stesso definisce «un miracolo sportivo». Lo ha detto subito dopo l’arrivo nella stanza dei bottoni della nuova proprietà e prima ancora che il mercato invernale desse i buoni risultati che sta dando in questo momento. E lo ripete oggi ai suoi, ogni volta che avverte anche un impercettibile calo di tensione. Lui, da giocatore, di finali ne ha giocate in quantità, sa cosa vuol dire vincere e sa anche che la sua Champions oggi è la salvezza a Pisa. Testa e cuore spesso sono la benzina per le gambe. «Ringhio» lo sa e sa anche che per arrivare all’obiettivo servono tutele componenti. Per questo stasera l’Arena deve essere una bolgia di entusiasmo e di passione per spingere il Pisa verso tre punti che sarebbero pesantissimi.

LA PARTITA di stasera è tutt’altro che semplice, contro un avversario scorbutico anche se alla portata dei nerazzurri. Però questa gara, ha confessato il tecnico ai suoi colaboratori più stretti, «la possiamo vincere se a giocarla saremo tutti insieme». Ecco perché quando ad Ascoli nello spogliatoio rossocrociato ancora si udivano le grida di gioia di Mannini e compagni, Gattuso era già sintonizzato sul match di stasera e affidava in sala stampa ai taccuini dei giornalisti il messaggio in bottiglia per i tifosi: «Saranno fondamentali – ha detto appena mezz’ora dopo avere asfaltato i bianconeri – il sostegno, la carica e la passione dei nostri tifosi. Abbiamo bisogno della spinta di tutta la città per tornare a vincere anche all’Arena».

PISA PUÒ E DEVE vincere, remando tutta dalla stessa parte come ha dimostrato di saper fare alla grande nei sei mesi appena trascorsi per impedire a Petroni e al suo clan di distruggere tutto. Oggi sembra passata una vita da allora, ma Gattuso non dimentica. E non arretra di un centimetro. «Non abbiamo ancora fatto nulla – ha ripetuto ai suoi giocatori ieri e domenica durante gli allenamenti – e dunque dobbiamo continaure soltanto a lavorare a testa bassa». Non è tipo da fronzoli, Ringhio. E lo sanno benissimo tutti coloro che frequentano lo spogliatoio, dove sulla lavagna c’è una classifca diversa da quella che vedono tutti gli altri: lì il Pisa ha 4 punti in meno (il massimo della penalizzazione possibile grazie alla gestione Petroni-Lucchesi) ed è ancora sott’acqua. Ecco perché stasera servirà un’Arena caldissima che sostenga la squadra dall’inizio alla fine. In serie B i campionati si vincono anche così (e questa salvezza vale quanto un campionato vinto). Con il calore e l’amore dei tifosi. Un catino di passione che faccia capire a Manaj e soci che non saranno mai soli e che anzi, lo stadio Romeo Anconetani, sarà il fortino dove costruire i presupposti per centrare il «miracolo sportivo», come dice Gattuso. Uno stadio all’inglese, tutt’uno con la squadra. Uno stadio europeo, perché questo ormai è lo standard di riferimento in tutto il calcio che conta: dove si canta dall’inizio alla fine, a un passo dal campo, e si partecipa, quasi direttamente, alla partita che si sta vedendo. E’ anche l’idea dello stadio futuro che ha in mente Giuseppe Corrado per la nuova vita dell’Arena. E non è un caso.

2017-02-28T18:52:08+00:00