Speciale Formula 1

Melbourne, si parte!!!

di LEO TURRINI

ECCO dieci buoni motivi per credere nel grande sogno Ferrari per il 2017. Fermo restando che, per obiettività di cronaca, sussistono anche elementi che invitano alla cautela (e in queste pagine saranno ovviamente espressi, ci mancherebbe). Ma iniziamo dall’ottimismo della volontà. Pronti? Via!

1 I TEST

Onestamente nessuno si aspettava che nelle prove precampionato la SF 70 H potesse rivelarsi subito così competitiva. Soprattutto, per la prima volta dopo molto tempo, le indicazioni ‘teoriche’ (simulatore, galleria del vento, banco prova) combaciano con i verdetti della pista.

2 LE GOMME

Una delle innovazioni della Formula Uno targata 2017 è rappresentata dalle gomme, molto più larghe. Ebbene, in passato la Rossa si inguaiava sempre quando si trattava di sfruttare al meglio gli pneumatici. Stavolta, invece, le indicazioni sono incoraggianti.

3  IL MOTORE

La power unit di Maranello doveva ancora recuperare qualcosa sul motore della Mercedes. Non è detto che il gap sia stato colmato, in particolare nella prestazione sul giro da qualifica. Ma quest’anno gli interventi sul propulsore sono ‘liberi’, cioè non sono limitati da regole assurde. E questo è un bonus per la Ferrari.

4 LO SVILUPPO

Il tallone d’Achille della Ferrari, più o meno dalla fine dell’era Schumacher, sta qui: l’incapacità di progredire nell’arco della stagione, quando sistematicamente gli aggiornamenti preparati per la monoposto non si traducono in vantaggi concreti. Adesso il direttore tecnico Mattia Binotto crede tantissimo in una diversa organizzazione del lavoro e le indicazioni dei test di Barcellona sono state positive.

5   IL METODO

Qui si va quasi sul filosofico e questa è la scommessa più grande del presidente Sergio Marchionne. In pratica il successore di Montezemolo ha rifiutato qualunque suggestione ‘esterna’: non abbiamo bisogno di assi stranieri, ha ripetutamente spiegato. E ha varato una metodologia di lavoro ‘orizzontale’, spersonalizzando la gestione delle varie aree del reparto corse. Può essere una rivoluzione…

6 IL PILOTA

Seb Vettel non è un perdente. Ha vissuto malissimo il 2016, quando immaginava di avere in mano una macchina in grado di lottare con la Mercedes e si è presto ritrovato ad osservare malinconicamente gli scarichi pure della Red Bull. Il tedesco è motivatissimo, ha il contratto in scadenza, si rende conto che andarsene da Maranello a mani vuote sarebbe la certificazione di un fallimento anche individuale, visto che ha fortissimamente voluto la Ferrari, sognata sin da bambino.

7 IL DRIVER

Kimi Raikkonen non ha bisogno di presentazioni. Appartiene già alla storia migliore della Rossa, essendo l’ultimo campione del mondo con il Cavallino, ormai dieci anni fa. Sta consumando una seconda giovinezza, lui che è il pilota più anziano in pista. Forse è al passo d’addio, di sicuro darà sempre il massimo.

8 LA POLITICA

Conta pure quella, ai box. La Ferrari sembra aver recuperato un minimo di autorevolezza nei rapporti con la federazione internazionale. Le iniziative volte a mettere in difficoltà la concorrenza, sulle interpretazioni regolamentari in materia di sospensioni e quant’altro, vanno nella direzione giusta. Ma servirà una vigilanza costante, la Mercedes è la padrona del giocattolo…

9 GLI UOMINI

Nonostante le tante sconfitte, alla gente che lavora in Ferrari mai è venuto meno l’orgoglio, lo spirito di appartenenza, il senso di contribuire ad una Storia che ha già settant’anni. Ci fosse bisogno di un apporto decisivo, questa gente non sbaglierà.

10 LA FORTUNA

Diavolo, serve anche quella! La Formula Uno è tecnologia sofisticatissima, eppure talvolta la differenza la fanno particolari minuscoli. La Rossa è in credito con la sorte. Hai visto mai che…


Sospensioni e carburante: sarà ricorso?

Melbourne

FORSE avranno molto lavoro gli ispettori della Federazione internazionale dell’automobile presenti ai box del Gran Premio di Australia. Infatti, dopo molti anni, non è da escludere che la stagione prenda il via all’insegna delle contestazioni sulla applicazione dei regolamenti. Se ne saprà qualcosa in più prima delle qualifiche, in programma nella notte italiana tra venerdì e sabato. L’ultima indiscrezione riguarda una iniziativa della Renault. Il costruttore francese (fornitore di Red Bull e Toro Rosso ma anche iscritto al campionato con una sua squadra) ha inviato una lettera alla Fia. Oggetto: ma è legale l’utilizzo di una miscela composta da olio e benzina per incrementare le prestazioni del motore? La richiesta di delucidazioni mette nel mirino la Mercedes e la sua formidabile power unit. I tedeschi hanno già risposto, sia privatamente che in pubblico, con la consueta aggressività: qui c’è chi prende lucciole per lanterne, la nostra soluzione è nota da tempo e rientra perfettamente nei canoni del codice, invece di blaterare i rivali farebbero meglio a copiarci.

UN’ALTRA QUESTIONE riguarda, non da oggi, la legittimità dei sistemi di gestione delle sospensioni. Durante l’inverno era stata la Ferrari a sollevare il problema, sempre con una missiva indirizzata alla federazione internazionale. Da Maranello si dubitava della liceità di una soluzione ‘idraulica’, che violerebbe lo spirito del regolamento se non addirittura la lettera delle norme. In questo caso, la risposta della Fia è stata abbastanza fumosa. Da quel che si è capito, la Red Bull è stata invitata a modificare il suo schema (e ciò spiegherebbe la non esaltante prestazione offerta dai Bibitari nei test pre campionato), mentre la Mercedes sarebbe stata scagionata da qualunque sospetto. Adesso, nelle ore che precedono la prima tappa del campionato, chi volesse insistere con le lamentele non avrebbe che una strada: depositare un reclamo ufficiale, da sottoporre in prima istanza ai commissari di gara ed eventualmente, in sede di appello, ai giudici di secondo grado del tribunale sportivo di Parigi. Accadrà?


Perché invece è bene non illudersi

Vittorie, team, talento: in più Hamilton ha il ‘pulsante magico’

E POI ci sarebbe anche il pessimismo della ragione. Cioè, per un mondiale che comincia inevitabilmente all’insegna della speranza Rossa, è giusto riconoscere che esistono elementi che spingono a diffidare della euforia della vigilia. Provo ad elencarli, augurandomi che tali argomentazioni possano essere smentite in fretta e furia dai verdetti dell’asfalto.

1 IL DOMINIO. Nel 2016 la Mercedes si è aggiudicata diciannove Gran Premi su ventuno. E aveva spadroneggiato anche nelle ultime due stagioni precedenti. Per quale motivo dovrebbe aver smarrito la supremazia? Cambiano le regole, d’accordo. Ma non in misura tale da immaginare ribaltoni clamorosi.

2 IL GRUPPO. Tra l’altro la Mercedes ha una organizzazione forgiata attraverso gli anni. Dietro i trionfi della Freccia d’Argento ci sta un investimento massiccio, da miliardi di euro. Non è che una struttura così si squaglia c osì, perché si montano gomme più larghe. E l’addio del dt Paddy Loqwe e del campione in carica Nico Rosberg non ha generato panico.

3 L’ASSO. A proposito di chi guida, l’abbandono del detentore del titolo si traduce in una terrificante carica aggiuntiva per Lewis Hamilton. Già il Nero ha incassato malissimo la sconfitta per mano di Rosberg, figuriamoci cosa è disposto a fare pur di stracciare il neo compagno Bottas. La furia di Lewis sarà l’arma in più della Mercedes.

4 I TEST. Attenzione: c’è chi giura che in occasione delle prove pre campionato di Barcellona il team di Stoccarda abbia clamorosamente bluffato. Hamilton e Bottas sarebbero andati in pista con un limitato carico aerodinamico e addirittura con la power unit depotenziata. Fosse così, i risultati pro Ferrari andrebbero reinterpretati in maniera assolutamente diversa.

5 I SEGRETI. Da anni si mormora che la Mercedes disponga di un ‘pulsante magico’ in grado di incrementare la prestazione del motore sul giro secco, da qualifica. E infatti in pole e in prima fila ci stanno sempre loro. Ora, con le regole nuove si sostiene che sorpassare in pista sarà praticamente impossibile. E dunque, con Hamilton in pole, poi chi gli passa davanti? E come?

6 I TRUCCHI. La Ferrari ha chiesto alla federazione internazionale spiegazioni sul sistema di gestione delle sospensioni sulla Freccia d’Argento. Mentre la Red Bull si lamenta della combustione della power unit tedesca. Sono trucchi? Forse. Ma finora non si capisce bene quale posizione intenda assumere la Fia in sede di verifiche. Di solito, la federazione si schiera sempre con la Mercedes, ehm ehm…

7 LA RED BULL. Nell’immaginare la stagione Ferrari, occorre poi tener presente l’insidia Bibitara. Con norme che esaltano la funzionalità aerodinamica delle vetture, la Red Bull diventa ben più di un outsider. Ricciardo e Verstappen sono sicuri di poter tenere dietro le Rosse, per giocarsela con Hamilton e Bottas. Possibile stiano prendendo una cantonata?

2017-03-23T18:14:21+00:00