Sogno Nerazzurro

Fiducia

Pro Vercelli ancora in bilico «Dobbiamo vincere per salvarci»

Il presidente piemontese Massimo Secondo non nasconde gli obiettivi

di ALDO GAGGINI

ORA CHE LA SALVEZZA è un miraggio, al Pisa serve un sussulto d’orgoglio per concludere una stagione travagliata iniziata tra mille problematiche societarie e condotta in costante salita. Non è ancora tempo in casa nerazzurra di parlare del futuro, anche se il presidente Corrado ha già anticipato la volontà di restare comunque vada al timone della società adeguando i programmi alla nuova realtà, se Lega Pro dovrà essere. Il futuro Pisa, almeno nelle intenzioni, sarà competitivo a prescindere dalla categoria in cui dovràmisurarsi. Più incerta la posizione di Gattuso, ma quello della guida tecnica è un aspetto che verrà preso in considerazione a bocce ferme. Oggi, intanto, c’è da sbrigare la pratica Pro Vercelli. Una sfida-salvezza, quando fu stilato il calendario, ora una semplice partita da onorare al meglio cercando magari di tornare a quel successo che in casa nerazzurra manca ormai da dieci giornate (cinque pareggi e cinque sconfitte) e sopratutto ritrovare la via del gol irrimediabilmente smarrita da tempo immemorabile. La Pro Vercelli, alla quale il Pisa contese lo scudetto del ’21, arriva all’Arena con malcelate ambizioni di successo. Subito dopo il pareggio a reti inviolate con la Salernitana, il presidente piemontese Massimo Secondo ha parlato in termini espliciti: «E’ un peccato non essere riusciti a chiudere subito con la Salernitana la pratica salvezza, ci riproveremo a Pisa. Ci piacerebbe ottenere qualcosa in più degli anni passati superando il nostro record di punti fermo a 49. Sono consapevole che per i nerazzurri questa partita sarà una sorta di ultima spiaggia, faranno di tutto per mantenere vivele speranze di rientrare nel giro della permanenza. L’Arena è un campo molto caldo, ma i ragazzi hanno dimostrato di potercela giocare alla pari contro tutti».

SUL FRONTE nerazzurro si parla sopratutto di dignità da difendere. Nella sua storia, il Pisa non è mai retrocesso, in nessuna categoria, con diverse giornate d’anticipo, anzi il verdetto è spesso arrivato al termine degli ultimi novanta minuti come accadde nel 2009 quando fu esiziale la sconfitta interna di misura con il Brescia. E a una prova d’orgoglio puntano sia il presidente Corrado che Gattuso. «Dobbiamo metterci la faccia e assumerci le nostre responsabilità – parole del tecnico nerazzurro –. Le stiamo provando tutte, ma abbiamo, ma incontriamo sempre grandissime difficoltà. I ragazzi devono rendersi conto che indossano una maglia gloriosa e devono onorarla fino all’ultima giornata. Nessun calo di tensione, nessuna bandiera bianca, nessun pensiero rivolto altrove. Le difficoltà sono emerse quando abbiamo pagato lo sforzo di rincorrere le posizioni in classifica. Dopo l’incredibile battuta d’arresto di Vicenza che ha interrotto la nostra serie positiva, è stata esiziale sottol’aspetto psicologico, è subentratala paura, è crollatal’autostima e tutto questo ha complicatole nostre prestazioni. Mi dispiace per tutto quello che il gruppo era riuscito a fare l’anno scorso e in gran parte di questa stagione, mi dispiace per i tifosi stupendi come sempre e per la città. Mi sento l’unico colpevole. Non parliamo di futuro, mancano ancora cinque giornate da giocare. Il Pisa non è Gattuso, ha una società fortissima con importanti programmi imprenditoriali. E questo è quello che conta».

 

2017-04-27T12:24:43+00:00