Speciale Festa della Donna

Lucca

Perché si regala la mimosa?
In Italia è simbolo di femminismo

Furono le attiviste dell’Udi a sceglierlo

Il rito della mimosa, in poco più di settant’anni di storia, ha perso molto del suo smalto iniziale. Nel boom degli anni ’70, le ragazze celebravano l’8 marzo indossando con fierezza quei piccoli fiori gialli profumati. Oggi, invece, la mimosa è nella maggior parte dei casi ridotta a regalo frettoloso. La festa della donna stessa, istituita per ricordare da un lato le conquiste politiche, sociali ed economiche delle donne, dall’altro le discriminazioni e le violenze da loro subite nella storia, per molte, oggi è soprattutto l’occasione per un’uscita con le amiche. Ma perché 70 anni fa fu scelta proprio la mimosa per celebrare l’8marzo? Intanto va detto che l’usanza di regalare mimose è solo italiana. A decidere il fiore-simbolo delle lotte per la parità è stata, nel ‘46, un’assemblea dell’Udi (Unione donne italiane). La decisione fu messa ai voti (in lizza c’erano, oltre alla mimosa, anemoni e garofani, che si guadagnarono il secondo e terzo posto): vinse la mimosa perché era un fiore economico, l’unico che sboccia a marzo, quasi ‘selvaggio’ in molte parti d’Italia. www.quotidiano.net

Tanti significati tutti molto positivi

La mimosa è simbolo di innocenza, libertà, autonomia, pudore e sensibilità. In Inghilterra, in passato, le ragazze meno avvenenti erano solite infilare un fiore di mimosa nell’occhiello della giacca, della camicetta o fra i capelli per esibire la loro ideologia. Nella cultura degli Indiani d’America, invece, pare che i fiori della mimosa significhino forza e femminilità. Per questo, gli uomini erano soliti regalarne un rametto alle ragazze di cui si innamoravano.

STAFFETTA PARTIGIANA

I racconti di Teresa Mattei

Tra le attiviste che decisero per la mimosa c’era Teresa Mattei, ex partigiana molto battagliera anche negli anni successivi per i diritti delle donne. Insieme a Rita Montagna e Teresa Noce propose di adottare la mimosa e anni dopo, in un’intervista, spiegò: “La mimosa era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette. Mi ricordava la lotta sulle montagne e poteva essere raccolto a mazzi e gratuitamente”. Anni dopo, raccontò: “Quando nel giorno della festa della donna vedo le ragazze con un mazzolino di mimosa penso che tutto il nostro impegno non è stato vano”.


Il primo fiore di marzo per celebrare anche l’arrivo della primavera

Ha origini lontane: proviene dalla Tasmania

Se il giorno di San Valentino è rappresentato dalle rose rosse, in Italia, il simbolo tipico del giorno della donna è notoriamente la mimosa. La scelta, operata dall’Unione italiana donne alla fine della seconda Guerra Mondiale, è caduta su questa pianta perché in gran parte d’Italia la mimosa è uno dei primi fiori che sbocciano, proprio durante i mesi di febbraio e marzo. La scelta della mimosa, o meglio acacia dealbata, sembra comunque bizzarra in Italia, visto che, nonostante in gran parte della penisola questa pianta si sia naturalizzata, si tratta di una pianta dalle origini molto lontane. Questi rigogliosi arbusti sono infatti originari dell’Australia; vennero portati in Europa già nel XIX secolo, dove trovarono posto in molti giardini. Con il passare degli anni, in molte parti d’Italia la mimosa è sfuggita alla coltivazione in giardino, e ha trovato un habitat adatto a formare piccoli boschetti, che durante il mese di marzo divengono macchie dorate, intensamente profumate. www.giardinaggio.it

CONSIGLI

Varietà delicata: mantienila più a lungo in casa

Se abbiamo ricevuto un mazzetto di mimosa, per prima cosa dovremo tagliare un pezzetto della base del fusto, in modo da trovare una parte ben verde e fresca; quindi prepariamo una soluzione di acqua, in cui porremo una piccola quantità di succo di limone o aspirina: in genere un quarto di compressa, o 3-4 gocce, per ogni litro d’acqua. Ricordiamo di cambiare l’acqua ogni giorno e di rimuovere periodicamente una piccola porzione del fusto; infatti tali parti con il passare dei giorni tendono a marcire, accelerando la marcescenza delle parti che con essi vengono a contatto.

LE ALTRE VARIETÀ

Ecco i fiori da regalare l’8 marzo

Negli ultimi anni, la festa della donna ha perso quasi del tutto la sua connotazione politica ed è diventata una giornata priva di scontri e proteste, che spesso sembra più una celebrazione della primavera che sta per cedere il passo all’inverno. Durante tutto questo periodo, si usa regalare fiori alle donne, per festeggiare l’arrivo della bella stagione adornando nuovamente le case e colorando gli ambienti con una ventata di freschezza e allegria. In questo caso, non è necessario scegliere le mimose; in genere si opta per fiori vistosi e colorati, che cancellino dagli occhi il ricordo dei giardini grigi e spogli d’inverno. I bouquet classici in questo periodo dell’anno sono quindi a base di ranuncoli, orchidee, rose; insomma, fiori dai colori accesi e vivaci. A tutti questi, per onorare la tradizione, si possono aggiungere i piccoli e profumatissimi fiori gialli della mimosa, che doneranno al nostro omaggio un inconfondibile sapore di primavera.


Consigli di tendenza per scegliere il capo giusto da indossare

Ispirazioni e must have per la primavera estate in arrivo

Festa della donna vuol dire divertimento al femminile. Quale occasione migliore dell’8 marzo, allora, per regalare (o regalarvi) un vestito o un accessorio originale, capace di far sentire speciale la persona che lo riceve? Quest’anno, la tendenza vede il ritorno di un minimalismo sofisticato, che gioca con forme e volumi ottenuti dalla sapiente manipolazione del tessuto. Un esempio? Il plissè. I capi di questa stagione studiano nuove proporzioni, giocano con materiali come il denim, il cotone Oxford e il pizzo SanGallo, valorizzati appieno in abiti camicia, lunghi caftani e short dress. Altro must, il blazer sartoriale, a cui fanno da contrapasso eccentriche marsine, cifrate, ricamate, ciondolanti di gioielli preziosi e dettagli bijoux. Per quanto riguarda i colori, in primavera largo alle tinte accese, come l’arancione o al giallo e l’azzurro, che danno serenità e che spesso ritroviamo nei tessuti a righe dal sapore estivo. Con i primi caldi troveremo anche i colori neutri, dal beige al tortora, scelti per ingentilire i classici look da città per l’estate. www.quotidiano.net

COLORI

Quelli neutri e sobri come il tortora e il beige daranno un tocco di eleganza all’estate

ACCESSORI

Quello perfetto sa cambiare l’intero outfit

Che dire infine degli accessori? Sono sempre il regalo giusto, basta saperli scegliere! In questo campo, il segreto è ragionare sui dettagli: sono proprio loro, infatti, a dare personalità a un look. Quest’anno, di gran moda sono… gli animali, in divertenti particolari pop su borse e scarpe. Intramontabile lo stampato floreale, ma anche il bianco e il giallo tinta unita sono da non sottovalutare. Grande seguito anche ai motivi optical. Infine, largo spazio anche all’etnico: ispirazioni afro, motivi esotici, intrecci di perline… per sognare mondi lontani.

TREND DAI TESSUTI IPERMODERNI AI DETTAGLI ROMANTICI E ORIGINALI

Festeggiare con la propria metà? Idee per il look

ANCHE PER QUANTO RIGUARDA l’uomo, tante sono le tendenze tra cui orientarsi. Si va dai tessuti tecnici e ipermoderni, in collezioni particolarmente attente alla funzionalità e al comfort, a dettagli romantici e originali, capaci di rivoluzionare e dare personalità a un intero look. Che dire poi dei controversi sandali che richiedono l’abbinamento con le calze? Tinta a contrasto, e magari tirate su fino a metà polpaccio, sono un vero e proprio tormentone per la stagione. Onnipresenti sono poi le righe, soprattutto quelle verticali, magari in abbinamenti cromatici insoliti. E ancora, un altro tema borderline: la flessibilità delle taglie. Per quest’anno, largo non solo ai pantaloni “troppo stretti”, ma anche alla giacca “troppo larga”, alle maniche “troppo lunghe”… insomma, l’importante è sdoganare i luoghi comuni!


Stupire con dolcezza: torte e dolci che vi lasceranno a bocca… piena

Perché non scommettere su proposte vegan per la serata?

Sempre più spesso la festa della donna è un’occasione per una serata tutta al femminile. Sono tanti i locali che organizzano serate e cene a “tema mimosa” per onorare le donne. Ma tante sono anche le compagnie di amiche di tutte le età che, complice anche la crisi, optano per una cena a casa, magari preparata tutte insieme. Se per quest’anno anche voi state considerando di organizzare una cena a casa per l’8 marzo, e siete in cerca di ispirazioni per il menu, eccovi qualche proposta. Un’idea originale potrebbe essere quella di onorare le tendenze naturali in continua ascesa. È un fatto che, da qualche anno a questa parte, si presta sempre più attenzione all’alimentazione sana e al benessere in generale. Perché allora non stupire le vostre ospiti con una proposta non solo vegetariana ma addirittura vegana? Le ricette vegane escludono totalmente l’uso di prodotti animali e loro derivati. A dirla così, sembra di togliere quasi tutto: niente carne, niente pesce, niente formaggio, niente uova… in realtà, la cucina vegana è non solo molto sana, ma anche molto varia. E provare, per una volta, a preparare un menu vegano può essere una sfida che apre la mente e gli orizzonti culinari anche dei più accaniti carnivori. Pensiamo per esempio ai dolci: come si fa a preparare una torta senza latte, senza burro e senza uova? Ebbene, le soluzioni, anche in questo caso sono tante, gustose e salutari. Cominciamo dal latte di mucca, che si può sostituire con uno dei numerosi prodotti di origine vegetale (latte di soia, di riso, di avena, di mandorla…): sono sempre più diffusi, anche perché sempre più numerose sono le persone intolleranti al lattosio. Il burro può essere tranquillamente eliminato. Al suo posto si può utilizzare l’olio (meglio quello di semi, perché il classico olio evo è un po’ troppo “saporito”), oppure la margarina, o ancora il meno conosciuto burro di soia. Insomma, con un po’ di fantasia e qualche piccolo accorgimento, si possono ricreare quasi tutti i grandi classici della pasticceria, perfino la crema pasticcera senza uova! Ecco infine qualche suggerimento per realizzare la torta mimosa, che è il simbolo dell’8 marzo: la base è di Pan di Spagna, il ripieno e la farcitura di crema pasticcera vegan e ananas. Una torta golosa, leggera e giallissima, per festeggiare tutte le donne. www.veganblog.it

Per soddisfare ogni palato con autentiche tentazioni golose

Per concludere in bellezza una cena golosa ci vuole un dolce all’altezza. Se per la festa della donna avete optato per una cena vegana, ecco qualche proposta semplice per lasciare un dolce ricordo nella mente (e sul palato) delle vostre ospiti. Una prima idea può essere una torta a base di pasta frolla (o sfoglia), rigorosamente veg, farcita con crema bianca (ingredienti: latte veg, margarina veg, farina 00, amido di mais, zucchero, vaniglia, e scorza di limone), da guarnire con frutti di bosco. Oppure, minimo sforzo e massimo risultato, si può preparare una bella e dolcissima composizione di frutta (per realizzarla potete usare sia la frutta di stagione sia puntare su qualcosa di esotico e originale, come la papaya), magari impreziosita da qualche scaglia di cioccolata fondente e da… fiori di mimosa!

2017-03-03T17:12:35+00:00