La cultura manuale
valore d’Italia

Il servizio made to measure sartoriale applicato al jeans
e tante proposte disegnate interamente a mano

Cercare il lusso esclusivo anche in un jeans. Adesso si può se si “investe” e si cerca un prodotto storico, di qualità, che ha il denim nel Dna fin dalla fondazione nel primo Dopoguerra e fino al oggi con la famiglia Biondi al timone di un’azienda che ha molto da raccontare con i suoi archivi e con la continua ricerca nelle tendenze, nelle forme, nei materiali.
Ora Roy Roger’s dopo aver lanciato a gennaio scorso la collaborazione con il Maestro Antonio Liverano per il jeans davvero sartoriale lancia al prossimo Pitti Uomo il servizio Made tu Measure, presso lo stand dell’azienda fiorentina guidata dalla presidente Patrizia Biondi coi figli Niccolò Biondi amministratore delegato (e anche neo consigliere di amministrazione di Pitti Immagine) e Guidi Biondi direttore creativo. Qui al piano terreno del Padiglione Centrale della Fortezza da Basso sarà possibile ordinare il proprio jeans su misura affidandosi all’esperienza e professionalità di una sarta che sarà a disposizione per dare vita ad un jeans unico, espressione dello stile Roy Roger’s coniugato alla massima abilità sartoriale italiana.

Dopo aver preso tutte le sue misure e concordato il modello più adatto, l’esperta aiuterà il cliente nel personalizzare il proprio denim scegliendo una serie di dettagli, dal tessuto al filo delle cuciture, dai rivetti per le tasche alla salpa, alle fodere interne e, esclusiva di Roy Roger’s, la possibilità di scegliere il lavaggio.

L’azienda punta a rendere “Made to Measure” un progetto itinerante, da presentare ai clienti anche attraverso una serie di Trunk Show all’estero.
Il primo appuntamento dopo Pitti Uomo è da Elton, in Olanda.
Nel tema della sartorialità, anche il jeans della capsule RR + Liverano & Liverano SS18 che è piaciuto molto a gennaio e ha avuto ottimi riscontri in Giappone, uno dei primi mercati del brand, di certo il più sofisticato.

Tra le novità della collezione Deluxe, in una logica di risparmio energetico e di rispetto dell’ambiente, la innovativa Tintura a gel applicata a un pantalone, t-shirt e felpa, che comporta un risparmio di acqua pari al -50%. Il capo, dopo essere stato tinto in maniera leggera, viene asciugato e poi inserito nuovamente in macchina con un composto gelatinoso di colore neutro che, girando a secco, si spalma random corrodendo il colore soprattutto nei punti più a rilievo.
In questo modo l’effetto che si ottiene è di una colorazione non omogenea, con accumuli di colori sulle parti lisce e schiariture sulle cuciture.
Tra le novità anche la linea di pantaloni RR’S, dove lo sprone disegnato e dipinto a mano riproduce un motivo Saint Tropez, anni ’60. Tutti gli accessori che completano il capo, come bottoni, salpe, cuciture riprendono i colori tipici di quella sofisticata meta balneare (giallo, arancio, celeste, …). Non mancano tessuti africani con stampe wax-print che diventano i dettagli della linea Superior, la parte vintage, heritage di Roy Roger’s.
Completano la collezione Roy Roger’s SS18 capi con dettagli disegnati a mano.

Costumi realizzati con un particolare nylon con una tecnica di stampa phantom-print che crea una sorta di disegno invisibile sul tessuto, evidente solo quando il capo si bagna.
Una giacca/camicia realizzata con tessuto leggero da camicia in cinque varianti (bastoncino, doppia riga, tinta unita,…) lavate in capo per ottenere un aspetto mosso ed estivo, ideale da abbinare ad un jeans. Piegata in un sacchetto realiz-
zato con lo stesso tessuto, è un capo must per viaggiare. I due fratelli Biondi, Niccolò e Guido, ognuno nel proprio ambito sono molto impegnati nel promuovere l’azienda in Italia e allestero. L’amministratore delegato sta puntando sui mercati in espansione del nord Europa dove è alta la sensibilità per prodotti di alta gamma e originalità. Guido Biondi continua a far ricerca nell’archivio aziendale dove si sono tutti i capi Roy Roger’s delle passate stagioni e molti pezzi acquistati in giro nel mondo nei negozi di vintage. “Sono tornato da poco da un giro in Colorado e New Messico – racconta Guido Biondi – ed ho trovato pezzi bellissimi come un giubbotto da minatore degli anni Venti che è come un’opera d’arte indossata da chi lo ha posseduto per tutta la vita. Il jeans non ha età, può essere più classico di un abito di sartoria, ed è trasversale per ceto, età e sesso”.