PREVISIONI / TENDENZE

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PREVISIONI

Moda maschile in positivo
grazie all’export che cresce

Il 2019 si preannuncia anno positivo per il settore,
con una crescita meno sostenuta ma più morbida

Ottimismo prudente. Potrebbe essere questa la sintesi delle previsioni della moda maschile per il 2019. A meno di sorprese dovrebbe essere un altro anno positivo per un segmento, la moda uomo italiana, che vale 9,4 miliardi di euro di fatturato nel 2018, anno che ha fatto segnare una crescita dell’1,5% del giro d’affari e del 3,9% delle esportazioni. La crescita – come emerge dall’analisi del Centro studi di Confindustria Moda per Smi – continuerà anche nel 2019. Ma sarà una crescita meno sostenuta, più morbida, che ha già mostrato qualche debolezza a fine anno rispetto al robusto 2017. Questo anche per il fatto che permangono le incertezze sull’andamento dell’economia mondiale.

La prudenza è legata alle tensioni innescate dal ritorno dei dazi, agli esiti incerti della Brexit, alle elezioni politiche europee che potrebbero influenzare il sistema economico in cui operano le imprese. La parte finale del 2018 ha registrato un rallentamento della crescita dell’economia mondiale, crescita che comunque dovrebbe proseguire nel 2019 a buon ritmo: le previsioni macroeconomiche parlano di un più 4% del Pil mondiale per gli analisti del Fondo monetario internazionale e di un più prudente aumento del 3,5% per il Centro studi di Confindustria. Tuttavia qualche ombra, qua e là, emerge. L’indagine sulla raccolta di ordini da parte degli imprenditori per la prossima primavera estate segnala «un basso dinamismo per la domanda sia nazionale che estera». Quella nazionale d’altra parte continua a registrare segni negativi da anni e nel 2018 «i consumi nazionali mostrano una dinamica tra le peggiori registrate dal 2013», con un calo del 4,6%. Il salone di Pitti Uomo, su questo fronte, è un termometro significativo sugli scenari a breve e medio termine. Se i consumi nazionali non decollano, a far volare la moda maschile ci pensa l’export, che nel 2018 ha proseguito la corsa degli anni precedenti, crescendo del 3,9%. Un po’ meno dell’anno prima (più 5,2% nel 2017). Le vendite oltre confine, dopo un avvio di anno bruciante (+5,5% nel primo semestre) hanno rallentato in estate e nell’autunno inverno ma con oltre 6,3 miliardi di fatturato coprono il 67% del giro d’affari della moda uomo italiana. L’export di moda maschile italiana – i dati sono relativi ai primi nove mesi del 2018 – va abbastanza bene nei Paesi dell’Unione europea dove cresce dell’1,6% e dove brillano Germania (+3,5%), Regno Unito (più 8%), Francia (più 2,2%). Meglio le vendite verso i Paesi extra Unione europea (più 9%). Gli Stati Uniti continuano a «tirare», export più 2,8%, bene anche la Russia con più 6,4%. Virando verso il Far East, cresce del 27,7% l’export verso la Cina, che secondo l’analisi di McKinsey nel 2019 supererà gli Stati Uniti diventando il primo mercato mondiale della moda. Cresce anche l’export verso Hong Kong del 3,6% e insieme alla Cina le vendite verso questi Paesi valgono 471 milioni di euro, poco meno rispetto a Germania, Regno Unito e Francia. Cresce del 18,2% l’export in Corea del Sud, a quota 124 milioni di euro. In calo invece Spagna, Austria, Belgio. Un’occhiata ai prodotti segnala che nei primi nove mesi del 2018 crescono del 3,8% le esportazioni per la confezione, del 10,3% per la maglieria. La camiceria cede l’1,1%, l’abbigliamento in pelle il 4,2%, le cravatte il 9,6%. Riguardo ai mercati di approvvigionamento la Cina si conferma il fornitore principale, coprendo il 17,9% della moda uomo importata in Italia. A seguire il Bangladesh con il 14,1%. Entrambi sono in calo ma per analizzare questo cedimento bisogna anche tener conto del forte aumento di merci provenienti da Belgio e Paesi Bassi, porte di ingresso privilegiate per le produzioni asiatiche.

L’APPROFONDIMENTO
Per le vendite di moda maschile in Italia nell’autunno inverno 2017-2018 il canale di distribuzione principale resta quello delle catene monomarca – franchising, che coprono il 35,5% del mercato dei consumi e mostrano una lieve crescita (più 0,4%). L’altra fetta più cospicua spetta al dettaglio tradizionale che pur perdendo l’8% conserva una quota pari al 26,5% del totale. La grande distribuzione organizzata registra un leggero aumento e copre il 21% del mercato. In leggero calo invece, dell’1,4%, le vendite online ma secondo gli analisti si tratta di una battuta di arresto considerata fisiologica dopo la crescita del 47,2% messa a segno l’anno prima, nel corso dell’autunno inverno 2016-2017. Il canale di vendita digitale arriva comunque a coprire il 7% del mercato della moda maschile italiana, una quota superiore a quella del tessile abbigliamento nel suo complesso, pari al 6,2%. Tra gli altri canali di distribuzione, quello degli outlet copre il 4,4% del mercato, mentre le vendite sul mercato ambulante rappresentano il 3%. S.V.


TENDENZE

Missione globetrotter

Outfit modulabili, reversibili e trasformabili: è lo stile di una nuova
generazione urbana pronta a impadronirsi di un linguaggio autonomo,
in stretto rapporto col design ma lontano dall’originalità a tutti i costi

di Elena Moretti*

Il nomade metropolitano diventa archetipo dell’uomo contemporaneo. Tra strade trafficate lucide di pioggia e il profilo dei grattacieli, i ritmi della City ispirano un viaggio anche solo virtuale ma capace di adattarsi ad ogni occasione, dall’asfalto all’aereo, dall’ufficio alla palestra. Outfit modulabili e reversibili, borse trasformabili e doppia funzione d’uso, pensieri flessibili progettati per vivere un quotidiano di mutevolezza perenne. È lo stile di una nuova generazione urbana pronta ad impadronirsi di un linguaggio autonomo, in stretto rapporto con il design ma lontano dall’originalità a tutti i costi. Il formale mixa lo sportswear, il naturale trova esaltazione nell’incontro con il tecnico, il chiaro definisce lo scuro. Ricerca e applicazione di materiali avanzati dettano la formula di un guardaroba dalla somma versatilità: travel kit essenziali, capi confortevoli e performanti, accessori intelligenti, dallo zaino al marsupio crossbody e alla borsa da weekend. Ahirain guarda agli “universal traveller”, espressione individuale di un modo di essere. Partendo da una matrice outerwear, giacche e giacconi sono resi contemporanei da soluzioni tecniche e tagli funzionali, frutto di un diverso approccio alla sartoria maschile. Da Lardini sono tre le destinazioni ideali per i gentlemen che attraversano il mondo. Ogni città è connotata da una selezione di colori: il blu per Milano, il rosso degli autobus londinesi, il giallo dei taxi di New York. Per PT01 Pantaloni Torino il viaggio è nello spazio e nel tempo. Gli anni ’30 a Manhattan, tra proibizionismo e bische clandestine, ispirano pantaloni in lane e cotoni con dettagli retrò su fodere e cinture. Animal, l’album dei Pink Floyd, è simbolo di una Londra pre Punk. Tartan inglesi e tessuti jacquard rimandano all’underground londinese degli anni ’70. Da Serapian Milano debuttano una travel bag trasformabile nei volumi, un marsupio oversize da indossare in vita o a spalla. E uno zaino in due misure, dove l’intreccio arricchisce maxi tasche applicate. Pellami super soft, imbottitura impalpabile in piuma d’oca: Nuvola, il bestseller di casa Stewart, pesa appena 970 g e ha un’anima multitasking. Lo accompagna una piccola sacca in tela: pochi gesti e la giacca si trasforma in cuscino da viaggio. E ancora, TMB, la linea giovane di Tombolini, rilancia con la lavorazione Zero Sewing: totale assenza di cuciture per capi di soli 300 grammi. E con ZG Washable, da oggi, i capi si lavano in lavatrice, conservando mano morbida, effetto stretch, tenuta termica e traspirabilità. Dettagli magistrali, atmosfere di charme e tinte nobili: Stefano Ricci introduce un guardaroba da grandi viaggiatori. Su tutto, leggerezza e performance: giacconi in cashmere-seta-vicuna profilati di coccodrillo con l’interno di visone, field jacket di cashmere agugliato, parka in seta melange dal trattamento antigoccia, fodere stampate su disegno esclusivo.
* Fashion Consultant di Pitti Immagine

2019-01-08T16:45:22+00:0008 Gennaio 2019|Moda|