L’editoriale di Eva Desiderio

Firenze con questo novantaduesimo Pitti Uomo si riprende completamente, e anche di più, il posto che le spetta come capitale internazionale della moda. Non solo per i 1.220 marchi che dal 13 al 16 giugno riempiranno di energia e creatività la Fortezza da Basso, non solo per gli eventi galattici in calendario, non solo per la quantità esagerata di presentazioni e di sfilate, non solo per i nomi di richiamo dal mondo, non solo per il palcoscenico più bello e autorevole del Made in Italy. Tutto questo è fantastico e reale, invidiato ma concreto.
Il grande balzo in avanti, il sogno che si avvera e il progetto visionario e splendido, è quello dell’unione sempre più stretta e convincente tra Arte & Moda, con Palazzo Pitti che diventa la Reggia del Fashion, con la mostra sul “Museo Effimero” curata da Olivier Saillard con l’esperienza di Caterina Chiarelli, con il recupero del Giardino di Boboli col contributo libero e generoso di 2 milioni di euro da parte di Gucci, con l’intesa perfetta tra Centro Moda e Pitti Immagine con le Gallerie degli Uffizi, per l’illuminata gestione e promozione culturale del Direttore Eike Schmidt. La macchina del tempo corre, non si ferma sulla nostalgia dei tempi d’oro delle sfilate organizzate a partire dai primi anni Cinquanta da Giovan Battista Giorgini, ma con la sfilata-evento di gennaio scorso organizzata da Stefano Ricci la Reggia del Fashion torna a brillare, capace di catalizzare tutta l’attenzione degli addetti ai lavori che ormai non possono più non studiare le radici della bellezza dello stile italiano  e connettere persone e tendenze.
La cultura della moda si rimette in gioco da Firenze e non ci sono altri esempi al mondo di tale eccellenza. Uno “zucchero” per l’anima dei fashionisti e un traino importante per l’economia del settore, non più reietto e sottovalutato come per troppi anni dalla politica e dalla finanza. E il Governo torna ad investire sulla città di Dante, con il Ministero  dello sviluppo economico e con l’Ice promuovendo Pitti Uomo presso i buyers in arrivo dal mondo e lanciando queste mostre e questi interessi culturali che non potranno d’ora in poi non essere ancora più mirati ed esaltanti.
Una via piena di luce che regala emozione ed orgoglio, col Pitti Uomo non solo fiera simbolo per l’interesse degli espositori ma anche faro di eccellenza a 360 gradi per raccontare, valorizzare, stimolare il settore del tessile-abbigliamento. Per non dire della trasformazione della Galleria del Costume di Palazzo Pitti in vero Museo della Moda e del Costume. Per l’Italia e per il mondo intero che ora ci guarda con ancora più ammirazione.