IL SALONE

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Tutti nella P.O.P. Arena Per stare bene in fiera

Pitti Uomo ha cambiato, negli anni, l’idea stessa di fiera, rendendo l’esperienza più produttiva e favorendo lo scambio di idee tra le persone

Se la moda è cambiamento e le fiere di moda non possono che riflettere i cambiamenti continui della moda, Pitti Uomo in questi anni ha fatto qualcosa di più: ha cambiato l’idea stessa di fiera. Il cuore del salone ha continuato a battere forte ma la musica non è più solo quella commerciale: aziende che vendono, buyer che comprano. I valori dell’informazione, della comunicazione e della conoscenza adesso sono più alti, il soft power della fiera prevale sul suo hard power. Favorire l’incontro e lo scambio di idee tra le persone, rendere più intensa e produttiva l’esperienza della fiera, aumentare la sua realtà ̶ non solo e non tanto attraverso le nuove tecnologie, ma con il format giusto, la combinazione giusta di merceologie core business e merceologie trasversali, di eventi di ricerca e opportunità di promozione, di novità di prodotto e rappresentazione e diattenzioni culturali, l’equilibrio nuovo tra quello che c’è dentro i padiglioni e quello che avviene fuori, nella città… Tutte queste cose diventano oggi le ragioni del successo di un appuntamento “fieristico”. E se Pitti Uomo è il più importante appuntamento internazionale di moda maschile è anche perché ha saputo tradurre la carica d’innovazione che il mondo della moda esprime, in modalità nuove di fare fiera. La “P.O.P. Arena” che inauguriamo in questa 94esima edizione per esempio. Nasce dal tema-guida di quest’estate ̶ P.O.P-Pitti Optical Power, una visione allegra e colorata che suggerisce nuovi orizzonti percettivi per le cose, con la direzione artistica del life-styler Sergio Colantuoni, ma è in effetti un nuovo spazio del salone. Niente stand e collezioni in mostra però, solo persone: buyers e visitatori che si fermano per un caffè o per mangiare qualcosa ̶ in un optical bar&ristorante ̶ o per dare un’occhiata allo smartphone seduti in chioschi optical, o partecipare, in un ambiente molto OpArt, ai tanti eventi che l’arena ospiterà durante i quattro giorni di manifestazione (uno sarà il talk sulla “New Masculinity” organizzato da Scandinavian Man, magazine e piattaforma online di luxury design nordico). Insomma, abbiamo dato una forma alla convivialità, allo stare-bene-in-fiera, al vedere-capire-di-più condiviso che costituiscono il bene comune e il capitale sociale della Pitti Experience su cui una manifestazione come la nostra vive e prospera. Non vi ho parlato delle molte altre cose importanti di questa edizione: di I Go Out (il nuovo progetto in cui il fashion incontra l’outdoor), della nuova veste che prende Make. The New Makers, (la sezione sull’artigianato di ricerca), dell’originale accoppiata di Athlovers (le collezioni athletic oriented) con Unconventional (le collezioni di luxury underground), delle pareti-installazioni degli Editorials (con oggetti speciali per gli stili di vita dell’uomo contemporaneo selezionati da una curatela d’autore) e dei tanti appuntamenti interessanti che si succederanno dentro e fuori la Fortezza. Ne leggerete in queste pagine. Anche loro, sono tutti tasselli diversi del grande soft power di Pitti Uomo e dell’esperienza intensa e coinvolgente che è capace di offrire.

Il grandissimo successo di Pitti Uomo deriva anche dall’aver saputo tradurre la carica d’innovazione che il mondo della moda esprime in modalità nuove di “fare fiera”

2018-06-08T08:35:10+00:0008 giugno 2018|Moda|