GUCCI GARDEN / MARENZI

//GUCCI GARDEN / MARENZI

EVENTI

Gucci Garden

Un posto che incanta, emoziona, fa vibrare le corde
della fantasia e della memoria, per un’esplorazione
dell’immaginario e della creatività della maison

Un luogo magico, un teatro sempre aperto alla moda e alle tendenze, ai colori e ai ricami, alle idee e ai disegni, agli oggetti e ai vestiti. Un palcoscenico unico al mondo. è il Gucci Garden sbocciato esattamente un anno fa e da allora meta di un vero pellegrinaggio di fashionisti, opinionisti di Eva Desiderio di stile, appassionati del brand Gucci in arrivo dal mondo intero. Un posto che incanta, emoziona, fa vibrare le corde della fantasia e della memoria del visitatore che diventa parte di una esperienza unica, per un’esplorazione dell’immaginario e della creatività della maison fondata a Firenze nel 1921 che nel gennaio 2018 ha svelato al mondo questo suo insuperabile gioiello, in una location straordinaria che profuma di storia come il Palazzo della Mercanzia completamente trasformato dal genio di Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci.

Il Gucci Garden esprime la passione per il lavoro
manuale e l’artigianato e rievoca le origini mercantili
del palazzo e la storia di eccellenza artigiana della Maison

L’anno scorso sulla facciata del palazzo costruito nel 1337 su Piazza della Signoria, sede del Tribunale delle Arti medievali come testimoniano gli stemmi originali all’interno del Gucci Garden, trionfava un gigantesco neon a forma di occhio, quest’anno 2019 vedremo se ci sarà ancora una sorpresa. Qui nel 2011 fu ideato il Gucci Museo che ora Alessandro Michele ha completamente rifondato, reinventandolo come spazio vivente, collaborativo e creativo nel quale si esprime il carattere in perenne evoluzione e la filosofia della Maison. Che più vincente di così, per l’eccezionalità delle vendite e l’immensità dell’appeal, non potrebbe essere. “Il giardino è reale, ma appartiene soprattutto alla sfera dell’immaginario – ha detto Alessandro Michele durante la presentazione del suo capolavoro nel gennaio scorso – popolato com’è di piante e animali; come il serpente che si insinua dappertutto e che, in un certo senso, simbolizza un perpetuo inizio e un perpetuo ritorno”. Tre piani di sogno, al piano terreno la Boutique superesclusiva con le pareti gialle e i mobili dipinti di un rosso cupo dove si trovano tutti pezzi unici tra abbigliamento e accessori che hanno tutti lo speciale logo gotico Gucci Garden, in vendita solo qui (meravigliosa la collezione di scatole per contenere sogni e segreti come gli oggetti esclusivi di Richard Ginori), la Gucci Osteria di Massimo Bottura con un piccolo ristorante che alle pareti ha dipinti i versi di un Canto Carnescialesco di Lorenzo dei Medici (“Il ristorante contribuirà a ricordare che Firenze è sempre stata un centro di scambi culturali, particolarmente durante il Rinascimento”, ha detto all’inaugurazione Bottura cha ha elaborato un menu originale ispirato ai suoi viaggi), il Bookstore con oggetti memorabilia, teste e piedi manichino in legno dipinti, busti di donna, portaoggetti e perfino quaderni dalle copertine con fantasie ammalianti, poi paraventi rivestiti di broccato su ordinazione. Mobili costuiti ad hoc per lo spazio ma anche trovati in case private e da antiquari, tra riviste d’avanguardia e libri antichi della Libreria Cascianelli di Roma. “Questo è un omaggio a Firenze – ha detto Alessandro Michele che sarà all’inaugurazione dei nuovi spazi la sera dell’8 gennaio col presidente e Ceo di Gucci Marco Bizzarri – il Gucci Garden esprime la passione per il lavoro manuale e l’artigianato che rievoca le origini mercantili del palazzo e la storia di eccellenza artigiana della Maison”. Spettacolari il primo e secondo piano dedicati alla Gucci Garden Galleria, non una semplice e piatta esposizione dell’Archivio ma un incontro/scontro tra passato e presente, sotto i lavori di artisti contemporanei. Per questa inedita e sorprendente operazione culturale Alessandro Michele ha chiamato Maria Luisa Frisa, curatrice del Gucci Garden Galleria, critico e fashion curator, direttore del Corso di Laurea in Design della Moda e Arti multimediali all’Università IUAV di Venezia. “Ho cominciato ad interessarmi alla storia di Gucci da quando Alessandro Michele è diventato direttore creativo – racconta Maria Luisa Frisa – e mi interessa molto il lavoro della sua testa”. A giugno scorso una prima rotazione con una nuova esposizione, dopo l’omaggio a Bjork e ora nella Period Room ci sarà un nuovo allestimento. Dopo la storia della creazionedi Jayde Fish e le frasi immaginifiche di Coco Capitan, ecco ora una serie di wall inediti, realizzati da due artiste ancora top secret e svelati nel primo giorno di Pitti Uomo 95 che stabiliranno un contatto tra le stanze del Gucci Garden Galleria e il brulicare costante di Piazza della Signoria.


MARENZI

Come sta la moda italiana?
A Pitti le prime risposte
del settore nel nuovo anno

Dal numero di presenze e dalle scelte dei buyer della moda maschile i primi
segnali concreti sulla direzione che il settore prenderà nel corso del 2019

di Claudio Marenzi*

Come sta la moda italiana? E soprattutto quanto la moda potrà subire il prevedibile rallentamento macroeconomico? Lo si potrà verificare al Pitti Uomo nei prossimi giorni, la prima grande manifestazione della moda ad aprire l’anno, dove dal numero di presenze e dalle scelte dei buyer della moda maschile verranno i primi segnali concreti sulla direzione che il settore prenderà nel corso del 2019. Secondo le stime del Centro Studi di Confindustria Moda, il settore della moda maschile conta per circa 1/4 dell’intero valore della produzione dell’industria dell’abbigliamento italiana, con un fatturato cresciuto nel 2018 del +1,5%, fino a sfiorare i 9,5 miliardi di euro.

La moda, sensibile come pochi altri settori al cambiamento degli umori,
è particolarmente esposta agli effetti del diffondersi di incertezze,
ma è anche la prima a reagire positivamente a un contesto favorevole

La moda uomo è oggi uno specchio che riflette, amplificandoli ed esasperandoli, i fenomeni che stanno caratterizzando il settore della moda italiana in generale: grande competitività sui mercati esteri, le esportazioni di moda uomo cresciute del +3,9%, soprattutto verso i mercati extra-UE dove l’export della moda maschile italiana è aumentato di ben il 9%, a cui si contrappone un calo dei consumi interni che, sempre secondo i dati di Confindustria Moda ha raggiunto il -4,3% nel 2018. Malgrado l’esasperazione del dibattito sui media riguardo alle prospettive a breve termine, è bene ricordare che i dati di previsione per il 2019, riguardo sia al quadro macroeconomico che all’andamento della moda, si presentano preceduti dal segno “più”. L’elemento critico è che l’esiguità di quel segno “più”, in un quadro di difficili equilibri macroeconomici e finanziari, è generatore di incertezze e quindi portatore di un rischio di rottura di quei delicati equilibri. In un contesto di questo genere, la funzione riequilibratrice e propulsiva delle politiche economiche pubbliche nazionali e sovranazionali è fondamentale per indirizzare le scelte degli operatori economici in senso espansivo. Nelle economie moderne, come hanno dimostrato gli eventi della crisi finanziaria del decennio scorso, le politiche pubbliche difficilmente possono “guidare” direttamente gli andamenti macroeconomici, in particolare quando i debiti pubblici restano elevati, ma possono fare molto nell’influenzare in un senso o nell’altro le scelte degli operatori economici. La moda, sensibile come pochi altri settori al cambiamento degli umori, è particolarmente esposta agli effetti del diffondersi di incertezze e timori, ma è anche la prima a reagire positivamente a un contesto favorevole.
* Presidente di Pitti Immagine

2019-01-08T16:46:03+00:0008 Gennaio 2019|Moda|