È l’ora di guardare
al futuro con serenità

Esportazioni in miglioramento verso i Paesi extraeuropei
Attendendo un aggiornamento sui dati i segnali
sembrano comunque essere positivi per il mercato

Il 2017 si è presentato come un anno di cambiamenti nella dinamica dei mercati internazionali, complessivamente il bilancio è positivo, ma non si può nascondere che il panorama, soprattutto quello internazionale, sia ancora denso di incertezze.
Le autorevoli parole di Mario Draghi sul consolidamento della crescita in Europa, trovano conferma anche per la moda dai dati positivi delle vendite al dettaglio di abbigliamento ed accessori negli ultimi mesi del 2016 e negli ultimi dati relativi a marzo 2017 nei principali mercati europei. In Germania, Spagna e Regno Unito in particolare si è registrata a marzo una crescita delle vendite nei negozi di moda superiore al 4%, anche in Italia negli ultimi mesi i dati sono in miglioramento, anche se la ripresa è più debole e in ritardo rispetto agli altri Paesi, come rivela anche l’andamento delle importazioni nei primi mesi del 2017, in leggera riduzione rispetto al 2016.
I primi mesi del 2017 hanno portato anche un miglioramento delle nostre esportazioni verso molti mercati extraeuropei. Asia e Russia in particolare. Verso l’Asia i risultati sono stati positivi verso la Corea, il Giappone e anche verso la Cina che lo scorso anno aveva mostrato segni di cedimento. è stato molto positivo con incrementi a due cifre l’andamento verso la Russia: la moderata ripresa dei prezzi dei prodotti energetici – voce fondamentale per l’economia russa – è bastata a ridare fiato ai consumi di moda e alle esportazioni italiane. Qualche cautela nell’ottimismo offerto dai numeri dell’export è però d’obbligo: i dati disponibili per il 2017 riguardano solo i mesi di gennaio e febbraio, per una valutazione più compiuta sarà necessario attendere dati più aggiornati, anche se si tratta certamente di un buon inizio.

Il bilancio è positivo ma il panorama,
soprattutto quello internazionale,
è ancora denso di incertezze

Resta invece l’incognita degli USA.
L’anno è iniziato con le nostre esportazioni in calo, seguendo un trend già iniziato lo scorso anno. Gioca in parte un effetto cambio. La breve fiammata di rivalutazione del dollaro seguita all’elezione di Trump si è subito spenta, e da metà dicembre il dollaro ha ricominciato a svalutarsi rispetto all’Euro (l’ultimo fixing del 19 maggio è a 1,12 dollari per 1 euro, dal minimo di 1,04 toccato il 19 dicembre) causando un effetto contabile per il quale, a parità di valore in dollari, il valore delle nostre esportazioni, una volta tradotte in Euro, si riduce. Ma c’è anche una generale incertezza sugli sviluppi delle politiche economiche degli USA, sia in materia di stimolo ai consumi interni sia di politiche commerciali, che a ormai quattro mesi dall’insediamento della nuova amministrazione continuano, al di là delle dichiarazioni ufficiali, a essere in pratica del tutto indefinite. I recenti sviluppi connessi al cosiddetto Russia gate poi, non fanno che accrescere l’incertezza riguardo a quali saranno gli sviluppi futuri.
In questo quadro la moda maschile, in mostra alla 92esima edizione di Pitti Uomo sta reagendo meglio della media, in particolare con performances sui mercati esteri a inizio 2017 decisamente superiori. Siamo ancora, va detto, in ogni caso ben lontani da un boom.
Per usare le parole di Draghi, possiamo considerare la crisi alle spalle e dal nostro punto di vista si può guardare al futuro con più serenità di quanto si potesse fare uno o due anni fa: quella che era una luce fioca in fondo al tunnel comincia a mostrarsi effettivamente come la conclusione di un periodo particolarmente difficile. Resta la certezza che un’Europa solida e, diversamente che in passato, attenta alla promozione della crescita, sia una componente necessaria per dare stabilità al quadro economico globale.
* Presidente di Pitti Immagine